Cara ADUC
Programma Dinamico e dissesto delle polizze costruite su derivati
Domanda
19 febbraio 2009
Anch'io sono stato coinvolto in questo "pacco", anche se non in prima persona.
Non sono un esperto del tema, ma un dubbio mi frulla per la testa...
Al colloquio con l'impiegato delle poste per il passaggio alla nuova polizza mi è stato detto (come sappiamo) che ci sono 6 prodotti che hanno più o meno le stesse caratteristiche, 2 (Ideale e 3A valore reale), forse 3 di questi hanno delle difficoltà per cui c'è il rischio di non rivedere i soldi investiti. E il rischio, da quanto è emerso dal colloquio, dovrebbe esclusivamente essere collegato all'emittente.
Questa situazione dovrebbe, perciò, essere spiegata dal rischio di fallimento dell'emittente, ovvero il fallimento della Programma Dinamico Spa. Allo stato attuale non mi sembra ci siano procedure attive in tal senso verso al Programma Dinamico. La domanda che mi son posto è la seguente: se la Programma Dinamico fallisce non sono a rischio tutti i prodotti emessi? perchè quindi l'attenzione è finita solo sui 2 prodotti sopra indicati? e secondariamente, secondo voi, Postevita ha o meno l'interesse di salvare l'Emittente? (Se Programma Dinamico fallisse sarebbero veramente molti gli investitori coinvolti e il danno all'immagine sarebbe piuttosto elevato.)
Inoltre, da quel poco che conosco della materia (quindi potrei anche sbagliarmi), mi risulta che la società emittente è tenuta a rispettare determinati vincoli di struttura patrimoniale, questo mi è stato in qualche modo confermato anche dall'impiegato delle poste, e, sempre in base a quanto mi è stato detto, sembrerebbe che l'emittente abbia buona parte del patrimonio investito in titoli solidi (la percentuale indicata era di un 80-90%). Quindi mi chiedo, se la società ha un patrimonio solido al 90% per quale motivo, in caso di fallimento, l'investimento fatto dovrebbe andar completamente perso?
Per quanto riguarda la polizza "Ideale", il prospetto informativo indicava una composizione dell'investimento così suddivisa: il 70% ca. in un titolo obbligazionario (di cui non sappiamo nulla) e il 28% in un derivato (sconosciuto anche questo ma collegato all'indice FTSE4Good Global 100). Il derivato, come recitava il prospetto informativo, "potrebbe comportare la riduzione del valore a scadenza, attualmente pari al 28% fino a zero", perciò, dato che nella peggiore delle ipotesi il derivato può valere 0 e non assumere valori negativi, resta salvo il 70% del capitale investito nell'obbligazione. Non capisco quindi per quale motivo l'obbligazione non garantisca almeno il 70% del capitale investito...
Riassumendo, la polizza "Ideale" doveva essere composta da un primo investimento in un'obbligazione per un importo pari al 70% del capitale investito, che a scadenza avrebbe consentito di rimborsare il 116,5% del capitale investito, e un secondo investimento in un derivato collegato al FTSE4Good Global 100 che avrebbe dovuto incrementare il rendimento con una partecipazione pari al 70% della variazione dell'indice.
Se la polizza era veramente costruita in questo modo (chiedo conferma anche a voi) per quale motivo oggi si è venuta a creare questa situazione???
Ultime riflessioni: se a scadenza in caso di andamento totalmente negativo il calore di rimborso era pari al 116,5% del premio (da prospetto informativo), perchè oggi propongono solo il 105% e due/tre anni dopo la scadenza naturale? Il prezzo sul mercato (38) non potrebbe significare semplicemente che nessuno vuol investire al 1,5% lordo (assumendosi anche il rischio emittente) fino al 2012 dato che i tassi oggi sono intorno al 4%?
Dal mio punto di vista la proposta delle Poste di sostituire la vecchia polizza con quella nuova sembra essere un modo per risparmiare parecchio denaro, dato che sembrerebbe difficile un fallimento della Programma Dinamico e di tutti e 6 i prodotti emessi.
Inoltre, in caso di fallimento, la Programma Dinamico potrebbe essere solvibile dati i vincoli di patrimonio (sempre se le informazioni datemi dall'impiegato postale sono corrette, anche se ho qualche dubbio dato che la preparazione degli impiegati postali a volte si lascia veramente a desiderare).
Cosa ne pensate?
Thomas, da Revine Lago (TV)
Non sono un esperto del tema, ma un dubbio mi frulla per la testa...
Al colloquio con l'impiegato delle poste per il passaggio alla nuova polizza mi è stato detto (come sappiamo) che ci sono 6 prodotti che hanno più o meno le stesse caratteristiche, 2 (Ideale e 3A valore reale), forse 3 di questi hanno delle difficoltà per cui c'è il rischio di non rivedere i soldi investiti. E il rischio, da quanto è emerso dal colloquio, dovrebbe esclusivamente essere collegato all'emittente.
Questa situazione dovrebbe, perciò, essere spiegata dal rischio di fallimento dell'emittente, ovvero il fallimento della Programma Dinamico Spa. Allo stato attuale non mi sembra ci siano procedure attive in tal senso verso al Programma Dinamico. La domanda che mi son posto è la seguente: se la Programma Dinamico fallisce non sono a rischio tutti i prodotti emessi? perchè quindi l'attenzione è finita solo sui 2 prodotti sopra indicati? e secondariamente, secondo voi, Postevita ha o meno l'interesse di salvare l'Emittente? (Se Programma Dinamico fallisse sarebbero veramente molti gli investitori coinvolti e il danno all'immagine sarebbe piuttosto elevato.)
Inoltre, da quel poco che conosco della materia (quindi potrei anche sbagliarmi), mi risulta che la società emittente è tenuta a rispettare determinati vincoli di struttura patrimoniale, questo mi è stato in qualche modo confermato anche dall'impiegato delle poste, e, sempre in base a quanto mi è stato detto, sembrerebbe che l'emittente abbia buona parte del patrimonio investito in titoli solidi (la percentuale indicata era di un 80-90%). Quindi mi chiedo, se la società ha un patrimonio solido al 90% per quale motivo, in caso di fallimento, l'investimento fatto dovrebbe andar completamente perso?
Per quanto riguarda la polizza "Ideale", il prospetto informativo indicava una composizione dell'investimento così suddivisa: il 70% ca. in un titolo obbligazionario (di cui non sappiamo nulla) e il 28% in un derivato (sconosciuto anche questo ma collegato all'indice FTSE4Good Global 100). Il derivato, come recitava il prospetto informativo, "potrebbe comportare la riduzione del valore a scadenza, attualmente pari al 28% fino a zero", perciò, dato che nella peggiore delle ipotesi il derivato può valere 0 e non assumere valori negativi, resta salvo il 70% del capitale investito nell'obbligazione. Non capisco quindi per quale motivo l'obbligazione non garantisca almeno il 70% del capitale investito...
Riassumendo, la polizza "Ideale" doveva essere composta da un primo investimento in un'obbligazione per un importo pari al 70% del capitale investito, che a scadenza avrebbe consentito di rimborsare il 116,5% del capitale investito, e un secondo investimento in un derivato collegato al FTSE4Good Global 100 che avrebbe dovuto incrementare il rendimento con una partecipazione pari al 70% della variazione dell'indice.
Se la polizza era veramente costruita in questo modo (chiedo conferma anche a voi) per quale motivo oggi si è venuta a creare questa situazione???
Ultime riflessioni: se a scadenza in caso di andamento totalmente negativo il calore di rimborso era pari al 116,5% del premio (da prospetto informativo), perchè oggi propongono solo il 105% e due/tre anni dopo la scadenza naturale? Il prezzo sul mercato (38) non potrebbe significare semplicemente che nessuno vuol investire al 1,5% lordo (assumendosi anche il rischio emittente) fino al 2012 dato che i tassi oggi sono intorno al 4%?
Dal mio punto di vista la proposta delle Poste di sostituire la vecchia polizza con quella nuova sembra essere un modo per risparmiare parecchio denaro, dato che sembrerebbe difficile un fallimento della Programma Dinamico e di tutti e 6 i prodotti emessi.
Inoltre, in caso di fallimento, la Programma Dinamico potrebbe essere solvibile dati i vincoli di patrimonio (sempre se le informazioni datemi dall'impiegato postale sono corrette, anche se ho qualche dubbio dato che la preparazione degli impiegati postali a volte si lascia veramente a desiderare).
Cosa ne pensate?
Thomas, da Revine Lago (TV)
Risposta ADUC
Abbiamo fatto notare che anche le polizze Raddoppio ed Index Cup vedono il valore corrente molto basso e quindi sono a forte rischio. Quanto al rischio delle polizze, non c'e' affatto bisogno che finisca in dissesto la societa' Programma Dinamico ma e' sufficiente che finisca in dissesto la singola obbligazione contenuta nelle polizze. Ed e' proprio quello che sta succedendo per via del fatto che i pacchetti di derivati su cui e' costruita l'obbligazione hanno visto il loro valore precipitare.
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