Cara ADUC
Multa per divieto di sosta
Domanda
6 settembre 2008
Ricevo dai Vigili Urbani di Torino multa per divieto di sosta della mia autovettura in data 1/4 scorso in zona vietata.
Pur risultando esatti sia la targa che il modello dell'autovettura ed il colore (?) trascritti nel verbale, giuro che a Torino non ci sono mai stato nè io nè l'autovettura. (Sono residente, abito e lavoro a Catania).
Ho chiesto al Comando Polizia Municipale di Torino l'annullamento dell'accertamento spiegando che non mi sono mai spostato con questa autovettura (Lancia Y) dalla Sicilia e mai stato a Torino neppure personalmente.
Il Comando mi ha risposto che il verbale risulta conforme e se voglio ricorrere devo farlo tramite il Prefetto o il Giudice di Pace di Torino.
Per quello che mi sembra di capire il verbale sembrerebbe corretto anche nella giustificazione che la contestazione non è stata possibile effettuarla immediatamente perchè il trasgressore era assente.
A questo punto visto che sono più che certo che la mia autovettura non può essere a Torino e preoccupato di una clonazione, ho presentato denuncia al Comando CC. del Comune di residenza per salvaguardarmi da eventuali altri eventi lesivi coinvolgenti questa autovettura.
Potrei pagare il verbale di ¤ 86,41 e chiudere la faccenda, ma siccome ritengo ingiusto pagare una multa che non mi appartiene, vorrei ricorrere al Giudice di Pace o al Prefetto, nel primo caso sarei chiamato a Torino e mi costerebbe molto di più, nel secondo caso rischio di pagare il doppio nel caso di rigetto non avendo prove certe ed inconfutabili come prescrive la legge ma solo eventualmente la dichiarazione del datore di lavoro che attesterebbe che quel giorno la vettura era posteggiata in quel luogo di Catania.
Credo inoltre che non esiste una prova fotografica del divieto di sosta ma solo la descrizione dell'accertatore.
Mi suggerite ricorrere al Prefetto allegando la denuncia ai CC e spiegando i fatti o ritenete inutile o perlomeno oneroso fare ricorso?
Luciano, da Lentini (SR)
Pur risultando esatti sia la targa che il modello dell'autovettura ed il colore (?) trascritti nel verbale, giuro che a Torino non ci sono mai stato nè io nè l'autovettura. (Sono residente, abito e lavoro a Catania).
Ho chiesto al Comando Polizia Municipale di Torino l'annullamento dell'accertamento spiegando che non mi sono mai spostato con questa autovettura (Lancia Y) dalla Sicilia e mai stato a Torino neppure personalmente.
Il Comando mi ha risposto che il verbale risulta conforme e se voglio ricorrere devo farlo tramite il Prefetto o il Giudice di Pace di Torino.
Per quello che mi sembra di capire il verbale sembrerebbe corretto anche nella giustificazione che la contestazione non è stata possibile effettuarla immediatamente perchè il trasgressore era assente.
A questo punto visto che sono più che certo che la mia autovettura non può essere a Torino e preoccupato di una clonazione, ho presentato denuncia al Comando CC. del Comune di residenza per salvaguardarmi da eventuali altri eventi lesivi coinvolgenti questa autovettura.
Potrei pagare il verbale di ¤ 86,41 e chiudere la faccenda, ma siccome ritengo ingiusto pagare una multa che non mi appartiene, vorrei ricorrere al Giudice di Pace o al Prefetto, nel primo caso sarei chiamato a Torino e mi costerebbe molto di più, nel secondo caso rischio di pagare il doppio nel caso di rigetto non avendo prove certe ed inconfutabili come prescrive la legge ma solo eventualmente la dichiarazione del datore di lavoro che attesterebbe che quel giorno la vettura era posteggiata in quel luogo di Catania.
Credo inoltre che non esiste una prova fotografica del divieto di sosta ma solo la descrizione dell'accertatore.
Mi suggerite ricorrere al Prefetto allegando la denuncia ai CC e spiegando i fatti o ritenete inutile o perlomeno oneroso fare ricorso?
Luciano, da Lentini (SR)
Risposta ADUC
il suo quadro e' esatto e riteniamo, se ha modo di provare che il mezzo (piu' che lei stesso) NON poteva essere a Torino, che un ricorso (al giudice di pace) possa essere tentato. Sull'esito non possiamo ovviamente indovinar niente, perche' in ogni caso il giudice ha facolta' di decidere "soggettivamente" (per equita'), valutando gli elementi in suo possesso. Per quanto riguarda l'onerosita', certamente dovra' almeno fare un viaggio per presenziare all'udienza, quindi alla fin fine potrebbe dover spendere piu' di 86 euro. Su questo punto deve decidere lei stesso, valutando il rischio (che comunque c'e' sempre) di vedersi rigettato il ricorso con (nella peggiore delle ipotesi) il raddoppio nel caso in cui il giudice non accordi la sospensione dell'atto. Contano molto anche gli eventuali esiti delle indagini inerenti la clonazione, esiti che potrebbero certamente "tagliar la testa al toro". Se vuole puo' usare questo modulo:
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