Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Problema col commercialista

26 luglio 2008
Domanda 26 luglio 2008
Ho una diatriba in corso col mio commercialista
premetto che quando anni fa gli diedi l'incarico di curare la mia attività commerciale (sono ditta individuale) non mi ha mai fatto vedere il tariffario né abbiamo concordato per iscritto l'onorario, siccome mi ispirava fiducia mi sono "fidata",
Ha curato sempre per mio conto il pagamento diritto camerale CCIIA, senza versare cifre ma semplicemente presentando f24 a compensazione.
Mesi fa mi arriva una cartella esattoriale, gliela inoltro pensando fiduciosa che fosse "pazza". Mi dice ok me ne occupo io non c'è niente da pagare. Mi manda diverse email in cui dice tutto a posto. Ad 1 settimana dalla scadenza salta fuori che devo pagare, una cifra irrisoria, mi arriva email con l'importo da pagare (si intende che sono, dovuta andare io a pagare facendo ore di fila). Non mi spiega nulla di come sia saltata fuori la multa. Scopro che ha fatto un errore, allo studio a voce ammette la cosa, e vado a pagare. Ieri mi manda fattura annuale per la contabilità. Premetto che la cifra è sempre intorno ai 300 euro ivati, e anche questa lo è. chiedo come pensa di venire ad accordo per l'errore. Mi scrive via email che sarebbe stata tutta colpa dell'impiegato della CCIIA che non avrebbe voluto sentire ragioni e sostiene che per evitarmi di fare ricorso (sarebbe costato molto di più della multa) aveva preferito non insistere e farmi pagare la multa. Ovviamente non aveva mai fatto parola di ciò prima che pagassi la multa. Dice che la fattura non la sconta perché in questi anni mi avrebbe sempre fatto pagare meno della tariffa minima e in allegato mi manda stralcio del tariffario (che vedo quindi per la prima volta). Dal tariffario sostiene che mi ha fatto pagare per anni 300 euro quando avrei dovuto pagarne 740. Aggiungo che in nessuna conversazione, né via email o scritta o documentazione è mai stato sottolineato ciò, e io ho sempre pagato le sue fatture senza storie. Volendogli capire gli scrivo che sui decreti che definiscono la normativa avrebbe ragione l'impiegato ma che se ha torto allora lo invito a mostrarmi circolare o documentazione che lo provi.
Mi risponde stamattina accusandomi di accanimento nei suoi confronti. A "dimostrazione" che il suo calcolo era corretto fornisce solo una pagina web del sito della camera di commercio di livorno (io sono iscritta a quella di Napoli quindi nulla a che vedere) dove ad una domanda c'è una risposta che gli darebbe ragione, ma è solo un parere, non una normativa. Afferma che dato il mio accanimento (perché ho chiesto chiarimenti come mio diritto) non se la sente più di curare la mia contabilità. Non solo: revoca la fattura di 300 euro mandatami il giorno prima e, siccome dice che sono irriconoscente, me ne manda una nuova di oltre 700 euro applicando il tariffario (che ho avuto il piacere di vedere solo ieri).
mi chiedo:
- è giusto dal punto di vista etico questo comportamento? Se insisto rischio che poi vengano ritoccate anche le fatture degli anni precedenti per adeguarle al "minimo"?
- Posso rivalermi e rifiutarmi di pagare questa fattura, avendola emessa per dispetto puro e semplice?
- Il fatto che negli anni passati mi abbia fatto pagare di meno è a mio svantaggio in una eventuale causa? Oppure posso contestare la fattura sostenendo che un aumento di 400 euro da un anno all'altro è eccessivo? (praticamente è aumentata di oltre il 200%)
- Per quanto riguarda l'errore che ha causato la multa, non ha dimostrato di avere ragione
-In finale ha aggiunto che se non pago la fattura (quella da 730 euro) non mi restituisce la documentazione (così non posso nemmeno passare ad altro commercialista)
- il diritto del cliente di avere una corretta informazione dov'è?
- trovare un accordo civile non sembra essere possibile
- il fatto che non ho mai visto il tariffario nè firmato una carta dove era indicato posso usarlo a mio vantaggio?
-come posso procedere per far rispettare i miei diritti?
740 euro sono il mio guadagno annuale..
Valeria, da San Giorgio A Cremano (NA)

Risposta ADUC
ma perche' si rivolge ad un'associazione di consumatori per una questione tipica del mondo del lavoro (che ha altre logiche, spesso altre norme e leggi, etc..)? Le possiamo solo dire di farsi valere con una diffida in cui chiude il rapporto, intima entro xx giorni la consegna dei suoi documenti e lo diffida ad emettere richieste di compenso difformi da quelle pattuite e puntualmente da lei sempre onorate:
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