Cara ADUC
Problemi agibilità casa e prescrizioni comunali
Domanda
12 marzo 2008
Cara Aduc,
il giorno 18/11/2004 dopo innumerevoli problemi ho acquistato casa, pochi giorni fa mi sono recato in comune per la richiesta di alcuni documenti ed ho scoperto che la mia abitazione non è ancora agibile/abitabile.
Chiedo quindi informazioni all'ufficio tecnico e mi rispondono che mancano alcuni documenti, che il comune ha già sollecitato più volte all'impresa (il comune non avendo ricevuto risposta ha archiviato la pratica).
Le cose si complicano perché nel frattempo l'impresa ha chiuso e venduto tutto (non per fallimento ma per cessata attività).
Comunque circa due mesi fa ho contattato uno dei due soci dell'impresa e faccio presente il tutto e la sua risposta è stata che avrebbe sollecitato l'architetto.
Incuriosito dalla faccenda mi reco in comune e chiedo di visionare la pratica relativa alla ristrutturazione dell'edificio in cui ora vivo.
Tra i vari documenti trovo naturalmente la concessione edilizia, firmata ed approvata dal sindaco dopo un sopralluogo della commissione edilizia, in cui risultano imposte delle prescrizioni non rispettate quella più evidente è:
_ mantenere e ricostruire il selciato di pavimentazione degli ingressi di via... e quello del portico di piano terra.
I lavori sono stati effettuati in economia rompendo tutto il selciato di cotto antico (lo stabile risaliva al 1600) e posando una brutta ceramica rossa in sostituzione del cotto e del porfido in sostituzione del ciottolato.
La cosa ridicola è che in fase di ristrutturazione mi ero anche offerto di contribuire economicamente pur di avere una migliore pavimentazione per scoprire poi che mi spettava di diritto.
Ho chiesto quindi al comune (circa 1200 abitanti) il perché non siano state fatte rispettare tali prescrizioni ma non ho avuto risposte esaustive.
Come potrei muovermi con impresa e comune?
In aggiunta a tutto ciò ho avuto problemi in taverna per via di un tubo di scarico rotto (in fase di installazione e mai collaudato) che mi è stato sostituito dall'impresa (il pavimento però l'ho dovuto pagare io), inoltre il lavoro non è stato fatto a regola d'arte.
Ci sono infiltrazioni d'acqua sotto il tetto che l'impresario ha tentato di riparare più volte ma senza successo.
In due stanze si stacca parte d'intonaco e la risposta dell'impresario è stata che sono crepe d'assestamento...
Ringrazio in anticipo e mi scuso per la prolissità e l'eventuale poca chiarezza.
Cordiali saluti
Ivan, da Berzo San Fermo (BG)
il giorno 18/11/2004 dopo innumerevoli problemi ho acquistato casa, pochi giorni fa mi sono recato in comune per la richiesta di alcuni documenti ed ho scoperto che la mia abitazione non è ancora agibile/abitabile.
Chiedo quindi informazioni all'ufficio tecnico e mi rispondono che mancano alcuni documenti, che il comune ha già sollecitato più volte all'impresa (il comune non avendo ricevuto risposta ha archiviato la pratica).
Le cose si complicano perché nel frattempo l'impresa ha chiuso e venduto tutto (non per fallimento ma per cessata attività).
Comunque circa due mesi fa ho contattato uno dei due soci dell'impresa e faccio presente il tutto e la sua risposta è stata che avrebbe sollecitato l'architetto.
Incuriosito dalla faccenda mi reco in comune e chiedo di visionare la pratica relativa alla ristrutturazione dell'edificio in cui ora vivo.
Tra i vari documenti trovo naturalmente la concessione edilizia, firmata ed approvata dal sindaco dopo un sopralluogo della commissione edilizia, in cui risultano imposte delle prescrizioni non rispettate quella più evidente è:
_ mantenere e ricostruire il selciato di pavimentazione degli ingressi di via... e quello del portico di piano terra.
I lavori sono stati effettuati in economia rompendo tutto il selciato di cotto antico (lo stabile risaliva al 1600) e posando una brutta ceramica rossa in sostituzione del cotto e del porfido in sostituzione del ciottolato.
La cosa ridicola è che in fase di ristrutturazione mi ero anche offerto di contribuire economicamente pur di avere una migliore pavimentazione per scoprire poi che mi spettava di diritto.
Ho chiesto quindi al comune (circa 1200 abitanti) il perché non siano state fatte rispettare tali prescrizioni ma non ho avuto risposte esaustive.
Come potrei muovermi con impresa e comune?
In aggiunta a tutto ciò ho avuto problemi in taverna per via di un tubo di scarico rotto (in fase di installazione e mai collaudato) che mi è stato sostituito dall'impresa (il pavimento però l'ho dovuto pagare io), inoltre il lavoro non è stato fatto a regola d'arte.
Ci sono infiltrazioni d'acqua sotto il tetto che l'impresario ha tentato di riparare più volte ma senza successo.
In due stanze si stacca parte d'intonaco e la risposta dell'impresario è stata che sono crepe d'assestamento...
Ringrazio in anticipo e mi scuso per la prolissità e l'eventuale poca chiarezza.
Cordiali saluti
Ivan, da Berzo San Fermo (BG)
Risposta ADUC
per entrambe le questioni (permessi mancanti e lavori non eseguiti a regola d'arte, deve rivolgersi ai soci dell'impresa tramite una messa in mora:
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