Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Pagamento rette RSA

3 maggio 2011
Domanda 3 maggio 2011
Spett. ADUC
Mia madre, di anni 78, è stata ricoverata in una Casa di Riposo, ha problemi a deambulare per artrosi alle gambe e ai piedi, con gonfiore non indifferente ai medesimi arti dovuto anche a problemi di circolazione sanguigna e ritenzione idrica, inoltre a conseguenza di caduta ha avuto una lussazione alla spalla che le comporta molta difficoltà nell’utilizzo del braccio dx. Faccio presente che ha solo redditi da pensione integrata al minimo (€. 580 mens.) non possiede case, terreni o altro, ha un ISEE di €. 4.456, si sta pagando una retta mensile di €.1.350, dando fondo a quel poco denaro che a fatica è riuscita a risparmiare e non vuole assolutamente aiuto economico da noi figli, per non aggravare il nostro bilancio famigliare. Per evitare questo disagio con i miei 2 fratelli ci siamo subito recati presso l’ASL d’appartenenza per richiedere Visita Geriatrica allo scopo di ottenere l’ovvia “non autosufficienza” e la conseguente integrazione della retta (come specificato nel vs. articolo) inoltre tramite il medico curante abbiamo anche provveduto a presentare
domanda per il riconoscimento dell’assegno d’accompagnamento. Oggi siamo stati convocati dalla citata ASL e ci hanno comunicato che il responso della visita geriatrica di nostra madre (oltre tutto effettuata senza avvisarci in tempo utile per poter presenziare o farci assistere da un medico di fiducia!!) ha dato un responso di 10 punti su... 30!!!, ed è stata riconosciuta “semi- autosufficiente”, di conseguenza, da parte loro avrà una minima integrazione della retta e la differenza, non quantificata, la dobbiamo mettere noi figli, in base all’art. 443!!!! A risposta delle nostre ovvie lamentele si sono appellati al loro regolamento interno (ci hanno anche fatto capire che è un periodo “di vacche magre”!!), inoltre hanno aggiunto che possiamo richiedere una nuova Visita Geriatrica, ma sconsigliata perché se la medesima
producesse il responso voluto di “non autosufficienza” ci sarebbe un aumento della retta da €.1350 a €.2000 mensili, inoltre nostra madre sarebbe collocata in lista d’attesa per ottenere la convenzione (a causa del basso punteggio ottenuto e dall’alto numero dei richiedenti) con tempi molto lunghi (anche un paio d’anni) e come sopra specificato, con ulteriore aumento della retta di 650 €. mensili per tale periodo. Ho cercato di documentarmi sull’art.433 e se ho capito bene obbliga sì i figli al mantenimento dei genitori ma deve essere personalmente mia madre a richiedere tale beneficio e non l’ASL d’appartenenza o Il Comune che non ne hanno titolo. Se ho ragione possiamo rifiutarci di integrare la retta? Quali conseguenze penali/civili rischiamo sia noi che nostra madre? Nostra madre è obbligata ad utilizzare i suoi risparmi per integrare la retta? Cordiali Saluti
Aldo, da Mondovi (CN)

Risposta ADUC
ha ragione sul fatto che l'obbligo agli alimenti puo' essere invocato solo da sua madre. Quanto alla degenza, deve considerare che finche' non verra' inserita in RSA tramite i servizi sociali di fatto il rapporto con la RSA e' esclusivamente privatistico, dunque ne' la Asl ne' il Comune sono tenuti ad alcuna integrazione. Le consigliamo di valutare insieme ad un avvocato di sua fiducia e ad un geriatra l'opportunita' di impugnare il verbale di accertamento di "semi-autosufficienza".
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