Cara ADUC
Parmalat acquistate da Credit Swiss, informazioni su presunta "class action" presso il tribunale di Parma
Domanda
12 marzo 2004
Ho appena finito di leggere, con la maggiore attenzione possibile, la Newsletter del 10 marzo e posso solo farvi vivissimi complimenti per la chiarezza e completezza delle vostre informazioni. Passo lunghi periodi tra l'Italia e l'Inghilterra (dove mi trovo al momento) e la vostra Newsletter e' l'unico filo che mi consente di seguire la vicenda Parmalat.
Su diretto consiglio di un personal banker del Credit Suisse, sede di Genova, ho acquistato il 4 giugno 2002 obbligazioni Parmalat Finanziaria con scadenza 1/10/2007, a tasso variabile, cedola semestrale, codice ISIN: IT0001157202, al prezzo di 97, 89 per un importo di 100 milioni (euro 50.558, 72), somma che rappresenta una parte considerevole dei miei investimenti. (Dal codice ISIN vedo che questo tipo di obbligazioni non rientra nella iniziativa del Prof Bruno Inzitari, da voi menzionata a pag. 17 della Newsletter.) Nelle recenti vicende, secondo me, il comportamento della sede centrale di Milano e' da definirsi irresponsabile: tra il 25 novembre e il 2 dicembre ho ricevuto diverse email nelle quali mi si davano informazioni dei problemi sorti nella Parmalat ma con toni sempre piu' rassicuranti, fino a dirmi che il momento critico era passato e il titolo era in risalita. Solo a gennaio, pur dicendo che il Credit Suisse manteneva la Parmalat nei loro portafogli, mi hanno progressivamente informata della sospensione delle azioni e obbligazioni. L'esistenza della ADUC e la vostra iniziativa per una classe action mi e' stata comunicata solo il 16 febbraio, cioe' il giorno dopo la scadenza fissata dallo studio dell'Avv. Adami. Mi sono subita iscritta al vostro servizio informazioni e seguo i vostri comunicati via email.
Sono stata informata oggi telefonicamente che il Credit Suisse mette a disposizione dei creditori un ufficio legale di Milano per una class action da inoltrare al Tribunale di Parma; scadenza per presentare la documentazione alla sede di Milano: 9 aprile 2004. Mi hanno detto che l'istanza si puo' fare in due modi: 1) istanza neutra 2) istanza firmata con autentica notarile. Attendo la loro documentazione via posta.
Le mie domande sono le seguenti: - che differenza c'e' tra questi due tipi di istanza? Se optassi per la seconda, penso che potrei far autenticare la mia firma dal Consolato Italiano (non ho avuto il tempo materiale d'informarmi perche' ho ricevuto la telefonata nel tardo pomeriggio) o da un avvocato inglese.
- Quanto posso fidarmi dell'iniziativa del Credit Suisse? Sapete per caso se questa e' paragonabile a quella del San Paolo, spiegata ampiamente nella vostra newsletter?
- C'e' modo di evitare di vincolare la disponibilitá dei bonds?
- In caso di una futura nuova class action, promossa su vostro consiglio, posso aderire, anche se prendo parte all'iniziativa del credit Suisse?
Vi sarei molto grata se poteste rispondermi direttamente via email, data l'urgenza che deriva dal mio esser assente in questo periodo dall'Italia.
Il lavoro che voi svolgete e' meritorio e provvedero' ad inviare un mio contributo non appena rientro in Italia.
Grazie e rinnovati complimenti, Biancamaria
Su diretto consiglio di un personal banker del Credit Suisse, sede di Genova, ho acquistato il 4 giugno 2002 obbligazioni Parmalat Finanziaria con scadenza 1/10/2007, a tasso variabile, cedola semestrale, codice ISIN: IT0001157202, al prezzo di 97, 89 per un importo di 100 milioni (euro 50.558, 72), somma che rappresenta una parte considerevole dei miei investimenti. (Dal codice ISIN vedo che questo tipo di obbligazioni non rientra nella iniziativa del Prof Bruno Inzitari, da voi menzionata a pag. 17 della Newsletter.) Nelle recenti vicende, secondo me, il comportamento della sede centrale di Milano e' da definirsi irresponsabile: tra il 25 novembre e il 2 dicembre ho ricevuto diverse email nelle quali mi si davano informazioni dei problemi sorti nella Parmalat ma con toni sempre piu' rassicuranti, fino a dirmi che il momento critico era passato e il titolo era in risalita. Solo a gennaio, pur dicendo che il Credit Suisse manteneva la Parmalat nei loro portafogli, mi hanno progressivamente informata della sospensione delle azioni e obbligazioni. L'esistenza della ADUC e la vostra iniziativa per una classe action mi e' stata comunicata solo il 16 febbraio, cioe' il giorno dopo la scadenza fissata dallo studio dell'Avv. Adami. Mi sono subita iscritta al vostro servizio informazioni e seguo i vostri comunicati via email.
Sono stata informata oggi telefonicamente che il Credit Suisse mette a disposizione dei creditori un ufficio legale di Milano per una class action da inoltrare al Tribunale di Parma; scadenza per presentare la documentazione alla sede di Milano: 9 aprile 2004. Mi hanno detto che l'istanza si puo' fare in due modi: 1) istanza neutra 2) istanza firmata con autentica notarile. Attendo la loro documentazione via posta.
Le mie domande sono le seguenti: - che differenza c'e' tra questi due tipi di istanza? Se optassi per la seconda, penso che potrei far autenticare la mia firma dal Consolato Italiano (non ho avuto il tempo materiale d'informarmi perche' ho ricevuto la telefonata nel tardo pomeriggio) o da un avvocato inglese.
- Quanto posso fidarmi dell'iniziativa del Credit Suisse? Sapete per caso se questa e' paragonabile a quella del San Paolo, spiegata ampiamente nella vostra newsletter?
- C'e' modo di evitare di vincolare la disponibilitá dei bonds?
- In caso di una futura nuova class action, promossa su vostro consiglio, posso aderire, anche se prendo parte all'iniziativa del credit Suisse?
Vi sarei molto grata se poteste rispondermi direttamente via email, data l'urgenza che deriva dal mio esser assente in questo periodo dall'Italia.
Il lavoro che voi svolgete e' meritorio e provvedero' ad inviare un mio contributo non appena rientro in Italia.
Grazie e rinnovati complimenti, Biancamaria
Risposta ADUC
Grazie dei sui complimenti, fa piacere sapere che l'attivita' di volontariato che si svolge con non poco sacrificio viene apprezzata.
Quanto alla class action, non si preoccupi, non ha perso niente. Nella prima fase era importante essere in molti per avere maggiore possibilita' di far rientrare gli italiani nella definizione di class. Se sara' cosi' potra' partecipare in un secondo momento. Quanto alle informazioni che ha ricevuto da Credit Swiss credo che siano piuttosto confuse. Non esiste class action in Italia. Forse si riferiscono all'insinuazione al passivo collettiva a seguito della notizia dell'Abi di cui abbiamo dato seguito.
Se vuole puo' inviarci la documentazione che le invieranno per avere un nostro parere. Qualora decidesse di fare l'insinuazione al passivo, anche vincolando i titoli, potra' sempre partecipare alla class action nella seconda fase. Grazie per il contributo volontario che ci ha annunciato.
Quanto alla class action, non si preoccupi, non ha perso niente. Nella prima fase era importante essere in molti per avere maggiore possibilita' di far rientrare gli italiani nella definizione di class. Se sara' cosi' potra' partecipare in un secondo momento. Quanto alle informazioni che ha ricevuto da Credit Swiss credo che siano piuttosto confuse. Non esiste class action in Italia. Forse si riferiscono all'insinuazione al passivo collettiva a seguito della notizia dell'Abi di cui abbiamo dato seguito.
Se vuole puo' inviarci la documentazione che le invieranno per avere un nostro parere. Qualora decidesse di fare l'insinuazione al passivo, anche vincolando i titoli, potra' sempre partecipare alla class action nella seconda fase. Grazie per il contributo volontario che ci ha annunciato.
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