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Cara ADUC

Permuta immobile con una societa'

9 luglio 2008
Domanda 9 luglio 2008
Gent.ADUC,
mia mamma e mia nonna (ora deceduta) hanno condotto anni fa una permuta (scrittura privata) con una società locale di costruzione immobili: un terreno su cui tale società ha costruito 4 villette a schiera, in cambio di una di tale villette. Nel contratto firmato sono previsti degli accessori base per le 4 villette. Uno dei soci, consapevole dei modesti strumenti culturali dei miei nonni e di una conoscenza pluriennale, ha convinto la controparte della fattibilità di concedere delle rifiniture ulteriori sul villino permutato senza che fosse scritto sul contratto. Ovviamente a posteriori non è stato dato seguito alle richieste pattuite verbalmente "in virtù dei buoni sentimenti", ma la società, in quanto costruttrice di IMMOBILI DI PRESTIGIO, ha proceduto autonomamente alla dotazione di TUTTI i villini di "accessori" non previsti nel contratto base (tipo: portone garage automatico, avvolgibili elettrici, etc). Per sopraggiunte difficoltà economiche, abbiamo deciso di vendere tale villino (che peraltro non ci è stato ancora formalmente trasferito, nonostante siano scaduti i termini contrattualmente previsti di 2 anni e ripetute richieste inascoltate): essendo il villino ancora di proprietà della società costruttrice, il socio suddetto rivendica non solo un corrispettivo in denaro di 15 mila euro per le "migliorie" apportate rispetto al contratto base, ma anche di poter scegliere la tipologia di inquilino da introdurre nel contesto residenziale in cui si trova anche l'abitazione del socio medesimo (politica adottata di prassi dalla società costruttrice in questione). Tale socio ci ha proposto nel mese di febbraio un acquirente sicuramente interessato; da febbraio sino a 10 giorni fa sono stati effettuati diversi incontri con tale acquirente e con il socio, anche in presenza di un legale garante e paciere, che siamo state "costrette" a contattare visto l'atteggiamento poco pulito della controparte per garantire la regolarità della vendita. Dunque, in tali trattative sono stati coinvolti un legale, un'agenzia immobiliare e naturalmente la mia famiglia. Tale potenziale acquirente ha scoraggiato l'agenzia e le sottoscritte a continuare a far visionare l'immobile in questione ad altre persone, proprio perché sicuramente interessato all'acquisto nell'arco di un paio di mesi. Il sunto della questione: dopo aver accettato la cifra proposta dall'acquirente amico del socio, dopo aver messo di mezzo un legale, dopo aver incomodato per mesi l'agenzia ed aver atteso dunque mesi per il trasferimento della proprietà al fine di condurre una trattativa diretta tra società e acquirente e limitare così le spese, ad accordo raggiunto sul prezzo, dopo una decina di giorni l'acquirente con una telefonata si è tirato indietro. Mia mamma può avvalersi di richiedere dei danni anche morali a tale acquirente, per la perdita di tempo, per le discussioni causate al fine di concertare sul prezzo da lui proposto, per il rifiuto fatto di visionare la casa ad altri potenziali acquirenti come gesto di correttezza richiesto dallo stesso inadempiente, per la necessaria consultazione di un legale a seguito della conferma dell'acquisto? Mia mamma deve qualcosa al socio che pretende il rimborso di 15000 euro? La società, ancora proprietaria, può condizionare il prezzo a cui mia mamma decida di vendere, con minacce anche di non rifinire con pavimenti e sanitari mancanti l'immobile? Vi scrivo perché credo che anche il nostro legale stia adottando una politica troppo morbida (ex-legale della società costruttrice,peraltro). Vi prego, la situazione non è facile ed io non so come aiutare mia madre, vittima sì di un livello culturale medio-basso ma anche della presunta scorrettezza di vari attori nella vicenda. Mi rendo disponibile per eventuale invio di copia contrattuale (anche tramite scannerizzazione). Vi ringrazio di cuore.
Monica, da L'aquila (AQ)

Risposta ADUC
sua mamma puo' chiedere una somma a titolo di risarcimento pre-contrattuale (art. 1337 c.c.) se risulta, anche per iscritto, che vi era una trattativa in corso e che questa riguardava lei anche se non e' formalmente proprietaria. Nel caso, si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
Riguardo alla richiesta del socio, dipende da quali erano gli accordi. Da un lato, infatti, le migliorie non sono state da voi richieste, dall'altro le avete accettate, facendo presumere che facessero parte dell'accordo. Se l'accordo non stabiliva niente al riguardo, e il costruttore ha autonomamente apportato le modifiche senza mettervi a conoscenza di cio' e senza darvi modo di non accettarle, riteniamo che non possa pretendere il rimborso della somma (tantomeno se questo viene posto quale condizione per la conclusione dei lavori).
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