Giovedì 4 giugno 2026
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Pensione ai superstiti

18 marzo 2009
Domanda 18 marzo 2009
Vedova da tre anni con due figli studenti, ho potuto constatare come uno Stato spendaccione come il nostro sia rigido ed inflessibile nei confronti delle vedove e degli orfani... la prima scoperta è stata che il figlio maggiore, che, logicamente scosso dalla perdita del padre, non è riuscito a superare alcuni esami ed è perciò finito fuori corso, ha immediatamente perso il diritto alla reversibilità del padre (440 euro al mese). Per queste pensioni, infatti, oltre all'età è richiesto essere perfettamente in corso, non basta avere sostenuto almeno un certo numero di esami. Così si punisce lo studente "fannulloone" e già che ci siamo madre e fratello. Palese ingiustizia: chi è iscritto ad una facoltà di 5 anni, come farmacia o medicina, non ha questo problema. Mio figlio ha perso la pensione
dopo 3 anni e 1 giorno dall'iscrizione al Politecnico di Milano- ad una facoltà in cui solo una minoranza si laurea in corso, anche senza lutti.
Adesso è iscritto alla specialistica, e ha di nuovo diritto alla pensione; gli è stato offerto un lavoro di consulenza "una tantum" che accetterebbe per dare una mano in casa, ma daccapo non si può perchè la possibilità di cumulo tra lavoro e pensione non si applica alle reversibilità. Il limite di guadagno stabilito dall'umorista legislatore è di 103 euro lordi al mese: al di sopra di questa cifra si perde TUTTA dico tutta la pensione. Per accanirci meglio sempre su questi sgradevoli vedove & orfani, il diritto è perso per sempre, anche se il lavoro venisse perso. a parte che queste cose incoraggiano il lavoro in nero, mi chiedo se non ci sia un'evidente disparità di trattamento, davvero ingiusta
Cari saluti
Anna Maria, da Segrate (MI)

Risposta ADUC
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