Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 giugno 2005
Domanda 13 giugno 2005
Mi sono recata in Posta per aprire un Conto bancoposta, l'impiegato mi chiede giustamente il documento d'identita' e il codice fiscale, non avendo al momento il codice fiscale originale dell'Agenzia delle Entrate, ho esibito la Tessera Regionale dei Servizi distribuita in questo periodo dalla Regione Lombardia. Questa Tessera oltre a sostituire il vecchio libretto del SSN, certifica anche il codice fiscale. L'impiegato della Posta, mi dice che non puo' aprirmi il conto perche' occorre il tesserino originale dell'Agenzia delle Entrate, queste sono le disposizioni dell'Azienda Poste. Insisto che il tesserino regionale e' valido. gli faccio un'autocertificazione che l'impiegato non ritiene valida e non mi apre il conto. Indispettita me ne vado. Non era per me un problema fornire il codice fiscale originale, ma per una questione di principio, chiedo a voi quali sono le norme che regolano la materia. Poi non capisco a questo punto cosa serve l'autocertificazione, non sono previste sanzioni penali, se gli uffici pubblici non l'accettano? Altra questione, fino a che punto e' giusto che Poste Italiane chiama casa o sul lavoro i clienti per proporre continuamente investimenti, cosi' come quando ti rechi allo sportello postale ti propongono con insistenza di tutto e di piu'. Avevo un libretto postale con qualche risparmio e non volevo che nessuno della mia famiglia sapesse di questo libretto, le Poste cosa hanno fatto hanno chiamato a casa per propormi i soliti investimenti e i miei famigliari hanno saputo di quel risparmio che volevo tenere celato, al che ho proprio chiuso con le poste. Quanto mai in banca ti telefonano a casa o allo sportello ti propongono investimenti, perche' in banca non succede e con le poste succede? Possibile che non esistano norme che regolino la materia, possibile che le Poste continuino a chiamarti ogni due per tre se sanno che sul conto hai messo con sacrificio da parte un po' di soldi. Ritengono cosi' stupidi i clienti che non sanno come investire i loro risparmi, o tutto cio' nasconde qualcosa questa loro insistenza, non e' bastato quello che e' successo con i bond Cirio, Parmalat, Argentina e via dicendo. Grazie anticipatamente per le risposte. Distinti saluti.
Elena, da Basiglio

Risposta ADUC
Non abbiamo trovato niente di specifico in materia, ma crediamo che lei sia incappata in un impiegato con qualche paranoia da dipendente pubblico che non deve mai avere alcuna responsabilita' di cio' che gli accade intorno, diventando al fine ridicolo e dannoso, per gli altri e per l'azienda presso cui lavora. Infatti, se va a vedere a questo link, dove c'e' un modulo per l'apertura del conto, l'unica cosa che viene chiesta e' un documento di identita': clicca qui. Per quanto riguarda le fastidiose telefonate promozionali, le consigliamo di inviare alla Poste una raccomandata A/R di diffida all'uso dei suoi dati se non per quanto strettamente attinente lo specifico servizio, e chiede loro comunicazione di presa d'atto di quanto intimato entro 15 giorni, altrimenti si rivolgera' al Garante per la privacy (clicca qui).
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