Cara ADUC
La nuova normativa sulle opa
Domanda
5 aprile 2008
Anni fa,ed esattamente al momento della loro quotazione in borsa, un consulente finanziario mi fece acquistare delle azioni Cremonini (1.000, per un valore in vecchie lire di circa 6.500.000).
Praticamente in circa 10 anni di borsa non hanno mai toccato il valore di quando sono state piazzate sul mercato.
In questi anni le ho sempre controllate, da assoluto incompetente, non sapendo bene che fare.
E' notizia del 31 marzo scorso che, riporto dal Corriere della Sera " Luigi Cremonini, che direttamente e indirettamente attraverso Cremofin e CiErre Lux, detiene il 59,95% di Cremonini e il 65,91% dei diritti di voto, ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto a 3 euro con l'obiettivo di revocare la quotazione a Piazza Affari della società. Il corrispettivo unitario per azione, fissato in tre euro, è comprensivo del dividendo (0,08 euro la proposta del cda) che i soci di Cremonini saranno chiamati a deliberare in occasione, il prossimo 26 aprile, dell'assemblea di bilancio 2007. Bidco finanzierà l'Opa mediante indebitamento nei confronti del sistema bancario. è previsto che le facilitazione di credito, pari all'esborso massimo, siano messe a disposizione da Unicredit banca d'impresa e Banca popolare di Lodi, che agiranno in qualità di arranger, e di Cariparma, come co-arranger."
La mia domanda è: che fare in un caso come questo?
Quando e se vendere?
Cosa comporta il delisting per il piccolo risparmiatore come me?
E se non si vendono cosa succede?
Grato per la vostra gradita risposta, porgo distinti saluti.
Carlo, da Milano (MI)
Praticamente in circa 10 anni di borsa non hanno mai toccato il valore di quando sono state piazzate sul mercato.
In questi anni le ho sempre controllate, da assoluto incompetente, non sapendo bene che fare.
E' notizia del 31 marzo scorso che, riporto dal Corriere della Sera " Luigi Cremonini, che direttamente e indirettamente attraverso Cremofin e CiErre Lux, detiene il 59,95% di Cremonini e il 65,91% dei diritti di voto, ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto a 3 euro con l'obiettivo di revocare la quotazione a Piazza Affari della società. Il corrispettivo unitario per azione, fissato in tre euro, è comprensivo del dividendo (0,08 euro la proposta del cda) che i soci di Cremonini saranno chiamati a deliberare in occasione, il prossimo 26 aprile, dell'assemblea di bilancio 2007. Bidco finanzierà l'Opa mediante indebitamento nei confronti del sistema bancario. è previsto che le facilitazione di credito, pari all'esborso massimo, siano messe a disposizione da Unicredit banca d'impresa e Banca popolare di Lodi, che agiranno in qualità di arranger, e di Cariparma, come co-arranger."
La mia domanda è: che fare in un caso come questo?
Quando e se vendere?
Cosa comporta il delisting per il piccolo risparmiatore come me?
E se non si vendono cosa succede?
Grato per la vostra gradita risposta, porgo distinti saluti.
Carlo, da Milano (MI)
Risposta ADUC
L'opa dovrebbe andare in porto, salvo sorprese, perche' il mercato nel suo complesso dovrebbe apportare azioni all'offerta in quantita' elevata. Indico le opzioni possibili alla fine dell'opa. Se non viene raggiunta la soglia del 95% il titolo non viene delistato.
In base alla recente nuova normativa sulle offerte pubbliche di acquisto, l'offerente che venga a detenere, a seguito di un'offerta pubblica totalitaria, una partecipazione almeno pari al novantacinque per cento del capitale rappresentato da titoli ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli da chi ne faccia richiesta ma ha anche il diritto di acquistare i titoli residui entro tre mesi dalla scadenza del termine per l'accettazione dell'offerta, se ha dichiarato nel documento d'offerta l'intenzione di avvalersi di tale diritto. Se l'offerente arriva a detenere una partecipazione superiore al 90% ma inferiore al 95% ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli da chi ne faccia richiesta se non ripristina entro novanta giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
In entrambi i casi, il prezzo e' pari a quello dell'offerta precedente sempre che l'offerente abbia acquistato a seguito dell'offerta stessa, titoli che rappresentano non meno del novanta per cento del capitale con diritto di voto compreso nell'offerta. Altrimenti e' la Consob a fissare il prezzo tenendo conto anche del prezzo di mercato dell'ultimo semestre o del corrispettivo dell'eventuale offerta precedente.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
clicca qui
In base alla recente nuova normativa sulle offerte pubbliche di acquisto, l'offerente che venga a detenere, a seguito di un'offerta pubblica totalitaria, una partecipazione almeno pari al novantacinque per cento del capitale rappresentato da titoli ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli da chi ne faccia richiesta ma ha anche il diritto di acquistare i titoli residui entro tre mesi dalla scadenza del termine per l'accettazione dell'offerta, se ha dichiarato nel documento d'offerta l'intenzione di avvalersi di tale diritto. Se l'offerente arriva a detenere una partecipazione superiore al 90% ma inferiore al 95% ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli da chi ne faccia richiesta se non ripristina entro novanta giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
In entrambi i casi, il prezzo e' pari a quello dell'offerta precedente sempre che l'offerente abbia acquistato a seguito dell'offerta stessa, titoli che rappresentano non meno del novanta per cento del capitale con diritto di voto compreso nell'offerta. Altrimenti e' la Consob a fissare il prezzo tenendo conto anche del prezzo di mercato dell'ultimo semestre o del corrispettivo dell'eventuale offerta precedente.
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