Cara ADUC
Qual'è la differenza tra Btp, Bot e Cct?
Domanda
21 agosto 2003
Qual'e' la differenza tra Btp, Bot e Cct? In termini operativi su quale titolo di Stato e' opportuno investire?
Grazie
Grazie
Risposta ADUC
tutte e tre le tipologie di strumenti obbligazionari sono emessi dallo Stato italiano (quindi hanno lo stesso grado di sicurezza in termini di solvibilita' dell'emittente) ma hanno caratteristiche di rimborso e di pagamento degli interessi molto diversi.
Il piu' semplice da comprendere e' il BOT. Si tratta di un prestito che il risparmiatore fa alla Stato a breve o brevissimo termine. Gli interessi sono calcolati come differenza fra il prezzo di acquisto ed il prezzo di rimborso. 1000 euro di valore nominale (che verranno restituiti a scadenza) si acquistano per un valore inferiore, ad esempio 9975. Per questo si dice, impropriamente, che gli interessi sono anticipati.
Il BTP, invece, e' un titolo che ha scadenze piu' lunghe (5, 7, 10, 15 o piu' anni). Gli interessi, invece che come differenza fra prezzo di emissione e prezzo di rimborso (che solitamente e' uguale, o molto simile), vengono pagati con una cedola che puo' essere semestrale o annuale ad un tasso fisso che non varia fino alla scadenza. A scadenza lo Stato restituisce il valore nominale dell'investimento. Durante la vita dell'obbligazione, questo titolo viene quotato sul mercato e scambiato ad un prezzo che e' diverso dal valore nominale in funzione del variare dei tassi di mercato. Se il mercato, per varie ragioni, offre un rendimento che e' piu' alto della cedola del BTP, allora il prezzo del BTP sara' inferiore al valore nominale (e viceversa).
I CCT sono una sorta di via di mezzo, nel senso che hanno delle scadenze lunghe come i BTP ma hanno una cedola non fissa come il BTP ma variabile in base al rendimento dei BOT (piu' un piccolo differenziale). Questo fa si che il prezzo di mercato di questo titolo vari pochissimo.
I BTP, specie quelli a lunga scadenza, sono un titolo un po' piu' "rischioso", non nel senso che e' a rischio la restituzione del capitale, ma piu' la scadenza e' lunga e piu' alto e' il rischio che una eventuale variazione dei tassi al rialzo comporti una perdita in conto capitale se si volesse disinvestire prima della scadenza (vendendo il titolo sul mercato). Anche se non si dovesse vendere il BTP, il fatto di tenere dei soldi investiti con un rendimento largamente inferiore a quello offerto attualmente dal mercato e' comunque una perdita, sebbene non contabilizzata, ma qui il discorso si fa un po' complicato.
Ovviamente le indicazioni che le abbiamo fornito sono di massima, su quale titoli conviene investire dipende da tante cose. Le consigliamo di leggere questa risposta gia' pubblicata sul sito per maggiori informazioni generali su come investire: clicca qui. Qui trovera' anche vari riferimenti ad articoli che abbiamo pubblicato in merito.
Nello specifico, fra i tre titoli che ha citato (BOT, CCT e BTP) in questa particolare fase dei tassi, specialmente non avendo una buona conoscenza dei mercati finanziari, non ci sentiremmo proprio di consigliarle dei BTP (specialmente a lunga scadenza). I CCT sono leggermente preferibili in caso d'investimenti di medio termine (tre/cinque anni).
Il piu' semplice da comprendere e' il BOT. Si tratta di un prestito che il risparmiatore fa alla Stato a breve o brevissimo termine. Gli interessi sono calcolati come differenza fra il prezzo di acquisto ed il prezzo di rimborso. 1000 euro di valore nominale (che verranno restituiti a scadenza) si acquistano per un valore inferiore, ad esempio 9975. Per questo si dice, impropriamente, che gli interessi sono anticipati.
Il BTP, invece, e' un titolo che ha scadenze piu' lunghe (5, 7, 10, 15 o piu' anni). Gli interessi, invece che come differenza fra prezzo di emissione e prezzo di rimborso (che solitamente e' uguale, o molto simile), vengono pagati con una cedola che puo' essere semestrale o annuale ad un tasso fisso che non varia fino alla scadenza. A scadenza lo Stato restituisce il valore nominale dell'investimento. Durante la vita dell'obbligazione, questo titolo viene quotato sul mercato e scambiato ad un prezzo che e' diverso dal valore nominale in funzione del variare dei tassi di mercato. Se il mercato, per varie ragioni, offre un rendimento che e' piu' alto della cedola del BTP, allora il prezzo del BTP sara' inferiore al valore nominale (e viceversa).
I CCT sono una sorta di via di mezzo, nel senso che hanno delle scadenze lunghe come i BTP ma hanno una cedola non fissa come il BTP ma variabile in base al rendimento dei BOT (piu' un piccolo differenziale). Questo fa si che il prezzo di mercato di questo titolo vari pochissimo.
I BTP, specie quelli a lunga scadenza, sono un titolo un po' piu' "rischioso", non nel senso che e' a rischio la restituzione del capitale, ma piu' la scadenza e' lunga e piu' alto e' il rischio che una eventuale variazione dei tassi al rialzo comporti una perdita in conto capitale se si volesse disinvestire prima della scadenza (vendendo il titolo sul mercato). Anche se non si dovesse vendere il BTP, il fatto di tenere dei soldi investiti con un rendimento largamente inferiore a quello offerto attualmente dal mercato e' comunque una perdita, sebbene non contabilizzata, ma qui il discorso si fa un po' complicato.
Ovviamente le indicazioni che le abbiamo fornito sono di massima, su quale titoli conviene investire dipende da tante cose. Le consigliamo di leggere questa risposta gia' pubblicata sul sito per maggiori informazioni generali su come investire: clicca qui. Qui trovera' anche vari riferimenti ad articoli che abbiamo pubblicato in merito.
Nello specifico, fra i tre titoli che ha citato (BOT, CCT e BTP) in questa particolare fase dei tassi, specialmente non avendo una buona conoscenza dei mercati finanziari, non ci sentiremmo proprio di consigliarle dei BTP (specialmente a lunga scadenza). I CCT sono leggermente preferibili in caso d'investimenti di medio termine (tre/cinque anni).
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