Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Nuovi Bpt e Cac

4 aprile 2013
Domanda 4 aprile 2013
Ho letto per caso di questa ULTIMA bella novita sui BTP, che dal 2013 le nuove emissioni (e solo per quelle) saranno CAC e quindi con nessuna protezione in caso di default o fallimenti, quindi si perde tutto, se ho capito bene io ?
Anche se mi pare di capire che se lo stato non riuscisse piu a far fronte ai sui debiti, btp che siano vecchi e tutelati o questi nuovi, non dovrebbe cambiare nulla, o sbaglio ?
Bene, se cosi, come si capisce per un inesperto del settore e che usa banca intesa online, quali tra la lista dei BTP presentata, SONO i vecchi btp esenti da questa cosa e i nuovi con la CAC ?
C’e un modo semplice per diversificare subito e ad occhio cio’, credo che interessera’ molti piccoli investitori come me.
Tra altro sarei interessato visto il rischio dei ns BTP italiani a BBB, a passare ai BEI che sono AAA e in teoria super sicuri (o sbaglio ?) solo che quelli interessanti con prezzo basso e interesse sui 6-8% sono a valuta o ZAR o TYR ( russia o turchia)…. E mi dicono a rischio appunto valuta anche se li tengo in cassetto, ma vero ? potrebbe esserci un “rischio cambio valuta “alla loro scadenza naturale e si rischia davvero di non riceve il 100 pagato ma meno?
Enry, da Pavia (PV)

Risposta ADUC
Nella Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2012 è stato pubblicato il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 dicembre 2012, con il quale è stato appunto stabilito che a partire dal 1° gennaio 2013 le nuove emissioni di titoli di Stato aventi scadenza superiore ad un anno sono state soggette alle clausole di azione collettiva (CACs). Il decreto ha precisato che per nuove emissioni si intendono quelle la cui prima tranche è emessa a partire dal 1° gennaio 2013.
Ecco spiegato il motivo per cui alcuni dei titoli emessi nel 2013 non saranno soggetti alla nuova disciplina: si tratta di riaperture (seconda, terza, ecc.) di emissioni effettuate per la prima volta non nel 2013. Detto ciò, non ci porremmo troppi problemi almeno riguardo le CAC nel senso che -come visto oramai in più di un caso- se uno Stato sovrano non vuole pagare in tutto o in parte i propri debiti, non ci sono clausole che tengano.
Solo per fare un esempio, l'Argentina è fallita nel dicembre 2001, ma ad oggi nessuna delle tante cause intentate in giro per il mondo ha portato un solo centesimo nelle tasche degli obbligazionisti. E sono trascorsi oltre undici anni.
La regola fondamentale è diversificare, in modo che un evento anche molto "forte" che riguardasse i titoli di Stato non pregiudicherebbe il portafoglio nel suo complesso. Anche il debito italiano, quindi, non deve pesare molto nel portafoglio.
Il rischio di cambio, infine, esiste anche a scadenza del titolo e non solo durante la sua vita, perché a scadenza si viene appunto pagati in valuta non euro e quindi si è soggetti alle oscillazioni della valuta rispetto all'euro dal momento dell'acquisto e fino al momento della scadenza.
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