Cara ADUC
Un promotore finanziario che ragiona con la propria testa
Domanda
12 aprile 2005
Gentilissima Aduc, sono un giovane promotore che si sta affacciando a questa professione. Ho deciso di scrivervi perche', insieme al mio supervisore, seguo costantemente l'evolversi delle discussioni presenti sul vostro sito riguardanti questa professione. Innanzitutto, volevo ringraziarvi perche' grazie al vostro lavoro ed alle lettere di investitori scontenti, ci e' possibile capire meglio il mondo che ci circonda. Negli ultimi tempi ci e' capitato di leggere molte e-mail scritte da "colleghi" che, spacciandosi per clienti informatissimi sui prodotti da loro sottoscritti, difendono a spada tratta questo o quel prodotto, guarda caso quasi sempre collocati dalla stessa societa'. Ad oggi mi sento di esprimere le mie perplessita' nei confronti di questo modus operandi che danneggia l'immagine di chi cerca di affermarsi in questa professione senza ricorrere a facili scorciatoie che premiano sicuramente nel breve ma che, come affermate giustamente, non sono che pure e semplici vendite all'ingrosso di prodotti spaventosamente cari e di dubbia convenienza per i clienti. Quello che piu' mi spaventa e' il vedere ragazzi che conosco iniziare questa attivita' animati dalle piu' buone intenzioni e vederli trasformati in squali che come unico obiettivo hanno il raggiungimento del budget loro imposto e camuffato in vacanze, orologi, crociere, addirittura auto e chi piu' ne ha piu' ne metta. Mi chiedo come sia possibile che, con una semplice convention alla quale magari partecipano tre vecchie glorie dell'epopea spaziale, si possa "condizionare" l'operato di quattro o cinquemila persone, mi chiedo inoltre come queste realta' riescano a sopravvivere e proliferare in un mercato come quello di oggi sempre piu' esigente di trasparenza e professionalita'. Questa lettera ha il solo scopo di dire a quei colleghi che in ogni realta' esiste la ricerca di un budget, contest e premi, ricordatevi pero' che chi ci dara' da mangiare sono e saranno i nostri clienti e se non pensiamo fin da subito a tutelarli, probabilmente e' lecito aspettarsi che questi prima o poi ci abbandonino, dato che un qualsiasi direttore di banca e' in grado di leggere come me e voi questo sito, traendone quelle quattro, cinque informazioni utili per smontare qualsiasi nostra unit, index o qualsiasi altro prodotto, ricco per noi ma non per i nostri clienti. Quello che infine mi disturba e' che questi clienti rimasti delusi dal "nostro" operato rimarranno vittime di tranelli ancora piu' gravi come le obbligazioni strutturate o le index bancarie collocate magari da quello stesso direttore che vedono come loro salvatore. Vi invito quindi a riflettere prima di collocare selvaggiamente certi tipi di prodotti solo perche' qualcuno vi ha detto di farlo pensando anche alle conseguenze che il vostro operato arrechera' all'immagine del nostro lavoro, apriamo quindi gli occhi ed informiamoci, cerchiamo di conoscere al meglio le nostre armi non fidandoci solo di cio' che ci viene detto. Pensare e' un nostro diritto, non lasciamo che qualcuno lo faccia per noi, ricordandoci infine che la faccia e' la nostra. Cordialmente.
Lucio, da Lucca
Lucio, da Lucca
Risposta ADUC
Siamo contenti di ospitare, come accaduto anche qualche giorno fa (clicca qui) interventi di promotori finanziari che ragionano con la propria testa e non si lasciano assoggettare dalle convention, dai viaggi-premio e dal vero e proprio lavaggio del cervello cui spesso i venditori delle reti sono sottoposti. Ed anzi, le persone che lavorano in maniera corretta si ritrovano in difficolta' perche' i clienti, abituati ad un trattamento diverso, spesso guardano con sospetto chi si comporta in maniera corretta. Noi siamo pessimisti: il sistema non cambiera', perche' la situazione attuale fa comodo a tanti soggetti, inclusi molti venditori. La nostra ricetta vede la consulenza slegata dalla vendita, anche se la strada e' lunga ed ora siamo solo all'inizio.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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