Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Un promotore scrive ad “Il sole 24” ed a noi per la pubblicazione

15 settembre 2003
Domanda 15 settembre 2003
Io gia' vi ho inviato qualcosa alla fine di luglio, che avete pubblicato, a proposito di un articolo sul Sole contenente dichiarazioni fuorvianti ed informazioni approssimative e ambigue.
Io non ce l'ho col Sole, ottimo giornale, ma, diceva Orazio".. dormitat quandoque calidusque Homerus.. " Anche in questo caso il principio che mi muove e' questo: una corretta informazione.
E magari si aprisse un forum su questo!
Per ora vi saluto con cordialita'.
Sono un promotore finanziario, e faccio il mio lavoro con coscienza ed attenzione: ritengo di avere il diritto di esprimere il mio punto di vista, con linguaggio prudente, inquadrando bene l'argomento, chiarendo con spiegazioni le mie dichiarazioni, anche per contestare, in un civile e produttivo dibattito, le dichiarazioni che a me sembrano vuote di contenuto, e anche un po' pretestuose. Chi legge poi dara' il giudizio.
Sembra che questo diritto sia difficile da far valere.
Copio qui sotto, con qualche dubbio, in verita', che voi vogliate pubblicarla, una lettera che ho mandato al Sole, e che neppure altri hanno pubblicato......
Cordialmente
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Spettabile Sole 24 ore,
sono un promotore finanziario, e leggendo l'articolo di sabato 30 agosto sul vostro inserto plus, pag 32, a firma Beltratti-D'Antonio, sento la necessita', per non dire il dovere professionale, di puntualizzare parecchi particolari.
Io ritengo, a differenza dei suddetti signori, che la GPM sia un ottimo strumento, trasparente e comprensibile: mi auguro che mi si dara' spazio per fornire chiarimenti, e la possibilita' di esporre le mie ragioni.
Ordinatamente, faro' le mie considerazioni sui vari argomenti, chi legge ne giudichera' la consistenza.

Il titolo Informazioni inutili e poca trasparenza mi sembra un po' forte ma i sottotitoli non scherzano: la banda Bassotti finalmente e' smascherata.

I rischi nascosti dietro le transazioni (sottotitolo);
Il nodo delle relazioni con i broker (sottotitolo);
Sotto esame il cosiddetto miglior prezzo (sottotitolo);
Informazioni inutili e poca trasparenza.

Perche' chi legge possa fare le proprie valutazioni, con ordine percorriamo il resoconto trimestrale, redatto come da norma. Salvo restando che in qualsiasi momento l'investitore puo' avere una posizione aggiornata (titoli, prezzi e liquidita') del proprio portafoglio gestito.

La prima pagina (schema E) contiene una istantanea del portafoglio:
valore del patrimonio all'inizio del trimestre,
conferimenti o prelievi nel periodo,
valore a disposizione nel periodo,
valore dei titoli (da schema G3),
valore della liquidita' (da schema F1),
accredito degli interessi di c/c (da schema F1),
plus/minusvalenza su operazioni da regolare (schema G2),
valore a fine periodo,
risultato del trimestre,
esposizione delle spese,
suddivise per causale (negoziazione, tasse varie in varie voci, gestione, performance),
operazioni da regolare (schema G2),
saldo impegnato in operazioni da regolare (schema F2).

La seconda pagina (schema F1) contiene l'e/c dei movimenti di liquidita', in dettaglio, come un e/c del conto corrente saldo precedente,
addebiti per acquisti,
spese,
commissioni e tasse accrediti per vendite,
incasso dividendi e cedole versamenti e prelievi saldo finale.

La terza pagina (schema F2) contiene l'e/c dei movimenti di liquidita' relativi alle operazioni da regolare
Le operazioni da regolare sono quelle che vengono effettuate nel periodo a cavallo della fine periodo, entro i tre giorni lavorativi di valuta, previsti per la negoziazione.
Quindi sono state effettuate nel periodo considerato, ma sviluppano la propria presenza solo nel periodo successivo. Infatti il denaro e i titoli non sono ancora stati consegnati, ma lo saranno, e devono comparire nella propria dimensione corretta: come operazioni da regolare.

La quarta pagina (schema G1) contiene l'e/c dei movimenti relativi ai titoli, con prezzi e spese di negoziazione in dettaglio
Acquisti, vendite, accorpamenti, variazioni di denominazione, aumenti di capitale, stacco diritti, conversioni, pagamento dividendi e cedole,

con il seguente schema:
giacenza iniziale,
variazioni in dettaglio per data,
giacenza finale,

La quinta pagina (schema G2) contiene l'e/c dei movimenti titoli relativi alle operazioni da regolare.

La sesta pagina (schema G3) contiene il riepilogo degli strumenti presenti in portafoglio alla data del resoconto, escluse operazioni da regolare.

Elenco dei titoli e quantita',
costo di carico unitario,
valore della giornata unitario e totale, valore totale del portafoglio titoli.

Quale di queste informazioni il titolatore considera inutili?
Quali altre informazioni desidera per avere una maggiore trasparenza?
Suggerisca alla Consob, per integrare gli schemi esistenti, e, cortesemente, lo dica anche a me, come promotore e come investitore.
I rischi nascosti dietro le transazioni "Le GP prevedono.. di effettuare a discrezione compravendita di titoli.... " Per amor di precisione, vale la pena di sottolineare che la discrezionalita' del gestore e' ben inquadrata dalla linea di gestione prescelta dall'investitore, e ordinata nell'ambito del benchmark attribuito.

In ogni caso, se una discrezionalita' non fosse attribuita al gestore, perche' il cliente dovrebbe pagare una commissione di gestione, invece di farsi la sua bella raccolta ordini, imbeccato dall'impiegato di banca o dal barbiere?
Non capisco poi perche' "sembra corretto affermare che la trasparenza... e' relativamente bassa...... "?
A me non sembra corretto, e contesto tanto l'enunciato del teorema quanto la sua dimostrazione.
Dopo una ipotesi apodittica, la spiegazione cambia direzione e si infila in un vicolo chiuso.
Non e' certo dal rendiconto che l'investitore dovra' comprendere lo stile di gestione, ma sicuramente potra' riconoscere quello che aveva approvato e scelto al momento della firma del mandato.
E la differenza non mi sembra poca.
Quanto poi al conflitto di interesse legato alla negoziazione, penso che sia chiaro a tutti che in qualsiasi transazione, in qualsiasi rapporto, anche umano, un conflitto di interesse di questo tipo e' e sara' sempre presente, e potra' essere regolamentato esclusivamente da un soddisfacente risultato per le due parti contraenti.
O vogliamo contrattualizzare il numero delle operazioni per vedercelo sbandierare poi, magari con un sorrisino?

D'altronde le operazioni sono elencate dettagliatamente, e controllabili, tanto nell'entita', quanto nella frequenza, e in caso di operazioni varie sullo stesso titolo, e' semplice rilevare per chi le operazioni hanno generato reddito.
Come investitore, io preferisco sapere cosa spendo in negoziazione, e cosa spendo per la gestione, separatamente, anche perche' la negoziazione e' una spesa viva, che in ogni caso dovro' pagare, e mi piace controllarla, piuttosto che averla infilata nella gestione, a percentuale su tutto il patrimonio, ma indefinita ed indefinibile.
Dove sbaglio?

Se poi si ritiene che dove c'e' spazio per la truffa, la truffa avvenga sicuramente, allora il discorso lo chiudiamo subito e andiamo a rannicchiarci in cima al gran Sasso, tra capre e aquile: la vita sociale non e' per noi.
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Il nodo delle relazioni con i broker.

Il fatto poi che la gestione si possa servire di un broker piuttosto di un altro, rientra nella normale attivita' aziendale, di qualsiasi merceologia.
Che ci sia una varieta' nei rapporti tra le parti, mi pare del tutto normale, ma se ci serve il crimine, lo possiamo anche evocare.
Direi che, per quanto fantasiosa, l' interpretazione dell'attribuzione dei costi, non lo e' neppure abbastanza: ad esempio si sarebbe potuto dire anche che il gestore, con i soldi dell'investitore, compra le Nike al figlio.
Magari tralasciando di precisare che le compra con lo stipendio che riceve dall'azienda, e che sara' necessariamente pagato, in ultima analisi, dall'utente finale (in questo caso l'investitore); come tutte le altre spese, in qualunque attivita' produttiva.
Il problema dell'esternalita' sara' anche rilevante e diffuso, ma le spese di qualsiasi azienda si riversano sul cliente: sara' il cliente consumatore a decidere chi fornisce un buon rapporto qualita/prezzo, e chi evitare.
Non certo una legge nuova.
Sotto esame il miglior prezzo.
L'interesse del gestore e' quello di far crescere il valore del patrimonio affidatogli: e' chiaro che cerchera' di ottenere le migliori condizioni dal mercato, ma nessuno, in buona fede, potra' mai sostenere con certezza e sicurezza, di avere accesso alle migliori condizioni in assoluto, e per tutte le operazioni!
Ci sarebbero anche altri risvolti da esaminare: se qualcuno ne avra' interesse, ci si potra' tornare sopra.
Vorrei terminare sottolineando che tutte le eccezioni, piu' o meno generiche, elencate a carico delle GPM sono, sicuramente con maggior proprieta', attribuibili alle gestioni di fondi (e quindi alle gestioni in fondi), che, oltre tutto, non forniscono alcuna rendicontazione, ne' trimestrale, ne' con altra cadenza. E neppure la composizione del portafoglio, se non, alcuni, semestralmente e limitatamente ai primi 10 titoli.
E quanto all'affidarsi alla "grande fiducia nella correttezza del gestore.. " mi sembra che ben maggiore esercizio faccia l'investitore in fondi, che neppure vede quali strumenti vengano utilizzati (derivati?
prestito titoli?) come, quando, a che prezzo, su quale mercato e con quali modalita' (regolamentato, blocchi, fuori).
Vorrei ricordare a chi legge anche un particolare fiscale, anche se non strettamente pertinente: chi non e' contento del risultato di un fondo, e se ne va con una perdita, perde tutto l'eventuale credito di imposta.
Chi non e' contento di una GPM, almeno quello se lo porta a scarico per 4 anni.
Nulla dell'uomo e' perfetto, e le GPM non sono una eccezione; tutto e' perfettibile, ma con proposte costruttive, non certo con una approssimativa indicazione di problemi di ordine generale.
Solo un cosciente e consapevole...senso critico, salva...l'investitore dallo stress e dalla...informazione semplicistica........

Risposta ADUC
pubblichiamo la sua lettera come tutte quelle che ci arrivano.
Non siamo d'accordo su quasi nessuna delle cose che scrive e non vediamo proprio come, in questo caso, il Sole 24 ore e Marco Liera possa essere criticato per aver detto la semplice verita'.
Il cuore del problema e' il fatto che la gestione attiva, specialmente per come e' fatta in Italia, e' una presa in giro per i risparmiatori, e le GPF sono quindi una doppia presa in giro.
Questo e' il cuore del problema. Si veda, a questo proposito, questo articolo: clicca qui
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