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Cara ADUC

Mense scolastiche di Roma

21 gennaio 2009
Domanda 21 gennaio 2009
Di recente le diverse aziende di ristorazione vincitrici dell'appalto per le mense hanno richiesto l'applicazione della revisione prezzi Istat prevista contrattualmente.
Il Comune ha comunicato di non avere le risorse per rispettare l'obbligo contrattuale, al che le aziende hanno proposto l'alternativa di bilanciare l'inflazione modificando la qualità della fornitura, proposta che il Comune sta valutando.
Nello specifico, si pensa di sostituire la "frutta snack" (porzioni di frutta pronte per il consumo confezionate in incarto singolo) con frutti interi.
Nei fatti, la "frutta snack" trova il gradimento degli utenti (e quella non consumata a scuola può essere messa in tasca e consumata più tardi): l'economia nella modifica sta tutta nel fatto che si consumerebbe meno frutta (è evidente: un bambino delle elementari rifiuta una mela intera da tagliare e mondare, mentre consuma volentieri una porzione pronta all'uso); a indennizzare le imprese dall'aumento dei costi che il Comune dichiara di non poter sopportare sarebbe così la riduzione della frutta effettivamente consumata dai bambini.La distribuzione di frutta monodose che Roma vuol cessare sta prendendo piede in tutta Italia, con la promozione da parte di numerose Regioni; distributori automatici di spuntini di frutta e macedonie sono stati introdotti nelle scuole pilota con un iniziativa dei ministeri della Pubblica Istruzione e della Salute, il progetto pilota "Frutta Snack", che è una delle «best practice» accreditate dalla Commissione Europea.
Nella Conferenza di presentazione del programma europeo «School Fruit Schemes» tenuta a Bruxelles, Frutta Snack è stato presentato come progetto "in grado di contribuire all'elaborazione di un percorso tipo" a supporto dei Paesi membri che entro il 2009 devono avviare programmi di sviluppo dei consumi di frutta e verdura; il Sottosegretario di Stato Francesca Martini, nell'esprimere la soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dall'Unione Europea ha dichiarato che «l'educazione alimentare dovrebbe diventare materia scolastica per incidere sullo stile di vita alimentare di bambini e adolescenti" e che "una sana alimentazione deve essere mirata al mantenimento di un peso corretto attraverso l'eliminazione di eccessivi carboidrati e l'inserimento di maggiori quantità di frutta e verdura: questo obiettivo è inderogabile alla luce dei dati allarmanti su obesità e sovrappeso in Italia».
Nel convegno che ha illustrato i primi risultati del progetto, il professore Salvatore Zappalà, della facoltà di psicologia dell'Università di Bologna ha presentato l'esito dell'indagine effettuata nelle scuole coinvolte: il 54% dei bambini intervistati ha dichiarato di aver aumento i propri consumi di frutta e verdura proprio grazie al progetto.
L'effetto immediato della rinuncia a questa modalità innovativa di proporre frutta ai minori consisterebbe quindi in un crollo dei consumi di frutta che si sostiene andrebbe sostenuto...
Roberto, da Padova (PD)

Risposta ADUC
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