Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Problema richiesta integrazione retta RSA

25 aprile 2012
Domanda 25 aprile 2012
Buongiorno,
Sono parente di un anziano ricoverato presso una RSA di Lecco. L'anziano non è autosufficiente. Attualmente la sua pensione e l'assegno d'accompagnamento che percepisce coprono solo per metà la rette che viene completata totalmente da noi parenti. L'anziano non ha né moglie né figli ed è ricoverato da più di un anno e all'atto del ricovero, dopo un colloquio con l'assistente sociale, ci è stato detto che anche i parenti prossimi, quindi i fratelli, contribuiscono alla "ricchezza" dell'anziano. Perciò una sorella firmò la fideiussione con la RSA e ci mettemmo una pietra sopra. Ora però la situazione economica è cambiata, una sorella dell'anziano è deceduta, e sinceramente si stanno creando attriti fra i restanti fratelli anche perchè ci è stato richiesto l'ISEE...
Ho ricontattato via mail i servizi sociali del comune per attuare una richiesta formale di integrazione e qui sotto vi riporto la risposta:
Buongiorno, per l'integrazione retta RSA non esiste un regolamento a cui attenersi, tendenzialmente i parenti presentano il caso all'Assistente Sociale, all'Assessore ai Servizi Sociali e al Sindaco, e insieme si valuta la necessità o meno di integrare la retta.
Viene richiesto anche l'Isee dei parenti, oltre che quello della persona anziana.
Distinti saluti.
Chi tra i parenti prossimi sarebbe più indicato a presentare questa domanda d'integrazione? Sarebbe possibile che lo stesso anziano auto-presentasse una richiesta d'integrazione alla sua retta?
Vi chiederei assistenza nel formulare una lettera di richiesta formale per non essere liquidato solo a parole dai servizi sociali.
Come consigliate procedere?
Grazie per l'attenzione.
Cordiali saluti
Graziano, da Costa Masnaga (LC)

Risposta ADUC
in prima battuta, le suggeriamo di leggere la nostra sezione dedicata all'argomento sul nostro sito internet:
http://salute.aduc.it/info/rettersa.php
Come verifichera' la questione va posta in altro modo. Tenuto al pagamento della quota sociale e' il Comune, con la compartecipazione dell'utente (non dei parenti). La stessa persona degente, se capace di intendere e volere puo' chiedere la corretta rideterminazione della retta. Quanto alla fideiussione firmata, sia che si chiami cosi' sia con altro nome (lettera di impegno, contratto ecc.), e' sempre possibile recedere con raccomandata AR, trattandosi di debito indeterminato nel quanto (vero e' che si tratta di una somma X al giorno, ma non si sa per quanto tempo sara' dovuta, e conseguentemente garantita).
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