Cara ADUC
mera sostituzione caldaia anno 2010
Domanda
11 giugno 2013
Gentile ADUC, in risposta alla Vostra del 06.06.2013 torno ad aggiornarvi ed a chiarire le vicende intercorse. Nel 2010 ho effettuato una mera sostituzione caldaia con una paritetica di uguale marca e potenza Kw. Nel 2012 ho ristrutturato parte del mio appartamento sostituendo il tubo del gas che va dal contatore ai fornelli, per i quali lavori attualmente ho una Di.Co come manutenzione straordinaria. L'impianto termico e' originario del 1994 (tubi e radiatori), conservo ancora la documentazione della vecchia caldaia. L'Ati Sea, nel verbale rilasciatomi, mi ha contestato oltre all'assenza del bollino blu, l'assenza delle valvole termostatiche e dello scarico a tetto della caldaia imponendomi di adeguarmi entro 30gg. Proprio ieri, credendo che il problema fosse la Di.Co del 2012, sono stato a colloquio con un ingegnere Ati Sea alla sede della stessa, ed ho capito che il problema non verteva sui lavori del 2012 bensi' sulla caldaia del 2010, la quale non risulta dichiarata/registrata non avendo effettuato il bollino previsto (per la quale l'Italgas ha promesso di risarcirmi gli 89 euro della sanzione che ho pagato essendo loro terzo responsabile)e non avendo una Di.Co. dell'installazione della stessa caldaia (del 2010). Secondo la loro interpretazione della Legge, la mera sostituzione della caldaia, e dunque del bruciatore, implica che l'impianto diventi "nuovo", con la conseguenza di dover installare le valvole termostatiche e lo scarico a tetto. A me sembra di capire da fonti normative reperite nel web che la mera sostituzione caldaia con una della stessa potenza non implica le variazioni all'impianto di cui al verbale Ati Sea. Ad altri miei condomini che hanno sostituito di recente solamente la caldaia non sono stati imposti questi cambiamenti. Finalmente ho una visione piu' chiara di quello che mi si contesta. Purtroppo la ditta che mi ha montato la caldaia, e che dunque avrebbe dovuto rilasciarmi la Di.Co., e' irrintracciabile, probabilmente non più esistente.Ho quindi preso accordi con una nuova ditta per effettuare un sopralluogo sul mio impianto termico e, se possibile, rilasciarmi una nuova Di.Co. (o Di.Ri?) per fare in modo che la mia caldaia risulti registrata e a norma. Bastano queste operazioni per rientrare a norma di Legge oppure dovro' mettere le valvole termostatiche e lo scarico della caldaia a tetto? Come posso farmi valere con l'Ati Sea nel caso abbia ragione io? tra 20 giorni dovro' mandare loro un fax precompilato con il quale dichiaro di aver effettuati i lavori richiesti pena nuovo controllo a mie spese che, se risultasse irregolare, rischio una multa da euro 500 a 3000. Questa mia vicenda, assimilabile in parte a quella di molti cittadini che per la mera sostituzione della caldaia con una simile si vedono imporre costosissimi cambiamenti al vecchio impianto, mi sembra assurda o quantomeno poco chiara sia nelle normative che nei metodi informativi usati dall'Ati Sea/ Roma Capitale. Come tutelarsi? Ringrazio. Cordiali saluti.
Andrea, da Roma (RM)
Andrea, da Roma (RM)
Risposta ADUC
1) la ditta incaricata le fornira' il preventivo delle opere necessarie alla regolarizzazione del suo impianto; se la caldaia attuale ha uno scarico a parete puo' essere sostituita con una a "condensazione" senza canne fumarie. Un nuovo scarico a parete e' consentito solo in determinate condizioni di posizione e se permesso dai regolamenti condominiali o comunali. Probabilmente piu' problematico la sostituzione del tubo del gas, specie se lontano dal contatore.
2) una volta stabilito cosa fare, comunichi alla Ati il cronoprogramma di attuazione, chiedendo una doverosa sospensione della perentorieta' delle loro prescrizioni
http://sosonline.aduc.it/scheda/collaudo+caldaie+nuove+regole_12003.php
2) una volta stabilito cosa fare, comunichi alla Ati il cronoprogramma di attuazione, chiedendo una doverosa sospensione della perentorieta' delle loro prescrizioni
http://sosonline.aduc.it/scheda/collaudo+caldaie+nuove+regole_12003.php
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