Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 maggio 2005
Mia moglie ha 31 anni ed e' laureata in Psicologia. Purtroppo, essendo romena, ha difficolta' a far riconoscere i suoi titoli in Italia, sia quello di laurea ma anche semplicemente quello di diploma di scuola media superiore. Volendo fare un corso di formazione regionale o statale, non puo' accedere se non ai corsi per cui basta la scuola dell'obbligo: tutti gli altri corsi per cui serve un diploma o la laurea le sono preclusi. Mia moglie vorrebbe iscriversi nel prossimo mese di ottobre al corso di Scienze Infermieristiche, ma a questo punto le speranze che possa farlo davvero mi paiono veramente scarse. Pur essendo passata in Romania attraverso gli uffici dell'Universita' e dei Ministeri romeni necessari per convalidare, ufficializzare, tradurre, a postillare i suoi titoli di studio (non vi dico con quale fatica), adesso si trova davanti ad un ostacolo insormontabile e disperante: l'Ambasciata Italiana a Bucarest. Infatti, deve prenotare un appuntamento presso l'Ambasciata Italiana per ottenere, in base ai documenti che presentera', quella che si chiama "Dichiarazione di Valore" e con la quale potra' presentare domanda alle Universita' italiane per l'equipollenza dei titoli di studio. In pratica l'ambasciata italiana dichiara che il tale signore ha conseguito un titolo di studio in quel tale Paese straniero. L'universita' italiana, in base al titolo presentato, agli esami, ai programmi di studio dettagliati nella documentazione, decide poi se convalidare l'intero corso di studi, una parte, se richiedere di sostenere una tesi in Italia, ecc. Prenotarsi all'ambasciata italiana e' (almeno ufficialmente) possibile solo via Internet. Chiunque a prima vista rimarrebbe stupito dalla modernita' del metodo utilizzato: la burocrazia italiana efficiente come quella svizzera, roba da non crederci! Il problema consiste nel come e' purtroppo organizzato il servizio di prenotazioni. In questo aggiungo che sono ingegnere elettronico e ho un'esperienza ormai decennale in campo informatico, quindi anche qualche titolo per scriverne. Il sito Web che accetta le prenotazioni e' funzionante solo DUE (2) GIORNI ALL'ANNO. Uno in primavera ed uno in autunno. Quello di primavera e' oggi, 17 maggio 2005. In verita' il sito avrebbe dovuto essere aperto ieri, ma e' andato in tilt e allora l'hanno sospeso e riattivato (per modo di dire!) oggi. E' chiaro che tutti coloro che vogliono prenotarsi si collegano al sito dell'ambasciata italiana in pratica nello stesso momento, inabilitando il server web a rispondere alle richieste degli utenti. E' una delle forme in cui si realizza il "Denial of Service" (negazione del servizio): balza all'onore delle cronache quando viene usato per boicottare i siti internet di qualche multinazionale o di qualche governo ("Net Strike" o sciopero della Rete). In pratica e' come se l'ambasciata italiana si boicottasse da sola con uno bello sciopero organizzato da se stessa. Puo' provare chiunque oggi a cliccare sul sito dell'ambasciata: http://www.ambitalia.ro/ e poi sul menu "DICHIARAZIONE DI VALORE", il quale rimanda alla pagina: https: //consitalia. dicvalore. finsiel. ro. / lentissima o impossibile da scaricare. Al Ministero degli Esteri italiano rispondono che l'iter burocratico per giudicare la veridicita' dei titoli romeni presentati all'ambasciata di Bucarest e' lungo e delicato, perche' in Romania circolano molti titoli accademici falsificati. Quindi sono necessari tempi lunghi per finire le pratiche. Io non protesto contro la lunghezza dell'iter burocratico, ma solo per le modalita' di presentazione della pratica. Se solo l'ambasciata lasciasse aperto sempre (o quasi sempre) il sito interne di prenotazioni, ogni cittadino interessato potrebbe prenotarsi senza tanti problemi anche per un appuntamento piu' in la' nel tempo, magari tra 10 o 15 mesi. Pero' almeno i tempi di attesa sarebbero certi e non aleatori cosi' come avviene adesso, la coda sarebbe meno iniqua di quanto non sia oggi, quando riusciranno a prenotarsi solo i pochi fortunati che forse si collegano dagli Internet Point piu' veloci e meglio serviti verso i Paesi dell'Est. Francamente non so se tutto cio' sia voluto dalle stesse Istituzioni italiane per evitare che gli immigrati stranieri accedano nel nostro Paese a posti di lavoro di livello piu' alto dei soliti muratore/badante/cameriera per non dire altro... O forse si tratta della cronica inefficienza della nostra burocrazia. Vedo pero' che nelle nazioni "progredite", come Francia, Germania o UK (per non parlare degli USA), le politiche sull'immigrazione tendono ad assumere stranieri altamente qualificati per progetti e produzioni "high tech". Qui da noi si continuano ad assumere manovalanza per fabbricare scarpe e fare concorrenza alla Cina... Una battaglia socio-economica persa in partenza. Comunque resto amareggiato nel constatare che, dopo anni di studi e di lavoro, le mie speranze e quelle di mia moglie in un futuro migliore per la famiglia che abbiamo formato piu' di un anno fa, possono essere frustrate a piacere da un qualsiasi impiegato dello Stato, italiano o romeno che sia. Cordiali saluti.
Domenico, da Verazze
Domenico, da Verazze
Risposta ADUC
Ringraziamo della sua lettera che pubblichiamo in Cara Aduc.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti