Cara ADUC
Nuovi recovery ratio per Bondholders Parmalat
Domanda
11 marzo 2005
A proposito dei nuovi recovery ratio Parmalat. Cari amici dell'ADUC, sono un bondholder di Parmalat ed ho appreso che il recovery ratio della Parmalat Fin. Spa e' stato dimezzato. Se ho ben capito, a coloro che detengono i bond di questa societa' (quelli quotati al MOT e quindi maggiormente diffusi tra i piccoli risparmiatori) sara' riconosciuto in azioni la meta' del gia' magro recupero che era stato loro prospettato (11,3% circa) l'estate scorsa. Questo fatto lo trovo sorprendente: il "caro" (nel senso di costoso) commissario Bondi giustifica queste rettifiche con la necessita' di dover tenere conto dell'indebitamento accertato dal giudice fallimentare; tuttavia mi sembra incomprensibile un cambiamento dei recovery ratio tanto sostanzioso: non penso che i debiti accertati siano sensibilmente aumentati rispetto a quelli calcolati dal revisore PWC senza considerare che il positivo andamento economico dell'azienda, che e' anche riuscita a recuperare molte risorse con accordi transattivi (con Nextra e altri), avrebbe dovuto comportare delle rettifiche in senso contrario. Mi chiedo se avete maggiori dettagli sulle cause che hanno portato a questo pesante cambiamento: forse Bondi ha deciso di ridurre il capitale di cui sara' dotata la nuova Parmalat o ha cambiato i rapporti a scapito dei risparmiatori per favorire gli altri creditori (banche); oppure il motivo e' un altro? Ormai mi sto abituando alle sorprese, ma il disgusto vedendo l'evoluzione della vicenda e' sempre tanto: il Governo ha deciso che i risparmiatori devono sobbarcarsi l'onere di questa immane truffa [che voglio ricordare vale piu' dell'1% del PIL: questo si' che sarebbe un vero taglio delle tasse, altro che i pseudo-tagli (che in realta' sono ridistribuzioni della pressione fiscale) di Berlusconi], dando mano libera a Bondi e non affrontando i veri problemi del risparmio nel ddl sul risparmio. Infine voglio sottolineare un aspetto della vicenda Parmalat, che molti non considerano: non e' possibile trattare il default Parmalat alla stregua degli altri recenti crack. Quando un risparmiatore-bondholder presta i soldi si assume un rischio di credito che valuta in base alle informazioni di cui dispone. Il Sistema DOVREBBE GARANTIRE la trasparenza sulla societa' in modo che il rischio che il creditore percepisce sia quello vero. Nei casi in cui il sistema non riesca a garantire la trasparenza (come nel caso Parmalat dai cui bilanci e rating non si poteva ricavare la reale situazione dell'azienda e quindi il relativo rischio di credito) il risparmiatore DOVREBBE ESSERE RISARCITO del danno. Non si possono trattare allo stesso modo i bondholder di societa' come Cirio, Finpart, Tecnodiffusione, Aprilia, Impregilo, Fiat etc (che in base alle notizie ed ai bilanci hanno potuto valutare il rischio che correvano o stanno correndo), con i risparmiatori di Parmalat che sono sostanzialmente vittime di una truffa del risparmio, a cui ha concorso il Sistema-Paese, che non e' riuscito a impedire il prolungato occultamento del reale rischio-Parmalat. Pertanto, visto che lo prevede la Costituzione, sarebbe bene INIZIARE a TUTELARE questa categoria di risparmiatori. Probabilmente mi direte che nel rischio di credito e' contemplato anche il falso in bilancio e altri reati tesi a nascondere il reale stato di un'azienda, ed elencherete tutti gli svantaggi che una tutela degli obbligazionisti di societa' che vanno in default fraudolento comportano. Tuttavia qualcosa andra' pur fatto se si vuole rilanciare la fiducia dei risparmiatori: non si vogliono inasprire i controlli (che appesantirebbero le aziende gia' oberate dalla burocrazia), si depenalizzano i reati finanziari (invece di seguire l'esempio americano che sta dimostrando che l'inasprimento delle sanzioni PENALI funziona), non si pensa neanche lontanamente di tutelare i danneggiati. Evidentemente si vuole mantenere lo status quo che permette a persone come Tanzi, Cragnotti, Crudele etc. di organizzare con relativa facilita' delle bancarotte fraudolente sapendo di rimanere sostanzialmente impuniti. Scusatemi se mi sono dilungato e complimenti per il servizio che rendete al cittadino. Grazie.
Vincenzo, da Napoli
Vincenzo, da Napoli
Risposta ADUC
Comprendiamo il suo sfogo. Non abbiamo maggiori informazioni di quelle lette anche da lei sui giornali. La vicenda conferma quanto abbiamo detto fin dall'inizio: Bondi sta semplicemente svolgendo il ruolo che il Governo gli ha assegnato, ovvero difendere in primo luogo l'azienda Parmalat, i lavoratori, i fornitori ed in ultimo, solo in ultimo, i risparmiatori.
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