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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 maggio 2005
Domanda 31 maggio 2005
Prima di pasqua 2005 siamo andati nel negozio del sig. Comacchio Giuliano-via albertazzi roma - e abbiamo chiesto se poteva procedere ad un lavoro molto particolare: l'intelaiatura di un arazzo di dimensioni 1,90-2,55 e chiaramente di far si' che questo stesso potesse essere sia lavorato che trasportato nella nostra abitazione. A tale fine, abbiamo ripetutamente chiesto al sig. Comacchio artigiano in questione, di poter svolgere il lavoro nella nostra casa perche' forse in questa maniera si era certi che non si presentassero problemi di trasporto e di montaggio, ma Comacchio ha ritenuto che non ci fossero problemi futuri e che comunque non poteva trasportare il suo macchinario e non aveva intenzione di lavorare fuori orario negozio.
Condordato con Comacchio che pur lavorando come meglio credesse, avevamo bisogno che il lavoro fosse eseguito ma anche portato a consegna (cosa che da soli noi di certo non avevamo mezzi per farlo) si e' iniziato il lavoro. Ci siamo rivisti e Comacchio ancor prima di terminare il lavoro ci ha fatto presente di uno strappo da lui causato all'arazzo di ben 15 centimetri scusandosi terribilmente e anche li' in quell'occasione gli abbiamo detto nostro malgrado .... di non preoccuparsi.. il danno era fatto... l'importante e' che finisse il lavoro e ce lo consegnasse a casa. Purtruppo a lavoro terminato, inizia a dire che non sa come trasportarlo visto che lui ha una macchina ma non un furgone. E ancora una volta, nonostante il danno all'arazzo, siamo stati noi a noleggiare un furgone a nostre spese per portare l'arazzo a casa. Ma, sorpresa, nelle scale del palazzo, l'arazzo non passa. I trasportatori da noi pagati riportano l'arazzo al Comacchio.
Il Comacchio pretende comunque di essere pagato con 270 euro come avevamo stabilito, noi chiediamo che ci smonti l'arazzo dal telaio e che comunque penseremo se ci puo' essere una soluzione per portarlo nella abitazione. Passano alcuni giorni, soluzioni non ne troviamo e il sig. Vitocolonna Fabio l'11 mattina di maggio 2005 riceve sul suo cellulare una telefonata dal Comacchio colma di: insultio/parolacce pesantissime/minacce alla quale non puo' rispondere perche' il Comacchio gli sbatte il telefono in faccia. Ed e' qui che mandiamo una lettera a. r. al Comacchio intimandogli di smontare l'arazzo e lui risponde con una lettera di un avv. di bolzano (in cui figura una certa Monica Comacchio) che a sua volta ci invita a pagare e non solo i 270 euro ma siamo arrivati a 601,00 euro (somma capitale 458,40 + interessi dal 1.1.05 al 6.6.05 di 2,10 euro + spese di deposito in negozio per stesso periodo 100,50 euro + spese legali 40,00 euro).. Oltretutto siamo invitati a ritirare la tela altrimenti oltre a quanto sopra agiranno giudizialmente nei ns confronti e a partire dalla data del 6.6.05 il lavoro verra' depositato presso magazziniere che ci indicheranno in seguito con tutti i relativi costi.
Quindi.. da 270 si passa a 600 euro.. e a voi le conseguenze.
Per favore dateci una mano.
Fabio , da Roma

Risposta ADUC
Non e' chiaro come l'importo base, da 270 divenga 458,40. Comunque consigliamo di inviare a questo artigiano una messa in mora (clicca qui), perche' presumiamo che la sua precedente raccomandata A/R non era in questi termini, in cui si dichiara disponibile al pagamento pattuito e chiede che entro 15 giorni le diano comunicazione di aver smontato l'arazzo, si' da poterlo andare a ritirare e saldare il dovuto. Faccia presente che senza riscontro nel tempo indicato, si rechera' in giudizio con beneplacito di spese e danni.
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