Cara ADUC
Non ho dato la disdetta a Wind e ora mi chiedono di pagare
Domanda
4 giugno 2007
Nel novembre 1998 ho sottoscritto con Infostrada una proposta di contratto per il servizio pronto 1055, conservando il mio vecchio numero telefonico Telecom. Nel 1999, dovendomi trasferire in altra citta', ho disdettato il numero Telecom. Nell'ottobre 2003 e' pervenuto da Wind, al precedente residenza, un sollecito di pagamento relativo ad una bolletta (di euro 590,00) riguardante il periodo 1.12.1999 - 31.7.2003. Ho comunicato alla Wind di aver disdettato il numero Telecom nel 1999, ho precisato che il codice fiscale riportato sulla fattura non corrisponde al mio e ho disconosciuto le telefonate successive all'1.12.1999; cio' nonostante, qualche mese dopo e' pervenuta un altro sollecito con la richiesta di pagamento di altra bolletta relativa al periodo (di euro 670,00) 1.8.2003 - 30.9.2003. Ho nuovamente disconosciuto le telefonate ribadendo di non essere titolare dell'utenza indicata in fattura o legato ad essa. Cio' nonostante Wind ha assegnato la pratica ad un'agenzia di recupero crediti che minaccia di adire vie legali. Il customer care di Wind sostiene che avrei dovuto dare disdetta anche al servizio pronto 1055 di Wind oltre che alla Telecom e che per questo dovro' pagare le telefonate, anche se non le ho fatte. E' proprio cosi'? E com'e' possibile che, dopo aver disdettato il numero Telecom questo, tre anni dopo sia stato assegnato ad altra persona e che questa si sia avvalsa (a quanto mi pare di capire) del mio contratto pronto 1055? Devo pagare e poi cercare una soluzione legale o esiste un'altra soluzione? Infine, e' opportuno che segnali la situazione alla Polizia Postale? Grazie per la cortese attenzione.
Carla, da Santa Giustina
Carla, da Santa Giustina
Risposta ADUC
La disdetta del contratto doveva darla anche a Wind. C'e' la possibilita' che qualcuno abbia utilizzato la linea nel periodo 1999-2003? In caso positivo la societa' ha diritto al pagamento, come lo ha nel caso il suo contratto prevedesse un canone fisso mensile. Insomma, non intrvediamo molte possibilita' di uscire dalla situazione senza oneri. Per tentare di ridurre i danni, o presenta immediatamente un'istanza di conciliazione davanti al Corecom di Venezia clicca qui oppure provi a strappare le migliori condizioni possibili alla controparte bonariamente e, se non fosse soddisfatta, cerchi di ridurre i danni, dichiarandosi disposta a pagare una penale (il 30% del dovuto) tramite una raccomandata ar di messa in mora da inviare a Wind e alla societa' di recupero crediti clicca qui in cui chiede un'accettazione formale entro X giorni, minacciando in alternativa di sottoporre la questione all'autorita' competente.
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