Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 maggio 2005
Domanda 16 maggio 2005
Mi chiamo Enrico e vi scrivo per chiedere una consulenza. Volevo esporvi un problema che e' capitato alla mia famiglia: anni fa (1991) chiedemmo un prestito ad una banca di circa 105.000.000 delle vecchie lire dilazionato in 10 anni. Purtroppo le cose non andarono come avevamo previsto e spesso ci trovammo a non avere i soldi per la scadenza "esatta" dei pagamenti che furono, per questa ragione, differenziati nel tempo. Al 1997 restituimmo alla banca 118.000.000 di lire (e' una cifra comprensiva di tutte le quote pagate fino a quell'anno) e nel 2001 raggiungemmo i 206.000.000 di lire (sempre considerando la cifra complessiva). Dunque in 10 anni la cifra da noi pagata per estinguere il debito risulta quasi raddoppiata!!! Certo, ripeto, le rate non sono state pagate tutte alla scadenza precisa ma, in ogni caso, mi pare eccessivo. Non basta quest'anno 2005 la banca ha mandato una lettera chiedendo altri soldi: 70.000 euro in piu' oltre quelli versati causa ritardo pagamenti!!! Mettendoci, fra l'altro, in una condizione molto spiacevole di minaccia in quanto la nostra casa era stata ipotecata per il prestito e dunque puo' essere messa all'asta altrimenti. La cifra e' diventata piu' di 3 volte tanto quello da noi richiesto!!! Tutto questo noi possiamo provarlo. Vi chiedo: e' possibile applicare gli estremi per l'usura? In quanto noi non ne possiamo piu' di pagare crediamo di aver gia' restituito una somma sufficientemente congrua alla cifra richiesta e, nonostante il torto di non aver pagato regolarmente, crediamo di aver gia' pagato la nostra mancanza. Vi ringrazio in anticipo. Cordiali saluti.
Enrico, da Cagliari

Risposta ADUC
Le cifre pretese dalla banca sembrano eccessive, ma siccome non acconsentiranno alle sue richieste (annullamento o riduzione delle ultime richieste), le conviene ricorrere immediatamente ad un legale esperto in materia finanziaria per chiedere un parere professionale e valutare insieme l'opportunità' di agire in giudizio.
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