Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Mancato protesto di assegno bancario

16 aprile 2009
Domanda 16 aprile 2009
Spett. Aduc, con la presente vorrei illustrarVi la mia situazione.
In data 09-03-2009 ho versato sul mio CC personale un assegno bancario su piazza, di altra banca, dell'importo di ¤ 3.000,00, recante la data del 09-03-
2009. In data 11-03-2009 ho ricevuto flusso elettronico di impagato per il titolo in questione, ripresentato in data medesima per l'incasso. In data 17-03-2009 ho ricevuto addebito dell'importo del titolo, il quale è giunto in filiale il 23-03-2009, corredato della dicitura di "titolo irregolare". Ricontrollando il titolo, constatavo che lo stesso era perfettamente regolare e completo in ogni sua parte. Ragion per cui è stato riversato sul CC nello stesso giorno. Il titolo medesimo è stato riaddebitato in data 26-03-2009, per mancanza di fondi, ed è ritornato in filiale il 01-04-2009 come titolo insoluto e ormai oltre il termine per il protesto. Quale ultimo tentativo, i miei referenti in filiale hanno respinto l'addebito e reinviato il titolo alla banca emittente. Siamo a tutt'oggi in attesa di loro risposta.
Se Vi sto contattando è per chiederVi se una prassi del genere sia lecita - l'aver respinto, in prima istanza un titolo per irregolarità, ove non si riscontra irregolarità alcuna - ovvero se l'operato della banca emittente non configuri piuttosto un espediente attraverso il quale si è evitato di levare protesto al traente, dal momento in cui così facendo si è lasciato inutilmente decorrere il termine per l'invio dell'assegno al protesto.
Aldilà delle spese ingiustamente addebitatemi per il duplice riaddebito del titolo, e tralasciando anche il fatto che, a questo punto, mi trovo (qualora anche l'ultimo tentativo, per così dire bonario, decorra infruttuosamente) in possesso di un titolo che non è esecutivo per il recupero del mio credito, giusto il mancato protesto che lo stesso avrebbe dovuto portare, mi chiedo - e soprattutto Vi chiedo - se una prassi del genere possa rimanere incensurata, o debba al contrario portare a delle conseguenze per coloro che l'hanno posta in essere, alla luce della elementare considerazione che, ove generalizzata e in definitiva consentita, la stessa porterebbe celermente alla ineffettività e incertezza di uno dei più diffusi sistemi di pagamento (quello dell'assegno bancario) nell'ambito dei rapporti economici del Paese. In definitiva, Vi chiedo se disponga di eventuale azione legale nei confronti della banca emittente e/o dei loro dipendenti, che materialmente hanno posto in essere la procedura.
RingraziandoVi per la cortese attenzione, cordiali saluti.
Marco, da Modica (RG)

Risposta ADUC
ci spiace ma ci e' impossibile dare un parere legale -addirittura sulla fattibilita' di una causa- a distanza su un fatto del genere, per il quale non siamo in grado di fare verifiche ne di conoscere le motivazioni dell'accaduto (della prima presunta irregolarita', per cominciare). Questo servizio, pur utilissimo come strumento di conoscenza dei propri diritti, rimane generico e non sostituisce in casi del genere (molto specifici) l'analisi sull'esistenza dei presupposti per un'azione legale. Detto questo sappia che agendo contro il traente l'azione di regresso non e' impedita dal mancato protesto. Anche qualora non possa agire contro il traente vi sono anche altre tipi di azioni, benche' meno "dirette" che puo' tentare verso gli altri obbligati. Trova qui molte utili informazioni al riguardo:
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