Cara ADUC
Parmalat: considerazioni di un risparmiatore
Domanda
13 febbraio 2004
Gentili amici dell'ADUC.
sono un obbligazionista Parmalat molto confuso e dispiaciuto dall'evoluzione della vicenda.
Scusatemi se sono troppo lungo con questo intervento.
Mi rendo conto che il Sistema (le varie Autorita' di Vigilanza, G. di F.
, banche finanziatrici..) non tutela per niente il risparmiatore e non stia facendo nulla per rimediare, anzi e' in atto il triste rito italiano dello scarica barile.
Gli illeciti sono durati per anni: mi riesce impossibile credere che nessuno sapesse o potesse fare qualcosa. Il fatto grave e' che non e' stato il Sistema (che e' stato negligente), ma la banda di Tanzi a mettere fine alla truffa (che era diventata insostenibile). Lo dimostra il caso Finmatica: quando il Sistema vuole, riesce a funzionare, individuando e contrastando gli illeciti. E sono sicuro che la banda di Crudele, avendo avuto solo pochi anni per operare, non avra' fatto di certo un buco irreparabile come il passivo di 14, 5 mld ¤, lasciato in eredita' da Tanzi. Sono convinto che, grazie all'intervento in tempo del Sistema, Finmatica evitera' il default.
Ritornando al crack Parmalat, vedo solo tanta demagogia e inutili parole.
Sono molto deluso dal fatto che non viene data risposta al quesito: CHI RIMBORSERA' I RISPARMIATORI TRUFFATI?. E non intendo solo i vecchietti di 70-80 anni a cui la banca abbia rifilato i bond Parmalat (questi dovrebbero essere rimborsati dalla banca a prescindere, anche se per esempio avessero comprato bond Fiat, che, come e' noto, sono rischiosi, poiche' l'azienda e' in crisi e sta cercando di uscirne), ma TUTTI i bondholder (e forse anche degli azionisti) retail, che pensavano di avere in mano obbligazioni dal rating BBB- e si ritrovano carta straccia.
L'aspetto del rating e' una nota dolente. A parte il fatto che, se i giudizi sono emessi basandosi esclusivamente sui dati di bilancio forniti dalle aziende, non capisco che utilita' abbiano le Societa' di rating, ovvero che tipo di ulteriore garanzia offrano rispetto al giudizio di un qualsiasi esperto di bilanci. Ma la considerazione piu' spinosa e' la seguente: se il rating viene calcolato in base ai dati di bilancio delle aziende (senza ulteriori accertamenti da parte della Societa' di rating), il giudizio puu' solo esprimere la probabilita' di default per cattivo andamento economico-finanziario, per cui non si pu0' certo sostenere che il rating inglobi anche la probabilita' di default per illeciti (del tipo falsificazione di bilanci per occultamento di perdite e/o distrazioni).
Pertanto appare chiaro che per questi tipi di default (dovuti ad illeciti per nascondere il reale stato dell'azienda) il Sistema (e non solo le banche, che tuttavia fanno parte di esso) DEBBA prevedere delle misure di protezione per gli obbligazionisti truffati. (Ci vorrebbe un Fondo di Tutela contro i default fraudolenti, ma, contro proposte in tal senso, gia' si sono levati pareri contrari, sostenendo che con tale Fondo si appesantirebbe il sistema del credito (che diventerebbe piu' costoso), che tali garanzie non esistono in nessun paese estero oppure che il mercato debba essere lasciato libero di autoregolarsi; ma libero di cosa: di poter essere truffato meglio!!!).
Non sono un esperto di diritto fallimentare, ma da quanto ho capito, per il salvataggio dell'azienda, sara' necessario che il Piano di Bondi venga approvato dai creditori. Marzano sembra convinto che il Piano possa essere approvato velocemente: dice che si debbono garantire i livelli occupazionali (dipendenti, indotto e fornitori che sono vittime della truffa) e che ci sono famiglie ed attivita' da tutelare. Ed il risparmiatore? Non e' anch'egli una vittima? Chi lo tutela? Chi garantisce per quei risparmi accumulati con fatica e rinunce? per quei gruzzoletti che dovevano costituire una sicurezza per il futuro (investiti in titoli dal rating BBB- che era impossibile potessero dare problemi nel breve termine) e che invece si sono tramutati in un incubo per il presente?
Se Bondi proponesse ai bondholder retail una sospensione delle cedole ed un allungamento (anche di 10-15 anni) della scadenza, probabilmente approverei il Piano, ma sono quasi certo che il sacrificio chiesto sara' ben maggiore.
Beh, se le cose stanno cosi', se proprio devo rimanere con carta staccia in mano, mi pare piu' giusto che muoia Sansone con tutti i Filistei, ovvero mi auguro che la Parmalat fallisca, che venga liquidata, che i creditori racimolino quello che rimane e che i famosi livelli occupazionali (che il Sistema vorrebbe mantenere) facciano i conti con il risanamento, che i nuovi proprietari dell'azienda di certo faranno!
In questo modo il peso di questa enorme truffa continuata, che il Sistema non ha saputo contrastare n?| porvi rimedio, gravera' su tutti gli attori coinvolti e non solo sui creditori.
sono un obbligazionista Parmalat molto confuso e dispiaciuto dall'evoluzione della vicenda.
Scusatemi se sono troppo lungo con questo intervento.
Mi rendo conto che il Sistema (le varie Autorita' di Vigilanza, G. di F.
, banche finanziatrici..) non tutela per niente il risparmiatore e non stia facendo nulla per rimediare, anzi e' in atto il triste rito italiano dello scarica barile.
Gli illeciti sono durati per anni: mi riesce impossibile credere che nessuno sapesse o potesse fare qualcosa. Il fatto grave e' che non e' stato il Sistema (che e' stato negligente), ma la banda di Tanzi a mettere fine alla truffa (che era diventata insostenibile). Lo dimostra il caso Finmatica: quando il Sistema vuole, riesce a funzionare, individuando e contrastando gli illeciti. E sono sicuro che la banda di Crudele, avendo avuto solo pochi anni per operare, non avra' fatto di certo un buco irreparabile come il passivo di 14, 5 mld ¤, lasciato in eredita' da Tanzi. Sono convinto che, grazie all'intervento in tempo del Sistema, Finmatica evitera' il default.
Ritornando al crack Parmalat, vedo solo tanta demagogia e inutili parole.
Sono molto deluso dal fatto che non viene data risposta al quesito: CHI RIMBORSERA' I RISPARMIATORI TRUFFATI?. E non intendo solo i vecchietti di 70-80 anni a cui la banca abbia rifilato i bond Parmalat (questi dovrebbero essere rimborsati dalla banca a prescindere, anche se per esempio avessero comprato bond Fiat, che, come e' noto, sono rischiosi, poiche' l'azienda e' in crisi e sta cercando di uscirne), ma TUTTI i bondholder (e forse anche degli azionisti) retail, che pensavano di avere in mano obbligazioni dal rating BBB- e si ritrovano carta straccia.
L'aspetto del rating e' una nota dolente. A parte il fatto che, se i giudizi sono emessi basandosi esclusivamente sui dati di bilancio forniti dalle aziende, non capisco che utilita' abbiano le Societa' di rating, ovvero che tipo di ulteriore garanzia offrano rispetto al giudizio di un qualsiasi esperto di bilanci. Ma la considerazione piu' spinosa e' la seguente: se il rating viene calcolato in base ai dati di bilancio delle aziende (senza ulteriori accertamenti da parte della Societa' di rating), il giudizio puu' solo esprimere la probabilita' di default per cattivo andamento economico-finanziario, per cui non si pu0' certo sostenere che il rating inglobi anche la probabilita' di default per illeciti (del tipo falsificazione di bilanci per occultamento di perdite e/o distrazioni).
Pertanto appare chiaro che per questi tipi di default (dovuti ad illeciti per nascondere il reale stato dell'azienda) il Sistema (e non solo le banche, che tuttavia fanno parte di esso) DEBBA prevedere delle misure di protezione per gli obbligazionisti truffati. (Ci vorrebbe un Fondo di Tutela contro i default fraudolenti, ma, contro proposte in tal senso, gia' si sono levati pareri contrari, sostenendo che con tale Fondo si appesantirebbe il sistema del credito (che diventerebbe piu' costoso), che tali garanzie non esistono in nessun paese estero oppure che il mercato debba essere lasciato libero di autoregolarsi; ma libero di cosa: di poter essere truffato meglio!!!).
Non sono un esperto di diritto fallimentare, ma da quanto ho capito, per il salvataggio dell'azienda, sara' necessario che il Piano di Bondi venga approvato dai creditori. Marzano sembra convinto che il Piano possa essere approvato velocemente: dice che si debbono garantire i livelli occupazionali (dipendenti, indotto e fornitori che sono vittime della truffa) e che ci sono famiglie ed attivita' da tutelare. Ed il risparmiatore? Non e' anch'egli una vittima? Chi lo tutela? Chi garantisce per quei risparmi accumulati con fatica e rinunce? per quei gruzzoletti che dovevano costituire una sicurezza per il futuro (investiti in titoli dal rating BBB- che era impossibile potessero dare problemi nel breve termine) e che invece si sono tramutati in un incubo per il presente?
Se Bondi proponesse ai bondholder retail una sospensione delle cedole ed un allungamento (anche di 10-15 anni) della scadenza, probabilmente approverei il Piano, ma sono quasi certo che il sacrificio chiesto sara' ben maggiore.
Beh, se le cose stanno cosi', se proprio devo rimanere con carta staccia in mano, mi pare piu' giusto che muoia Sansone con tutti i Filistei, ovvero mi auguro che la Parmalat fallisca, che venga liquidata, che i creditori racimolino quello che rimane e che i famosi livelli occupazionali (che il Sistema vorrebbe mantenere) facciano i conti con il risanamento, che i nuovi proprietari dell'azienda di certo faranno!
In questo modo il peso di questa enorme truffa continuata, che il Sistema non ha saputo contrastare n?| porvi rimedio, gravera' su tutti gli attori coinvolti e non solo sui creditori.
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