Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 maggio 2005
Buonasera ADUC, vorrei sottoporvi la mia vicenda.
Nel settembre 1999 acquistai un'auto con un finanziamento della societa' Compass SpA, la quale nel 2002 mi propose una carta di credito revolving gratuita per i primi due anni ed io accettai. Con tale carta io feci esclusivamente alcuni pagamenti presso negozi o per dei viaggi su internet senza MAI digitare il mio codice PIN che ho sempre gelosamente custodito. Nel settembre 2004 decisi di restituire la carta dato che potevo utilizzare tranquillamente quella offerta dalla mia banca, la tagliai in due e con lettera accompagnatoria ne feci disdetta (premetto che il mio debito era uguale a zero!). Nel mese di novembre dello stesso anno, da un controllo del mio estratto conto bancario, mi accorsi che tra agosto e settembre erano stati fatti dei prelevamenti presso sportelli bancomat per un totale di 1.100 euro. Tutto cio' era impossibile in quanto:.
- dal mio ultimo estratto conto di luglio 2004 risulta un saldo pari a zero, pertanto non mi avrebbero permesso di dare disdetta della carta se cosi non fosse stato;.
- da tutti gli e/c si evince che ho utilizzato la carta senza aver mai digitato un codice PIN quindi credo di poter escludere una clonazione presso sportelli bancomat;.
A questo punto a novembre 2004 ho bloccato i RID automatici presso la mia banca ed ho fatto denuncia presso i Carabinieri, i quali mi dicono che hanno avvisato la Compass e la Procura della Repubblica senza aver avuto ad oggi nessuna risposta. Tuttavia ogni mese ricevo telefonate dalla Compass la quale mi sollecita ad effettuare il pagamento dell'insoluto.
I Carabinieri mi dicono che non devo far nulla, ma il mio timore e' di ricevere una lettera da parte di un avvocato della Compass e a quel punto non credo di avere molte soluzioni.
Cosa posso fare? Il tutto e' ampiamente documentabile.
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione prestata, e resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti.
Mauro, da Roma
Nel settembre 1999 acquistai un'auto con un finanziamento della societa' Compass SpA, la quale nel 2002 mi propose una carta di credito revolving gratuita per i primi due anni ed io accettai. Con tale carta io feci esclusivamente alcuni pagamenti presso negozi o per dei viaggi su internet senza MAI digitare il mio codice PIN che ho sempre gelosamente custodito. Nel settembre 2004 decisi di restituire la carta dato che potevo utilizzare tranquillamente quella offerta dalla mia banca, la tagliai in due e con lettera accompagnatoria ne feci disdetta (premetto che il mio debito era uguale a zero!). Nel mese di novembre dello stesso anno, da un controllo del mio estratto conto bancario, mi accorsi che tra agosto e settembre erano stati fatti dei prelevamenti presso sportelli bancomat per un totale di 1.100 euro. Tutto cio' era impossibile in quanto:.
- dal mio ultimo estratto conto di luglio 2004 risulta un saldo pari a zero, pertanto non mi avrebbero permesso di dare disdetta della carta se cosi non fosse stato;.
- da tutti gli e/c si evince che ho utilizzato la carta senza aver mai digitato un codice PIN quindi credo di poter escludere una clonazione presso sportelli bancomat;.
A questo punto a novembre 2004 ho bloccato i RID automatici presso la mia banca ed ho fatto denuncia presso i Carabinieri, i quali mi dicono che hanno avvisato la Compass e la Procura della Repubblica senza aver avuto ad oggi nessuna risposta. Tuttavia ogni mese ricevo telefonate dalla Compass la quale mi sollecita ad effettuare il pagamento dell'insoluto.
I Carabinieri mi dicono che non devo far nulla, ma il mio timore e' di ricevere una lettera da parte di un avvocato della Compass e a quel punto non credo di avere molte soluzioni.
Cosa posso fare? Il tutto e' ampiamente documentabile.
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione prestata, e resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti.
Mauro, da Roma
Risposta ADUC
Le consigliamo di non attendere e di porre il problema in modo concreto alla Compass, perche' sia trovata una soluzione. A partire dal fatto che ogni istituto di credito ha comunque un'assicurazione per casi come il suo, ed entri nell'ordine di idee che questa assicurazione probabilmente non coprira' tutto lo scoperto che ha registrato, per cui dovra' saldarlo lei, che e' la persona che ha subito il danno e non la Compass. Questo non levera' alcuna efficacia alla sua denuncia (che pero' -e' un dato di fatto- essendo contro ignoti, per un fenomeno molto diffuso, e' altamente probabile che restera' lettera morta), ma almeno evitera' di farle lievitare il debito e di incorrere in procedure di recupero coatto.
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