Cara ADUC
Raggiro Registro Italiano in Internet
Domanda
18 aprile 2009
Fidenza 15/04/09
Buon giorno, risiedo a Fidenza in provincia di Parma, sono artigiano falegname e vi scrivo poi che sono stato raggirato da una "ditta" tale REGISTRO ITALIANO IN INTERNET (che avrebbe sede legale ad Amburgo in Germania) la quale, per ben due volte mi ha inviato un prestampato modulo per sottoscrizione di contratto, abilmente camuffato "da modulo per correzione dei dati" non tanto e non soltanto nella sua impostazione grafica, quanto piuttosto nella tempestività del recapito del medesimo, che con chirurgica precisione ha collimato (per ben due volte) a quello del mio vero provider che è REGISTER.IT.
Al primo invio cestinai prontamente, dopo averlo letto, il contenuto della busta, avendo intuito la sottesa "gabola" ma al secondo, avendo invece distrattamente confuso, le carte del REGISTRO ITALIANO IN INTERNET con quelle inviatemi dal mio vero provider REGISTER.IT (entrambe posate sulla scrivania) finii erroneamente per compilare il modulo della "ditta tedesca" anziche' quello del mio provider, ed inviarlo al numero fax riportato in testata.
Accortomi del grossolano errore, solo due giorni dopo, (dopo il rientro da un duplice full day di montaggi presso le abitazioni dei miei clienti) provvidi subito a redigere una manifesta lettera di disdetta, nella quale palesavo, oltre all'oggetto (disdetta/annullamento) anche il mio disappunto per il modus operandi adottato da costoro e la inviai subito al medesimo numero fax.
A distanza di due mesi e dieci giorni (e per altro durante una settimana di mia assenza dall'Italia) mi viene recapitata una fattura di REGISTRO ITALIANO IN INTERNET datata 1° aprile (ironia della sorte) dove mi si chiede di pagare 958 euro per un'inserzione, oltretutto entro 14 giorni, (presumibilmente dal 1° aprile) cosa praticamente impossibile dato che il mio rientro in sede è avvenuto la mattina del 14. Pare altresì che questi 958 euro siano solo una quota annuale da pagare per diversi anni, salvo disdetta anticipata di 3 mesi per la quale farebbe fede la data del timbro postale.
Ora, palesato che non ho alcuna intenzione di avvalermi dei "servizi" della REGISTRO ITALIANO IN INTERNET, ne tanto meno di pagarglieli, la domanda che pongo è la seguente:
è davvero possibile che soggetti come costoro possano agire indisturbati "turlupinando" chi lavora, ed avere al contempo "legalmente ragione" pretendendo immeritate somme di denaro?
E poi: cosa deve fare e a chi si deve rivolgere uno come me (che lavora 12 ore al giorno) per difendersi da soggetti e da "azioni" di questo genere?
Cordialmente
Davide, da Fidenza (PR)
Buon giorno, risiedo a Fidenza in provincia di Parma, sono artigiano falegname e vi scrivo poi che sono stato raggirato da una "ditta" tale REGISTRO ITALIANO IN INTERNET (che avrebbe sede legale ad Amburgo in Germania) la quale, per ben due volte mi ha inviato un prestampato modulo per sottoscrizione di contratto, abilmente camuffato "da modulo per correzione dei dati" non tanto e non soltanto nella sua impostazione grafica, quanto piuttosto nella tempestività del recapito del medesimo, che con chirurgica precisione ha collimato (per ben due volte) a quello del mio vero provider che è REGISTER.IT.
Al primo invio cestinai prontamente, dopo averlo letto, il contenuto della busta, avendo intuito la sottesa "gabola" ma al secondo, avendo invece distrattamente confuso, le carte del REGISTRO ITALIANO IN INTERNET con quelle inviatemi dal mio vero provider REGISTER.IT (entrambe posate sulla scrivania) finii erroneamente per compilare il modulo della "ditta tedesca" anziche' quello del mio provider, ed inviarlo al numero fax riportato in testata.
Accortomi del grossolano errore, solo due giorni dopo, (dopo il rientro da un duplice full day di montaggi presso le abitazioni dei miei clienti) provvidi subito a redigere una manifesta lettera di disdetta, nella quale palesavo, oltre all'oggetto (disdetta/annullamento) anche il mio disappunto per il modus operandi adottato da costoro e la inviai subito al medesimo numero fax.
A distanza di due mesi e dieci giorni (e per altro durante una settimana di mia assenza dall'Italia) mi viene recapitata una fattura di REGISTRO ITALIANO IN INTERNET datata 1° aprile (ironia della sorte) dove mi si chiede di pagare 958 euro per un'inserzione, oltretutto entro 14 giorni, (presumibilmente dal 1° aprile) cosa praticamente impossibile dato che il mio rientro in sede è avvenuto la mattina del 14. Pare altresì che questi 958 euro siano solo una quota annuale da pagare per diversi anni, salvo disdetta anticipata di 3 mesi per la quale farebbe fede la data del timbro postale.
Ora, palesato che non ho alcuna intenzione di avvalermi dei "servizi" della REGISTRO ITALIANO IN INTERNET, ne tanto meno di pagarglieli, la domanda che pongo è la seguente:
è davvero possibile che soggetti come costoro possano agire indisturbati "turlupinando" chi lavora, ed avere al contempo "legalmente ragione" pretendendo immeritate somme di denaro?
E poi: cosa deve fare e a chi si deve rivolgere uno come me (che lavora 12 ore al giorno) per difendersi da soggetti e da "azioni" di questo genere?
Cordialmente
Davide, da Fidenza (PR)
Risposta ADUC
lei ha correttamente contestato la legittimita' della richiesta di pagamento. Se questa e' arrivata per posta ordinaria (o comunque non per lettera raccomandata), la ignori. Le consigliamo comunque di segnalare la questione alla polizia postale.
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