Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Prezzo di un BTP rischiosissimo

23 maggio 2009
Domanda 23 maggio 2009
Cari amici dell'Aduc, vi scrivo per due motivi: un dubbio e una considerazione.
Inizio con il dubbio.
In data 24/02/2009 ho dato ordine alla mia banca, Unicredit, di comprare il BTP 15 SET 2019 HCPI LK: quello che non ho capito è come mai l'abbia pagato solo 93,75. I BTP non venivano emessi alla pari? E' un prezzo dovuto al fatto che il BTP (trattandosi, mi pare, di una riapertura d'asta) era già in circolazione e quotava quindi al prezzo fatto dal mercato?
Adesso mi trovo con un +7,26% in 3 mesi e, prima di chiedermi se venderlo o tenerlo, vorrei essere sicuro di non essermi perso niente.
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Per quanto riguarda la considerazione invece, è presto detto. Al momento di firmare la richiesta di acquisto del BTP l'impiegata mi ha fatto firmare anche la "non adeguatezza" dell'operazione. Fin qui, niente di male: al momento di compilare il questionario Mifid avevo indicato un orizzonte temporale "medio" e capisco che un titolo a 10 anni fatichi a rientrare nella definizione.
Il punto è che, sulla scala delle classi di rischio stilata da Unicredit (con valori che vanno da 1 a 4) e riportata sul documento relativo all'adeguatezza, tale BTP si colloca in 4° classe: la più rischiosa.
Ora, io non so esattamente quali titoli vengano presi in considerazione nell'elaborare tali valutazioni (e non lo so perché il documento non lo dice!), ma anche restando nell'ambito dei titoli di stato vuol dire che, secondo loro, non c'è differenza tra l'Italia e la Colombia? Oppure, come è più probabile, la categoria riguarda i soli titoli di stato italiani? In quel caso forse sarebbe meglio specificarlo chiaramente, e comunque dubito che un BTP indicizzato a 10 anni sia più rischioso di un normale BTP trentennale.
C'è da dire che l'impiegata non ha fatto commenti sul punto (ma questo può dipendere dal fatto che comincia a conoscermi), ad ogni modo mi pare che un simile modo di comunicare le informazioni sia rivolto più a spaventare i clienti piuttosto che a tutelarli da eventuali passi falsi.
Soprattutto considerando che, invece del BTP, mi avevano consigliato l'acquisto di un po' di obbligazioni "di casa"...
Voi che ne pensate?
Saluti
Lucio, da Roma (RM)

Risposta ADUC
purtroppo l'informazione fornita dalle banche troppo spesso non è solo carente ma addirittura fuorviante.
Vogliamo sperare che ciò che ci racconta sia semplicemente un errore della banca, cosa che sarebbe già di per se gravissima.
Per quanto riguarda le oscillazioni dei prezzi delle obbligazioni queste sono normali e variano in base alle attese sui tassi (e sull'inflazione, nel caso di titoli indicizzati all'inflazione) degli investitori.
E' vero che i titoli vengono emessi solitamente alla pari (o molto vicino alla pari) ma è anche vero che i tassi d'interesse sulle varie scadenze variano molto.
E' logico quindi che se quando il BTP viene emesso alla pari i tassi decennali sono il 4%, la cedola del BTP sarà 4%. Se dopo un anno i tassi sono saliti al 5% è logico che gli investitori vorranno pagare meno il BTP che ha una cedola più bassa al fine di recuperare, in conto capitale, il minor rendimento percepito dal flusso cedolare.
Più lunga è la scadenza delle obbligazioni e maggiore è l'effetto sul prezzo delle variazioni dei tassi di mercato.
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