Cara ADUC
Raggiro vendita "Italia dentro casa"
Domanda
8 dicembre 2008
Il giorno 7 novembre 2008 previa telefonata pubblicitaria è arrivata a casa mia la Sig. Michela che mi pubblicizza la nascita di un nuovo negozio nella zona commerciale di Azzano Decimo e che visto che ero stata scelta dall'azienda "ITALIA dentro CASA" mi offrivano 5 coupon con sconti del 30% e 50% da spendere in cinque anni, e che ero solo obbligata a fare un acquisto che poteva essere anche di 50¤ fino ad un massimo di 2400¤. Io le dico ok e le chiedo se vendono frigoriferi e Michela mi risponde che ne hanno di bellissimi che sono di marca e di svariati colori. Michela mi dice che prima dell'apertura di questo negozio che doveva essere per Natale, sarebbe passato un suo collega di lavoro a portare questi "BUONI SCONTO" e che mi avrebbe spiegato il funzionamento e mi chiede di firmare una carta che serviva esclusivamente per farmi avere i coupon e che non comportava nessun obbligo. Firmo la carta la metto dentro una cartellina. Mi scappa di dirle anche che probabilmente con il tempo forse ci sarebbe stato comodo avere degli sconti per arredare un appartamento di delle case che verranno costruite tra qualche anno visto che mio suocero forse vendeva un pezzo di giardino dietro casa ed ho chiesto a Michela: "E se dovessero servirmi più di 2400¤?" Mi ha risposto che il negozio era come l'Ikea e che ci sono delle soluzioni diverse per gli sposi. A questo punto, l'accompagno alla macchina e mi da una valigetta che doveva servirmi per far conoscere alle mie amiche il loro prodotto e mi dice che avrei dovuto tornarglielo quando sarebbe passato il suo collega ossia prima dell'inaugurazione. La sera avviso mio marito della cosa ma ingenuamente non gli dico di aver firmato un carta anche perché per me, era semplicemente come usano nei nostri Ipermercati che firmi per avere le tessere per poi avere degli sconti. Da grande STUPIDA, ho firmato una carta senza leggerne il contenuto. Il giorno 28 novembre si presentano a casa mia un certo Antuan ed il cognato, dice lui con 4/5 valigette. Incomincio a fargli delle domande e gli chiedo: "Dove sorgerà questo nuovo centro e quando?" Antuan mi risponde che sono ancora indietro con i lavori e se tutto va bene, per fine febbraio i primi di marzo. Mi chiede un bicchiere d'acqua e incomincia a farmi vedere i coupon. Cinque coupon da 2400¤ e che con l'IVA sarebbero stati 2800 che mi obbligano a spendere in cinque anni e a quel punto, incomincio a sentirmi male e non capivo che cosa mi stava succedendo. Mi dice:"Ma lei ha letto il contratto?" "Quale contratto?" rispondo io, "Quello che ha firmato alla mia collega". Io gli spiego tutta la faccenda e lui me la fa ripetere tre volte dopo di che tira fuori dalla tasca un bigliettino dove si mette a leggere che io dovevo arredare un appartamento e che non mi credeva, ma vista poi la mia disperazione, pensa di chiamare il suo capo area per vedere cosa poteva fare per me, se avrebbe potuto, visto la situazione, venirmi incontro e me lo passa al telefono. Il Sig. Callegari Andrea mi spiega che ormai era troppo tardi per fare il recesso e quindi di mettermi d'accordo con Antuan per abbassare il valore dei coupon da 2400¤ a 1700¤. Io ero disperata e singhiozzavo dal pianto e per fortuna, stavo aspettando un amico che quando mia figlia è andata per riceverlo gli ha riferito che c'erano due tipi in casa e che la mamma stava piangendo disperata. Chiede che cosa stava succedendo e chi fossero i signori e chiede loro quanto erano disposti a scendere dopo di che mi dice."Falli subito uscire di casa e poi vai a denunciare il fatto alla Federconsumatori". Prendono tutte le loro valigie ma la valigetta che mi aveva lasciato Michela non la vogliono e si rifiutano di portarla via minacciandomi comunque che avrebbero fatto causa attraverso i loro avvocati. Come devo comportarmi? Grazie per l'attenzione.
Isabella, da Azzano Decimo (PN)
Isabella, da Azzano Decimo (PN)
Risposta ADUC
chieda subito l'annullamento per dolo e se non l'hanno avvista del diritto di recesso lo faccia subito per raccomandata ar, essendo non ancora trascorsi tre mesi dall'accordo.
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