Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Parte comune o privata?

10 novembre 2014
Domanda 10 novembre 2014
Nel 1968 i miei genitori acquistarono un appartamento facente parte di un fabbricato realizzato da un costruttore, il quale aveva preintestato a sè tutte le unità immobiliari del palazzo. Nel contratto d’acquisto dell’appartamento dei miei genitori, come pure in quelli degli altri acquirenti, è scritto che con l’appartamento si acquista anche il diritto di comproprietà (proporzionato al valore dell’appartamento ed espresso in millesimi) sulle parti comuni dell’edificio, quali tra l'altro il locale per la portineria e per l’alloggio del portiere. Che l’abitazione del portiere fosse proprietà comune è indicato anche nel Regolamento del Condominio il quale, essendo stato preparato dal costruttore ed allegato ai vari contratti di acquisto degli appartamenti, è un Regolamento di Condominio di tipo “contrattuale”.
Orbene, il suddetto locale è stato effettivamente adibito ad alloggio del portiere fino ad ottobre 1994, quando terminò il servizio di portineria interno al palazzo. Trascorsero un paio d’anni, in cui il Condominio era indeciso sulla destinazione d’uso di questo “ex locale portiere”, fin quando si decise di affittarlo, e fu stabilito in assemblea condominiale che il canone doveva confluire nelle cassa comune del condominio.
Nel frattempo gli eredi del costruttore, a nostra insaputa, eseguirono un classamento ed una rogatoria su tale immobile (non so se ho scritto correttamente, risulta da una visura catastale eseguita nel 2010) al termine dei quali nel 1998 tale “ex alloggio del portiere” fu intestato ad uno degli eredi. Addirittura, due anni or sono, questo erede ha successivamente ceduto tale immobile ai suoi due figli.
Questo fatto è venuto a nostra conoscenza solo recentemente, in occasione della revisione delle tabelle millesimali con indagine catastale di tutti gli immobili censiti.
Ora siamo nell’assurda situazione che i figli di tale erede pagano IMU e/o TASI su tale immobile, che però a norma di Regolamento di Condominio “contrattuale” resta di proprietà comune, ed il Condominio incassa il fitto mensile.
Domanda: nel 1995-98 è stato fatto un abuso da parte degli eredi del Costruttore? Se si, noi acquirenti degli appartamenti siamo nella condizione di poterlo sanare o i termini di prescrizione sono scaduti? La situazione attuale è legittima?
Grazie per la risposta.
Marco, da Roma

Risposta ADUC
se quell'immobile "ex portiere" era di proprietà condominiale, e questo risulta anche dalle trascrizioni presso i registri immobiliari, a questo punto il condominio puo' agire a tutela della proprietà, agendo per invalidare i contratti a favore degli eredi del costruttore. Non vi è termine di prescrizione del diritto di agire a tutela della proprietà, ad eccezione dell'usucapione.
Consigliamo quindi di invitare l'amministratore, anche tramite delibera dell'assemblea, a verificare ed eventualmente agire a tutela del condominio e dei condomini.
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