Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 novembre 2000
Un giorno da precario
Sono un precario della scuola. Oggi, a meta' novembre, in un'ora buca sono andato a vedere se lo stipendio di settembre mi e' stato finalmente accreditato dall'ufficio del Tesoro (che serve da Latina, lentamente e a turno, tutti noi precari italiani): non ancora, sono passati solo due mesi ai quali pero' sono da aggiungere gli altri tre senza stipendio dopo il solito licenziamento a fine anno scolastico.
Allora vado allo SNALS, il mio sindacato, per sapere se finalmente sono uscite le convocazioni per il conferimento delle supplenze annuali. Queste, per un misterioso quanto assurdo marchingegno, vengono partorite solitamente a ottobre dopo almeno un mese di supplenze, per poi spostare un altro precario nella scola dove sono attualmente e magari il sottoscritto nella sua scuola... Quest'anno sono state spostate addirittura al 4 di dicembre, e naturalmente di settimana in settimana, cosi' non abbiamo potuto svolgere una programmazione seria, interrogazioni e compiti in classe, visto che da un momento all'altro sarebbe venuto il titolare.
Mi resta un po' di tempo e vado in Comune per interessarmi al piano regolatore che togliera' il giardino alla casa di mia moglie, dove abito. Non si puo' neppure accedere perche' i responsabili dell'Urbanistica ricevono solo dalle 12 alle 13, 30 (grandioso esempio di servizio al cittadino!). Allora vado all'anagrafe per farmi autenticare una foto per la licenza di pesca (anche i precari hanno i loro vizi, ma per favore non ditelo alla Confindustria) che l'ufficio provinciale ha respinto perche' priva di autenticazione. Non basta la foto, ci vuole tutta la domanda e (quel che e' peggio) ci vuole anche la sempre temuta marca da bollo da 20.000 lire.
Cosi' torno in classe sconsolato per esser sbeffeggiato da ragazzacci viziati e maleducati che sanno che io sono solo il supplente...
Quando mi sono laureato in Lingue speravo proprio un futuro cosi'.
Che bella giornata!
Sono un precario della scuola. Oggi, a meta' novembre, in un'ora buca sono andato a vedere se lo stipendio di settembre mi e' stato finalmente accreditato dall'ufficio del Tesoro (che serve da Latina, lentamente e a turno, tutti noi precari italiani): non ancora, sono passati solo due mesi ai quali pero' sono da aggiungere gli altri tre senza stipendio dopo il solito licenziamento a fine anno scolastico.
Allora vado allo SNALS, il mio sindacato, per sapere se finalmente sono uscite le convocazioni per il conferimento delle supplenze annuali. Queste, per un misterioso quanto assurdo marchingegno, vengono partorite solitamente a ottobre dopo almeno un mese di supplenze, per poi spostare un altro precario nella scola dove sono attualmente e magari il sottoscritto nella sua scuola... Quest'anno sono state spostate addirittura al 4 di dicembre, e naturalmente di settimana in settimana, cosi' non abbiamo potuto svolgere una programmazione seria, interrogazioni e compiti in classe, visto che da un momento all'altro sarebbe venuto il titolare.
Mi resta un po' di tempo e vado in Comune per interessarmi al piano regolatore che togliera' il giardino alla casa di mia moglie, dove abito. Non si puo' neppure accedere perche' i responsabili dell'Urbanistica ricevono solo dalle 12 alle 13, 30 (grandioso esempio di servizio al cittadino!). Allora vado all'anagrafe per farmi autenticare una foto per la licenza di pesca (anche i precari hanno i loro vizi, ma per favore non ditelo alla Confindustria) che l'ufficio provinciale ha respinto perche' priva di autenticazione. Non basta la foto, ci vuole tutta la domanda e (quel che e' peggio) ci vuole anche la sempre temuta marca da bollo da 20.000 lire.
Cosi' torno in classe sconsolato per esser sbeffeggiato da ragazzacci viziati e maleducati che sanno che io sono solo il supplente...
Quando mi sono laureato in Lingue speravo proprio un futuro cosi'.
Che bella giornata!
Risposta ADUC
Accogliamo volentieri il suo sfogo, tuttavia non abbiamo consigli pratici di particolare utilita': possiamo solo consigliarla di rivolgersi al Difensore Civico Regionale, per quanto concerne difficolta' con gli enti (ad esempio col Comune).
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