Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 maggio 2005
Salve, vi scrivo per proporvi delle riflessioni sul Fisco dal punto di vista di professionista o imprenditrice. Non so se vi occupate anche di queste cose. Sarebbe bello se vi occupaste per una volta anche di questo aspetto. Il tema e' certamente "scottante" e potrebbe sollevare un bel vespaio... Ho dato una scorsa sommaria alle informazioni pubblicate sul sito dell'Agenzia delle Entrate relativamente ai cosiddetti Studi di Settore. Sono una contribuente onesta, che non ha mai - e ripeto e sottolineo mai.
- mancato di fare una fattura. Sono stata onesta fino alla nausea rifiutandomi categoricamente di "fare il nero" e dichiarando fino all'ultimo centesimo. Nel 2002 non sono stata "congrua" pur non avendo fatto, come ho scritto sopra, un centesimo di "nero". Buona parte della non congruita' e' stata dovuta non a introiti reali, ma all'ammortamento dei beni ammortizzabili (essenzialmente uno scooter e un computer). Quando la mia commercialista mi disse "non sei congrua" non avevo letteralmente idea del significato e delle conseguenze. Avevo guadagnato veramente poco quell'anno. Comunque sia, poche settimane fa arriva l'avviso dell'Agenzia delle Entrate. Sapendo che non avevo nulla da nascondere e che ero stata completamente onesta, fiduciosamente mi recai all'appuntamento all'agenzia e presentai con l'ausilio della mia commercialista, la documentazione con cui mi opponevo alla richiesta di adeguamento (che comportava il pagamento di qualche migliaio di euro)... Con molto rammarico e rabbia, scopro cosi' che - nonostante la Costituzione italiana sancisca che si e' innocenti fino a prova contraria - grazie agli Studi di Settore un contribuente e' considerato evasore (cioe' criminale, cioe' colpevole) fino a prova contraria. Scopro cioe' che i cosiddetti Studi di Settore sono un crimine legalizzato, almeno quando vengono applicati in modo irresponsabile e pedissequo (la prassi). Il paradosso di tutto questo sistema e' che un contribuente onesto non puo' guadagnare meno di quanto un sistema meccanico e impersonale stabilisce. E se si trova in tale condizione, viene letteralmente punito, con la richiesta del pagamento di ingenti somme, somme che per quell'anno o per quegli anni, non ha mai incassato, mai visto. Io nell'anno 2002 avevo per giunta lavorato per un cliente che poi, nonostante le fatture, non aveva saldato. Le evidenze di cio' sono state persentate all'agenzia... Ma niente: oltre il danno, la beffa! Cosi' ecco: un uomo e' onesto, ma dato che non ha guadagnato abbastanza, viene punito perche' l'Agenzia delle Entrate lo giudica evasore, lo giudica un criminale, cosi' dicono i "numeri". Ma le persone non sono "numeri", non sono "cose" e non sono "macchine". Questo sistema, che nasce per combattere l'evasione, diviene cosi' una coercizione criminale, ma legale, del cittadino onesto. Perche' potendolo evitare solo uno sciocco, e non un vero evasore, presenterebbe una dichiarazione dei redditi inferiore alle stime degli Studi di Settore. Ma anzi il vero evasore presenterebbe scritture contabili perfette e un reddito impeccabilmente congruo e coerente, ad arte, e si intascherebbe il resto. Gia' perche' chi e' congruo e coerente non corre nemmeno il rischio di un accertamento! Cosi' si torna al punto di partenza, come si dice proprio sul sito dell'agenzia: "Il sistema tributario dei primi anni settanta aveva ancorato la determinazione del reddito d'impresa e di lavoro autonomo alle risultanze delle scritture contabili. [... ] Si realizzava cosi' il paradosso per cui il sistema finiva per privilegiare il contribuente-evasore, che pero' aveva fatto attenzione a tenere in regola le scritture contabili, penalizzando invece il contribuente che pagava interamente tutte le sue tasse, ma che aveva semplicemente dimenticato di ottemperare ad alcune regole formali, come ad esempio la vidimazione di un registro contabile. " (http://www.agenziaentrate.gov. it/settore/guida2005/#perche). Ma il povero e sciocco onesto contribuente no, lui dichiara tutto, fino all'ultima lira, non si mette da parte nulla, perche' anziche' fare il nero preferisce pagare le tasse, e quando non ce la fa ecco l'Agenzia delle Entrate a chiedergli di piu'! E non basta mostrare di avere le carte in regola, non basta mettere a nudo le proprie difficolta' e le evidenze di un conto corrente in rosso, non basta che non vi sia alcuna evidenza che possa metterne in dubbio l'onesta', non basta che la sua non sia una famiglia benestante, non basta... Lui e' considerato un criminale e deve pagare per questo. E cosi' questo sistema si trasforma in una perfetta garanzia d'impunita' per gli evasori e in un'impeccabile sistema per mettere chi non guadagna abbastanza in difficolta' ancora maggiori. Conosco altri contribuenti onesti (ebbene si' esistono!), che hanno pagato silenziosamente l'esosa richiesta dell'Agenzia delle Entrate, basata sui fantomatici Studi di Settore, non perche' avessero evaso, ma perche' consapevoli che ogni speranza di difesa sarebbe stata nulla, dinanzi ad un'entita' a cui si deve dimostrare fino a prova contraria - incostituzionalmente - di "non essere colpevoli". Ma come si puo' dimostrare una cosa del genere? Che follia e' questa? Se un uomo e' stato onesto, non avra' scheletri nell'armadio, non avra' fatture false, non avra' carte alterate... Come puo' allora un uomo onesto dimostrare che e' onesto, se il solo esserlo stato (e percio' avere semplicemente le "carte in regola") non e' sufficiente? E ci sono addirittura casi in cui "non ci sono attenuanti" (ecco di nuovo il contribuente tacciato di criminale prima di ogni altra cosa). E se per certi settori non ci sono attenuanti, come si fa a "difendersi"?! L'ultima spiaggia sarebbe dunque il tribunale, ma chi puo' permettersi le spese? Ecco un altro motivo per cui tanti finiscono col pagare in silenzio. Questo non e' certamente un sistema giusto, non e' etico. E' l'apoteosi della mortificazione dell'onesta'. Gli Studi di Settore dovrebbero essere solo un campanello per l'Agenzia delle Entrate e nulla di piu'. In caso di non congruita' e/o non coerenza, e' senz'altro opportuno andare a vedere che succede. Ma quando questo sistema fa si' che un uomo onesto venga additato come evasore - e percio' criminale - e per di piu' costretto a pagare per soldi che non ha mai incassato, allora il sistema stesso diventa criminale. Per quante persone disoneste ci siano la' fuori, esistono ancora persone oneste. E il sistema dovrebbe garantirle, non punirle. Sarebbe davvero molto bello che qualcuno che ne abbia la possibilita' finalmente, dopo piu' di dieci anni dall'introduzione di questo balordo sistema, avesse il coraggio di denunciare pubblicamente questo abuso. Con i migliori saluti.
Stefania, da Firenze
- mancato di fare una fattura. Sono stata onesta fino alla nausea rifiutandomi categoricamente di "fare il nero" e dichiarando fino all'ultimo centesimo. Nel 2002 non sono stata "congrua" pur non avendo fatto, come ho scritto sopra, un centesimo di "nero". Buona parte della non congruita' e' stata dovuta non a introiti reali, ma all'ammortamento dei beni ammortizzabili (essenzialmente uno scooter e un computer). Quando la mia commercialista mi disse "non sei congrua" non avevo letteralmente idea del significato e delle conseguenze. Avevo guadagnato veramente poco quell'anno. Comunque sia, poche settimane fa arriva l'avviso dell'Agenzia delle Entrate. Sapendo che non avevo nulla da nascondere e che ero stata completamente onesta, fiduciosamente mi recai all'appuntamento all'agenzia e presentai con l'ausilio della mia commercialista, la documentazione con cui mi opponevo alla richiesta di adeguamento (che comportava il pagamento di qualche migliaio di euro)... Con molto rammarico e rabbia, scopro cosi' che - nonostante la Costituzione italiana sancisca che si e' innocenti fino a prova contraria - grazie agli Studi di Settore un contribuente e' considerato evasore (cioe' criminale, cioe' colpevole) fino a prova contraria. Scopro cioe' che i cosiddetti Studi di Settore sono un crimine legalizzato, almeno quando vengono applicati in modo irresponsabile e pedissequo (la prassi). Il paradosso di tutto questo sistema e' che un contribuente onesto non puo' guadagnare meno di quanto un sistema meccanico e impersonale stabilisce. E se si trova in tale condizione, viene letteralmente punito, con la richiesta del pagamento di ingenti somme, somme che per quell'anno o per quegli anni, non ha mai incassato, mai visto. Io nell'anno 2002 avevo per giunta lavorato per un cliente che poi, nonostante le fatture, non aveva saldato. Le evidenze di cio' sono state persentate all'agenzia... Ma niente: oltre il danno, la beffa! Cosi' ecco: un uomo e' onesto, ma dato che non ha guadagnato abbastanza, viene punito perche' l'Agenzia delle Entrate lo giudica evasore, lo giudica un criminale, cosi' dicono i "numeri". Ma le persone non sono "numeri", non sono "cose" e non sono "macchine". Questo sistema, che nasce per combattere l'evasione, diviene cosi' una coercizione criminale, ma legale, del cittadino onesto. Perche' potendolo evitare solo uno sciocco, e non un vero evasore, presenterebbe una dichiarazione dei redditi inferiore alle stime degli Studi di Settore. Ma anzi il vero evasore presenterebbe scritture contabili perfette e un reddito impeccabilmente congruo e coerente, ad arte, e si intascherebbe il resto. Gia' perche' chi e' congruo e coerente non corre nemmeno il rischio di un accertamento! Cosi' si torna al punto di partenza, come si dice proprio sul sito dell'agenzia: "Il sistema tributario dei primi anni settanta aveva ancorato la determinazione del reddito d'impresa e di lavoro autonomo alle risultanze delle scritture contabili. [... ] Si realizzava cosi' il paradosso per cui il sistema finiva per privilegiare il contribuente-evasore, che pero' aveva fatto attenzione a tenere in regola le scritture contabili, penalizzando invece il contribuente che pagava interamente tutte le sue tasse, ma che aveva semplicemente dimenticato di ottemperare ad alcune regole formali, come ad esempio la vidimazione di un registro contabile. " (http://www.agenziaentrate.gov. it/settore/guida2005/#perche). Ma il povero e sciocco onesto contribuente no, lui dichiara tutto, fino all'ultima lira, non si mette da parte nulla, perche' anziche' fare il nero preferisce pagare le tasse, e quando non ce la fa ecco l'Agenzia delle Entrate a chiedergli di piu'! E non basta mostrare di avere le carte in regola, non basta mettere a nudo le proprie difficolta' e le evidenze di un conto corrente in rosso, non basta che non vi sia alcuna evidenza che possa metterne in dubbio l'onesta', non basta che la sua non sia una famiglia benestante, non basta... Lui e' considerato un criminale e deve pagare per questo. E cosi' questo sistema si trasforma in una perfetta garanzia d'impunita' per gli evasori e in un'impeccabile sistema per mettere chi non guadagna abbastanza in difficolta' ancora maggiori. Conosco altri contribuenti onesti (ebbene si' esistono!), che hanno pagato silenziosamente l'esosa richiesta dell'Agenzia delle Entrate, basata sui fantomatici Studi di Settore, non perche' avessero evaso, ma perche' consapevoli che ogni speranza di difesa sarebbe stata nulla, dinanzi ad un'entita' a cui si deve dimostrare fino a prova contraria - incostituzionalmente - di "non essere colpevoli". Ma come si puo' dimostrare una cosa del genere? Che follia e' questa? Se un uomo e' stato onesto, non avra' scheletri nell'armadio, non avra' fatture false, non avra' carte alterate... Come puo' allora un uomo onesto dimostrare che e' onesto, se il solo esserlo stato (e percio' avere semplicemente le "carte in regola") non e' sufficiente? E ci sono addirittura casi in cui "non ci sono attenuanti" (ecco di nuovo il contribuente tacciato di criminale prima di ogni altra cosa). E se per certi settori non ci sono attenuanti, come si fa a "difendersi"?! L'ultima spiaggia sarebbe dunque il tribunale, ma chi puo' permettersi le spese? Ecco un altro motivo per cui tanti finiscono col pagare in silenzio. Questo non e' certamente un sistema giusto, non e' etico. E' l'apoteosi della mortificazione dell'onesta'. Gli Studi di Settore dovrebbero essere solo un campanello per l'Agenzia delle Entrate e nulla di piu'. In caso di non congruita' e/o non coerenza, e' senz'altro opportuno andare a vedere che succede. Ma quando questo sistema fa si' che un uomo onesto venga additato come evasore - e percio' criminale - e per di piu' costretto a pagare per soldi che non ha mai incassato, allora il sistema stesso diventa criminale. Per quante persone disoneste ci siano la' fuori, esistono ancora persone oneste. E il sistema dovrebbe garantirle, non punirle. Sarebbe davvero molto bello che qualcuno che ne abbia la possibilita' finalmente, dopo piu' di dieci anni dall'introduzione di questo balordo sistema, avesse il coraggio di denunciare pubblicamente questo abuso. Con i migliori saluti.
Stefania, da Firenze
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