Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Opinione: gestione patrimoniale

31 marzo 2016
Domanda 31 marzo 2016
Buongiorno, la mia banca mi ha proposto una gestione patrimoniale di fondi e titoli con UBI Pramerica. Voi cosa ne pensate come forma d'investimento?
Franco, da Canegrate (MI)

Risposta ADUC
I fondi comuni d'investimento - che sono alla base dalla gestione patrimoniale che le è stata proposta - hanno, fondamentalmente, un solo grosso pregio: permettono di diversificare i rischi specifici. Questo significa che, invece di investire in pochi singoli titoli azionari, e' possibile investire in un portafoglio composto da diverse decine o centinaia di titoli. In questo modo l'investimento subirà le fluttuazioni del complesso del mercato nel quale si è deciso di investire (ad esempio le azioni europee) e non sarà esposto ai rischi derivanti dall'andamento di qualche specifica azienda. Questo è molto utile particolarmente per i mercati azionari e per quelli obbligazionari rischiosi (come le obbligazioni aziendali o dei Paesi emergenti)
I fondi comuni d'investimento, grazie ad un buona legislazione che li regola, sono fra l'altro degli strumenti molto sicuri e trasparenti.
Se l'industria del risparmio gestito si fermasse ad offrire questo servizio, farebbe un'opera molto utile. Purtroppo, per cercare di prendere più commissioni possibili, si sono inventati un'incredibile balla: la favola dell'esperto che saprebbe quali azioni comprare e vendere e quando. Questa fandonia è accreditata e amplificata dai giornali finanziari che, in questo modo, alimentano una delle loro principali ragioni di esistere e prosperare.
Lo scopo dichiarato della stragrande maggioranza dei fondi venduti in Italia è quello di offrire un rendimento, ponderato per il rischio, superiore alla media del mercato nel quale investono. Fanno la cosiddetta "gestione attiva". In pratica dicono al cliente/sottoscrittore: caro risparmiatore, siccome io sono una banca piena d'esperti di finanza e so cosa comprare e cosa vendere e soprattutto quando, non mi limito ad investire i tuoi soldi spezzettandoli nel mercato. Allo scopo di farti guadagnare di più decido anche cosa e quando comprare e cosa e quando vendere. Naturalmente, per fare questo, mi prendo delle commissioni per il servizio.
Con questo trucco, le banche si mangiano mediamente il 3% all'anno dei soldi affidati loro in gestione. Ma poiché, mediamente, il rendimento lordo dei gestori di fondi è pari a quello del mercato (anche perché la maggioranza del mercato è fatto dai gestori professionisti), è chiaro che il rendimento medio netto che finisce nelle tasche dei risparmiatori è il rendimento del mercato meno i costi che si prendono le banche.
(Maggiori informazioni su questo argomento si possono leggere a questo indirizzo: http://investire.aduc.it/articolo/matematica+della+gestione+attiva_6077.php). Questa è la ragione per la quale, sistematicamente, la media dei fondi comuni d'investimento ha un rendimento inferiore a quello del mercato. C'è sempre qualche gestore che fa meglio del mercato, ma per un gestore che fa meglio ci sono altri che fanno peggio e poiché non v'é nessun modo per sapere quale gestore farà meglio nel futuro, è molto più razionale puntare sulla media del mercato avendo la garanzia di risparmiare un sacco di soldi che si traducono in rendimento aggiuntivo.
Per questa stessa ragione, le famose gestioni patrimoniali in quote di fondi (GPF) sono delle incredibili fregature poiché, a fronte di maggiori commissioni di gestione (commissioni sui fondi e commissioni sulla gestione patrimoniale), non offrono una maggiore diversificazione di quella che si potrebbe ottenere comprando i fondi da soli.
In sintesi: l'industria del risparmio gestito (come purtroppo molti settori) si basa su una menzogna colossale e cioè sulla presunta capacità degli esperti di fare meglio della media del mercato. Utilizzando parole più politically correct (ed oggi molto di moda) potremmo dire che prospera solo grazie all'asimmetria informativa che esiste tra produttori e utenti del servizio di gestione del risparmio.
Uno degli scopi di Investire Informati è proprio quello di contribuire a far diminuire il più possibile questo gap di conoscenza.
----------------
Ha risposto Alessandro Pedone: https://www.aduc.it/info/pedone.php
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →