Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 maggio 2005
Domanda 21 maggio 2005
Salve, splendido servizio quello che fornite. Vi chiedo anche io un parere. Un mio amico vende casa tramite un'agenzia immobiliare. Lui accetta e firma una buona proposta che il compratore, tramite l'agenzia, gli offre ma il potenziale acquirente cambia idea dopo qualche giorno dall'accettazione (comunicatagli dall'agenzia). Il mio amico (venditore) e' costretto a riconoscere comunque all'agenzia il compenso (clausola specificata nel contratto di incarico con l'agenzia). Allarmata da questa vicenda, volendo io stessa vendere la mia casa, propongo ad un'agenzia di inserire una clausola nel contratto (incarico) di vendita ma mi viene risposto che e' una clausola vessatoria. La clausola che volevo scrivere e' che il compenso sara' riconosciuto solo al compromesso e solo in caso di firma dello stesso. Ok Ci ho riflettuto un attimo e temo che, forse, l'agenzia abbia ragione dal momento che la proposta d'acquisto, una volta firmata, dovrebbero essere considerata espressione della volonta' di vendita. Ma le domande che Vi pongo sono: se dovesse accadermi quello che e' accaduto al mio amico non ci sono scappatoie? Dovro' ripagare l'agenzia tutte le volte che un potenziale acquirente si tirera' indietro? Ma se le cose stanno cosi', dal momento che se nella proposta anziche' scrivere "caparra confirmatoria" si scrivesse "acconto" il potenziale acquirente avrebbe diritto alla restituzione dello stesso, un'agenzia senza scrupoli non potrebbe organizzarsi con finti compratori e truffare i venditori? Come faccio a fidarmi?
Patrizia, da Ardea

Risposta ADUC
La proposta d'acquisto e' vincolante per l'acquirente e in caso di recesso e' tenuta a pagare una penale, che puo' coincidere con la caparra. Infatti, se sulla proposta ci fosse scritto acconto, l'acquirente non e' esentato dalla penale, che se non indicata sul contratto, sara' determinata in altro modo, in estrema ratio da un giudice.
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