Cara ADUC
Nuovo regime di scambio per il fotovoltaico
Domanda
29 novembre 2008
I possessori di un impianto fotovoltaico che da qualche anno avevano un contratto di scambio con ENEL o altro gestore, a partire dal 31/12/2008 vedranno il loro contratto cessato per legge (delibera autorita' energia n. 74/08).
E saranno costretti a stipulare una convenzione con il GSE (Gestore Servizio Elettrico) mediante la quale riceveranno periodicamente un controvalore in denaro dell'energia immessa in rete, ma dovranno regolarmente pagare le bollette relative all'energia prelevata dalla rete.
Se prima pagavano solo la differenza fra l'energia prelevata e quella immessa, ora cambia tutto.
Sia per quanto riguarda la sincronizzazione dei flussi di cassa che la loro equivalenza. Ovvero c'e' il rischio di pagare prima ed essere rimborsati chissa' quando magari non al 100%.
In giro c'e' molta incertezza e paura di veder drasticamente ridotto il vantaggio che, a fronte di grossi investimenti, la vecchia legislazione consentiva.
Sembra tra l'altro che si dovranno pagare le imposte sull'energia prelevata, ma non si avra' diritto ad alcun rimborso su quella immessa.
Vi chiedo se è normale promuovere grossi investimenti con delle disposizioni legislative che garantiscono un ritorno negli anni e poi, in corso d'opera, cambiare le regole del gioco quando alcuni attori non possono piu' tornare indietro.
Parliamo di impianti che si ammortizzano in 8-10 anni come minimo.
I piccoli produttori possono fare qualcosa?
E voi come associazione di consumatori avete considerato la possibilita' di riunirli per intraprendere una qualche azione?
In caso affermativo tenetemi aggiornato. Ringrazio anticipatamente
Salvatore, da Falatone (LE)
E saranno costretti a stipulare una convenzione con il GSE (Gestore Servizio Elettrico) mediante la quale riceveranno periodicamente un controvalore in denaro dell'energia immessa in rete, ma dovranno regolarmente pagare le bollette relative all'energia prelevata dalla rete.
Se prima pagavano solo la differenza fra l'energia prelevata e quella immessa, ora cambia tutto.
Sia per quanto riguarda la sincronizzazione dei flussi di cassa che la loro equivalenza. Ovvero c'e' il rischio di pagare prima ed essere rimborsati chissa' quando magari non al 100%.
In giro c'e' molta incertezza e paura di veder drasticamente ridotto il vantaggio che, a fronte di grossi investimenti, la vecchia legislazione consentiva.
Sembra tra l'altro che si dovranno pagare le imposte sull'energia prelevata, ma non si avra' diritto ad alcun rimborso su quella immessa.
Vi chiedo se è normale promuovere grossi investimenti con delle disposizioni legislative che garantiscono un ritorno negli anni e poi, in corso d'opera, cambiare le regole del gioco quando alcuni attori non possono piu' tornare indietro.
Parliamo di impianti che si ammortizzano in 8-10 anni come minimo.
I piccoli produttori possono fare qualcosa?
E voi come associazione di consumatori avete considerato la possibilita' di riunirli per intraprendere una qualche azione?
In caso affermativo tenetemi aggiornato. Ringrazio anticipatamente
Salvatore, da Falatone (LE)
Risposta ADUC
la ringraziamo della segnalazione che pubblichiamo sul nostro sito. Per quanto ci risulta (dalle poche informazioni tecniche certe rintracciabili) l'erogazione del contributo per lo scambio sul posto avverra' tramite pagamenti trimestrali in acconto e un conguaglio annuale, a compensazione (parziale o totale a seconda del caso) di quanto dovuto per i consumi. Puo' trovare delucidazioni in alcune delle FAQ pubblicate sul sito del GSE:
clicca qui
Al momento la nostra associazione non ha iniziative, eventuali aggiornamenti saranno pubblicati sul sito.
clicca qui
Al momento la nostra associazione non ha iniziative, eventuali aggiornamenti saranno pubblicati sul sito.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti