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Cara ADUC

Penali Telecom e Wind

23 luglio 2009
Domanda 23 luglio 2009
Buongiorno, come titolare di un'attività commerciale ho sottoscritto un abbonamento a gennaio 2008 con Wind. Dopo un anno, ritenendolo non più conveniente, ho valutato positivamente una offerta della TIM pervenuta via fax a mio marito cui, da inesperta, ho dato incarico di valutarne i vari aspetti. Dopo una serie di telefonate ricevute da una operatrice, nelle quali venivano chiariti e fissati alcuni aspetti economici del contratto che lo rendevano più conveniente di Wind, ho trasmesso via fax la proposta di contratto specificando che la mancata conferma di tutti i punti concordati ne avrebbe causato l'annullamento in automatico. Poco dopo ricevo altra documentazione da restituire firmata non conforme agli accordi: mi sono allarmata ed ho inviato allo stesso numero di fax la richiesta di annullamento della proposta trasmessa 4/5 ore prima. In serata mio marito viene contattato da Wind e l'operatrice lo informa della richiesta di portabilità da parte di TIm, comunicando che il Decreto Bersani ha abolito le penali per la cessazione anticipata. Mio marito insiste nell'annullamento ribadito anche alcuni giorni dopo via fax dopo aver appurato ulteriori incongruenze. A fine febbraio TIM mi invia Sim e 2 telefoni nuovi, consegnati fra l'altro presso un bar adiacente alla mia attività e non a me direttamente. Contesto nuovamente. Dopo 12 giorni, con un Sms pervenuto alle 23,30 di un sabato sera, vengo informata che si era perfezionato il passaggio a Tim, attivo dal lunedì successivo. Su tutte le furie ho chiamato TIM lunedì mattina, ho inveito contro l'operatore che, capendo(?) il problema mi ha detto di inviare un fax ad un altro numero allegando tutta la documentazione e chiedere l'annullamento del contratto senza penali. Nel frattempo ho ottenuto la portabilità dei miei numeri nuovamente verso Wind, seppure come ricaricabili. A giugno ricevo la fattura di TIM con le penali e l'addebito dei cellulari. Ho contestato il tutto, rimandando nuovamente la documentazione, sostenendo che il contratto cessato in realtà NON si sarebbe dovuto perfezionare. Mi hanno risposto che le penali sono regolarmente dovute e che i telefoni dovevo restituirli prima, ad un indirizzo che ancora non mi hanno comunicato, e per i quali mi verrà addebitato un importo pari al 90% del valore commerciale a "ristoro" (??). A questo punto ho passato la pratica al legale. Nel frattempo anche Wind ha pensato di addebitarmi le penali. Ho sentito il call center e mi hanno detto che il Decreto Bersani non riguarda le aziende, ma che se la loro operatrice mi aveva dato quella indicazione, allora occorreva esporre reclamo ad un indirizzo che mi hanno fornito. Ho inviato una raccomandata A/r e nel frattempo ho pagato la parte dovuta della fattura inviatami. A tutt'oggi, dopo 40 gg., non mi hanno risposto, Vi chiedo: devo darne comunicazione al Co.re.com, oppure aspetto prima la risposta di entrambe ?? La mia posizione è difendibile ?? Grazie.
Marilena, da San Pietro Vernotico (BR)

Risposta ADUC
la sua posizione e' difendibile se ha inviato i suoi fax all'ufficio giusto. E' per evitare questo che consigliamo sempre di inviare una raccomandata a/r alla sede legale (cosi' non si sbaglia).
In ogni caso, a questo punto faccia un tentativo di conciliazione presso il Co.Re.Com della sua Regione: clicca qui
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