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Cara ADUC

Opzioni di rendita a scadenza di una polizza

12 giugno 2006
Domanda 12 giugno 2006
Salve, leggo da molto tempo i vari argomenti legati alle polizze assicurative. Vi evidenzio il mio dubbio: Ho stipulato una polizza decennale denominata Valora con il Sanpaoloimi nel 07/1996 con rendimento garantito del 4% costo polizza 8.75% e versamenti mensili di lire 150.000 successivamente aumentati a 2500 euro l'anno perche' 4/5 anni fa' nessun prodotto dava il 4% garantito sia x arrivare al massimo della detrazione fiscale. La polizza ha due opzioni x il riscatto: A: RENDITA ANNUA VITALIZIA rendita vitalizia rivalutabile in rate annuali la prima dopo un anno dalla scadenza del contratto. B: RENDITA ANNUA VITALIZIA REVERSIBILE IN MISURA PARZIALE O TOTALE rendita rivalutabile in rate annuali posticipate finche' egli sara' in vita, successivamente da riversare al designato finche' questo sara' in vita. Secondo il VS calcolo quale delle due opzioni e' da considerare alla scadenza del contratto? Tenete presente che ho 42 anni e la somma alla ricorrenza annuale del 31 luglio 2004 ammontava a circa 12.000 euro Grazie.
Giovanni, da Mantova

Risposta ADUC
L'importo della rendita annuale con un capitale intorno a 15.000 euro per un uomo di 43 anni e' talmente modesta (si parla di poche decine di euro al mese) che probabilmente non opterà per questa scelta. In ogni caso, per rispondere alla sua domanda, la scelta fra rendita vitalizia o rendita vitalizia reversibile non e' una scelta di "convenienza" finanziaria bensi' una scelta che deve essere valutata in funzione degli obiettivi familiari. Nel suo specifico caso riteniamo che non abbia senso fare una reversibile perche' non garantirebbe alcunche' al soggetto che godrebbe della reversibilita' (visto l'importo gia' irrilevante della rendita vitalizia). Quando si converte un capitale in rendita, la compagnia assicurativa eroga una rendita in base alla speranza di vita media del soggetto (o dei soggetti) che godranno di questa rendita. (Per inciso: ci sono delle tabelle statistiche che calcolano questi dati. Se la polizza e' vecchia, e' possibile che abbia delle tabelle vecchie, e quindi favorevoli a chi converte il capitale in rendita, dato che la speranza di vita media si allunga). Se la pensione e' reversibile, e' ovvio che - a parita' di capitale - sarà inferiore rispetto alla rendita vitalizia non reversibile perche' il calcolo della vita media non e' solo su un soggetto, ma anche sull'altro. Quindi, la scelta, non e' questione di convenienza (nessuno puo' sapere con certezza quanto vivra') ma di bisogni. Se la pensione fosse consistente, si potrebbe scegliere di prendere una pensione piu' modesta al fine di garantire comunque un reddito al proprio coniuge (o di chi godrebbe della reversibilita') dopo la propria morte. Si potrebbe anche non avvertire questa necessita' (magari perche' coperta con altre fonti). Dipende dal caso specifico.
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