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Cara ADUC

Quand'e' che i controlli di sicurezza aeroportuali sono discriminatori?

22 ottobre 2011
Domanda 22 ottobre 2011
Vi scrivo per richiedere un'informazione in merito a degli episodi avvenuti piu' volte all'aeroporto di Fiumicino. Mio marito, cittadino francese, vive a Londra e viene quindi spesso a Roma dove io ancora abito. In partenza da Fiumicino, e' capitato piu' volte che, nonostante tutti i controlli effettuati sui passeggeri originanti per i voli extra-Schengen, al gate per Londra, gli venisse chiesta, oltre al passaporto francese, ulteriore prova di nazionalita' francese dagli agenti della sicurezza preposti al gate d'imbarco e che gli venisse chiesto piu' volte per quale motivo si recasse a Londra. Una volta ha dovuto mostrare un suo biglietto da visita per dimostrare che lavorava a Londra e domenica scorsa, alle 19,30 di sera, volevano addirittura chiamare il consolato inglese per chiedere conferma.
Mi ha spiegato un supervisore Alitalia che questo succede perche' molti nigeriani falsificano il passaporto francese. Se cosi' fosse, non e' una pratica discriminatoria per il semplice fatto che mio marito e' nero? Se il passaporto e' un documento valido a tutti gli effetti, e' legale richiederne un altro dopo che e' stato controllato al varco di polizia? Deve un cittadino europeo dimostrare perche' vive a Londra? Grazie mille!
Pamela, da Roma

Risposta ADUC
a nostro avviso non si tratta di pratiche discriminatorie, in simili casi (dando per buona la spiegazione fornita in aeroporto, di per se' plausibile) si tratta di controlli finalizzati all'accertamento della violazione sulle norme Schengen. Consideri anche che spesso non e' semplice verificare l'eventuale falsificazione di un documento "seduta stante" al momento del controllo (sono operazioni spesso effettuate in laboratorio dalla Polizia scientifica) se il passaporto e' falsificato con accuratezza. Immaginiamo sia questo il senso delle ulteriori richieste.
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