Cara ADUC
Piu’ soldi ai manager = meno servizi
Domanda
16 agosto 2013
con questa email volevamo segnalare gravi episodi a carico degli utenti da parte della telecom.
E’ saltata la proposta di riduzioni delle pensioni e dei compensi d’oro. Manteniamo dirigenti, direttori e manager pagati a suon di mila euro mensili, in barba alla crisi ed alla dignità degli italiani. In questi giorni salta all’occhio la pensione dell’ex direttore della Telecom 90.000 euro mensili, non riesco a immaginare quanto possa percepire l’attuale direttore!
Tutto ciò con la soddisfazione di vedere queste grandi aziende con deficit mastodontici o sull’orlo del fallimento, a fronte di servizi alle utenze che sembrano più un colabrodo che un servizio serio e responsabile.
Purtroppo l’Italia sta ritornando al medioevo, infatti ora succede che un guasto ad una linea telefonica nella zona di Jesi, dove i titolari sono un anziano di 83 anni e sua moglie invalida, non deambulante e non vedente, per i quali l’unico contatto con l’esterno è il telefono si trovano, dopo numerose segnalazioni anche alle forze dell’ordine, per dieci giorni senza linea telefonica dove le risposte, le più varie, riferivano che il problema era dovuto a problemi tecnici sui cavi portanti principali, per cui i tempi si allungavano, nessuno provvedeva e nessuno verificava né lungo la linea né a domicilio della coppia.
Il figlio da Roma preoccupato perché non riusciva a contattare i genitori, partiva ed arriva nella zona di Jesi, si impuntava per ottenere la risoluzione del problema scoprendo che era dovuto ad un semplice distacco di un interruttore nella centralina Telecom che gli anziani avevano in casa.
Ora mi chiedo è un problema di insensibilità, di incompetenza, di mancata comunicazione, di mancata voglia di fare, o menefreghismo puro?
Tutti questi stipendi a chi e a cosa servono? Questa domanda visti i risultati in tutti i settori di servizio: Sanità, Servizi Sociali, Servizi all’infanzia, Servizi alla Famiglia, Servizi al territorio è evidente e come è evidente che allo Stato non interessi se non per i tagli economici e le tasse da pagare. Se questa è la nuova Italia della terza Repubblica, forse più che vergognarsi della nostra nazione conviene lasciarla.
E’ saltata la proposta di riduzioni delle pensioni e dei compensi d’oro. Manteniamo dirigenti, direttori e manager pagati a suon di mila euro mensili, in barba alla crisi ed alla dignità degli italiani. In questi giorni salta all’occhio la pensione dell’ex direttore della Telecom 90.000 euro mensili, non riesco a immaginare quanto possa percepire l’attuale direttore!
Tutto ciò con la soddisfazione di vedere queste grandi aziende con deficit mastodontici o sull’orlo del fallimento, a fronte di servizi alle utenze che sembrano più un colabrodo che un servizio serio e responsabile.
Purtroppo l’Italia sta ritornando al medioevo, infatti ora succede che un guasto ad una linea telefonica nella zona di Jesi, dove i titolari sono un anziano di 83 anni e sua moglie invalida, non deambulante e non vedente, per i quali l’unico contatto con l’esterno è il telefono si trovano, dopo numerose segnalazioni anche alle forze dell’ordine, per dieci giorni senza linea telefonica dove le risposte, le più varie, riferivano che il problema era dovuto a problemi tecnici sui cavi portanti principali, per cui i tempi si allungavano, nessuno provvedeva e nessuno verificava né lungo la linea né a domicilio della coppia.
Il figlio da Roma preoccupato perché non riusciva a contattare i genitori, partiva ed arriva nella zona di Jesi, si impuntava per ottenere la risoluzione del problema scoprendo che era dovuto ad un semplice distacco di un interruttore nella centralina Telecom che gli anziani avevano in casa.
Ora mi chiedo è un problema di insensibilità, di incompetenza, di mancata comunicazione, di mancata voglia di fare, o menefreghismo puro?
Tutti questi stipendi a chi e a cosa servono? Questa domanda visti i risultati in tutti i settori di servizio: Sanità, Servizi Sociali, Servizi all’infanzia, Servizi alla Famiglia, Servizi al territorio è evidente e come è evidente che allo Stato non interessi se non per i tagli economici e le tasse da pagare. Se questa è la nuova Italia della terza Repubblica, forse più che vergognarsi della nostra nazione conviene lasciarla.
Risposta ADUC
non possiamo non concordare sugli stipendi ai manager, ma è questione politica su cui crediamo non interessi piu' di tanto la nostra opinione. Quindi veniamo al dunque del problema causato da Telecom.
In generale, ogni volta che si presenta un problema con un gestore telefonico, questa è la procedura da attivare immediatamente, al di là dei tentativi di segnalare il problema a call center o via fax etc.:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
Tenete presente che sono previsti indennizzi di Euro 7,50 per ogni giorno di malfunzionamento, per ciascun servizio. Quindi, chi ha telefono e Adsl, potrà chiedere 10 euro al giorno (delibera Agcom 73/11/Cons, allegato A). Inoltre, come segnalato, una volta fatta la messa in mora, potrete ricorrere al Corecom al quale, oltre alla conciliazione, potrete chiedere anche un provvedimento urgente di ripristino della linea (formulario GU5).
In generale, ogni volta che si presenta un problema con un gestore telefonico, questa è la procedura da attivare immediatamente, al di là dei tentativi di segnalare il problema a call center o via fax etc.:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
Tenete presente che sono previsti indennizzi di Euro 7,50 per ogni giorno di malfunzionamento, per ciascun servizio. Quindi, chi ha telefono e Adsl, potrà chiedere 10 euro al giorno (delibera Agcom 73/11/Cons, allegato A). Inoltre, come segnalato, una volta fatta la messa in mora, potrete ricorrere al Corecom al quale, oltre alla conciliazione, potrete chiedere anche un provvedimento urgente di ripristino della linea (formulario GU5).
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