Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 novembre 2000
Gentili Signori,
nel 1987 accesi un mutuo ipotecario-prima casa con la Banca Nazionale del Lavoro (filiale di Bari). Chiesi 80 milioni che, in rapporto al valore doppio dell'appartamento, mi furono concessi nel settembre 1987. Mi correggo, la Banca mi concesse nominalmente 80 milioni ma mi accredito’, sul conto corrente che mi imposero di aprire da loro, 75.200.000. Si giustificarono col dirmi che trattenevano gli "interessi di pre-ammortamento" per il periodo settembre/dicembre 1987. A malincuore dovetti accettare. Mi chiedo ora: e’ legale pagare interessi su 80.000.000- avendone ricevuti 75.200.000? Ma non e’ solo questo il motivo del mio scrivere a Voi! Il tasso (fisso) che mi offri’ (anzi mi impose) la BNL fu del 14, 25% annuo, per 15 anni.
Insomma per aver ricevuto 75, 200 milioni di lire, avrei dovuto pagare in 15 anni la somma di 201.044.400 lire (quasi tre volte) perche’ le rate semestrali sarebbero state di £.-6.541.460-cadauna. Avevo bisogno di quel mutuo ed accettai anche che prendessero un'ipoteca sull'intero immobile che gia’ dalla loro perizia valeva il doppio. E cosi’ ho fatto! Ho sempre pagato puntualmente le semestralita’ richieste. Nel 1997, venuta fuori la Legge sull'usura (108/96) e, verificato che i tassi di interesse bancario per mutui immobiliari erano stati ridimensionati (ribassati), chiesi ai funzionari della BNL di rinegoziare il mutuo. Mi fu risposto che loro non rinegoziavano i tassi e che comunque, il tasso del mio mutuo era "fisso": che quindi non avrei avuto diritto ad abbassarlo. Forse per poca esperienza o perche’ do facilmente credito ai miei interlocutori, accettai le loro ragioni e "mi misi l'animo in pace".
Provai a fare comunque la stessa domanda nel '98 e poi nel '99, nel tentativo di ottenere uno sconto al tasso che intanto (14, 25%) era diventato quadruplo o pentuplo rispetto ai tassi bancari per mutui del momento. Mi risposero allo stesso modo, accampando le stesse ragioni del 1997. Ho continuato dunque a pagare quelle semestralita’ onerose (sempre al tasso del 14, 25%) finche’, quest'anno, (quindi a gennaio 2000), essendo venuto in possesso di una piccola eredita’, ho preferito estinguere anzi tempo il mutuo. Ho versato un saldo di circa 33 milioni di lire, per non pagare, le ultime sei semestralita’ (fino al 2002) che mi avrebbero costretto ad un esborso di circa 40 milioni.
Recentemente sono venuto a conoscenza di una SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE (la n° 5.286 del 22 aprile 2000) imponente alle Banche che non avevano rispettato il limite del tasso di usura (tasso di sconto del momento + fino al 50% dello stesso) la restituzione delle somme riscosse contro legge ed ante legge 108/96.
Facendo dei calcoli inerenti al mio mutuo, ho veramente versato tanti milioni in piu’ che la BNL ha preso da me senza battere ciglio, ed ha continuato a pretenderli anche dopo il 1996, cioe’ dopo il varo della Legge 108/96.
VI CHIEDO CORTESEMENTE:
1) potreste darmi indicazioni sul come fare per ritornare in possesso del tanto denaro in piu’ versato, con grandi sacrifici e privazioni?
2) devo assolutamente avviare un'azione legale privata?
3) non c'e’ modo di far rispettare il mio diritto in maniera rapida ed efficace, senza lunghi e sfiancanti contenziosi?
4) e quei 4.800.000 iniziali mai avuti, veramente entrano nella somma (80.000.000) sulla quale ho pagato il mutuo? Non avrei dovuto pagare sul 75.200.000 lire?
Vi sarei infinitamente grato se rispondeste, e possibilmente presto, a questi miei quesiti. Confidando nella sensibilizzazione al mio caso, resto in attesa di un Vostro prezioso riscontro e formulo i miei piu’ distinti saluti.
nel 1987 accesi un mutuo ipotecario-prima casa con la Banca Nazionale del Lavoro (filiale di Bari). Chiesi 80 milioni che, in rapporto al valore doppio dell'appartamento, mi furono concessi nel settembre 1987. Mi correggo, la Banca mi concesse nominalmente 80 milioni ma mi accredito’, sul conto corrente che mi imposero di aprire da loro, 75.200.000. Si giustificarono col dirmi che trattenevano gli "interessi di pre-ammortamento" per il periodo settembre/dicembre 1987. A malincuore dovetti accettare. Mi chiedo ora: e’ legale pagare interessi su 80.000.000- avendone ricevuti 75.200.000? Ma non e’ solo questo il motivo del mio scrivere a Voi! Il tasso (fisso) che mi offri’ (anzi mi impose) la BNL fu del 14, 25% annuo, per 15 anni.
Insomma per aver ricevuto 75, 200 milioni di lire, avrei dovuto pagare in 15 anni la somma di 201.044.400 lire (quasi tre volte) perche’ le rate semestrali sarebbero state di £.-6.541.460-cadauna. Avevo bisogno di quel mutuo ed accettai anche che prendessero un'ipoteca sull'intero immobile che gia’ dalla loro perizia valeva il doppio. E cosi’ ho fatto! Ho sempre pagato puntualmente le semestralita’ richieste. Nel 1997, venuta fuori la Legge sull'usura (108/96) e, verificato che i tassi di interesse bancario per mutui immobiliari erano stati ridimensionati (ribassati), chiesi ai funzionari della BNL di rinegoziare il mutuo. Mi fu risposto che loro non rinegoziavano i tassi e che comunque, il tasso del mio mutuo era "fisso": che quindi non avrei avuto diritto ad abbassarlo. Forse per poca esperienza o perche’ do facilmente credito ai miei interlocutori, accettai le loro ragioni e "mi misi l'animo in pace".
Provai a fare comunque la stessa domanda nel '98 e poi nel '99, nel tentativo di ottenere uno sconto al tasso che intanto (14, 25%) era diventato quadruplo o pentuplo rispetto ai tassi bancari per mutui del momento. Mi risposero allo stesso modo, accampando le stesse ragioni del 1997. Ho continuato dunque a pagare quelle semestralita’ onerose (sempre al tasso del 14, 25%) finche’, quest'anno, (quindi a gennaio 2000), essendo venuto in possesso di una piccola eredita’, ho preferito estinguere anzi tempo il mutuo. Ho versato un saldo di circa 33 milioni di lire, per non pagare, le ultime sei semestralita’ (fino al 2002) che mi avrebbero costretto ad un esborso di circa 40 milioni.
Recentemente sono venuto a conoscenza di una SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE (la n° 5.286 del 22 aprile 2000) imponente alle Banche che non avevano rispettato il limite del tasso di usura (tasso di sconto del momento + fino al 50% dello stesso) la restituzione delle somme riscosse contro legge ed ante legge 108/96.
Facendo dei calcoli inerenti al mio mutuo, ho veramente versato tanti milioni in piu’ che la BNL ha preso da me senza battere ciglio, ed ha continuato a pretenderli anche dopo il 1996, cioe’ dopo il varo della Legge 108/96.
VI CHIEDO CORTESEMENTE:
1) potreste darmi indicazioni sul come fare per ritornare in possesso del tanto denaro in piu’ versato, con grandi sacrifici e privazioni?
2) devo assolutamente avviare un'azione legale privata?
3) non c'e’ modo di far rispettare il mio diritto in maniera rapida ed efficace, senza lunghi e sfiancanti contenziosi?
4) e quei 4.800.000 iniziali mai avuti, veramente entrano nella somma (80.000.000) sulla quale ho pagato il mutuo? Non avrei dovuto pagare sul 75.200.000 lire?
Vi sarei infinitamente grato se rispondeste, e possibilmente presto, a questi miei quesiti. Confidando nella sensibilizzazione al mio caso, resto in attesa di un Vostro prezioso riscontro e formulo i miei piu’ distinti saluti.
Risposta ADUC
Per cio' che concerne la cifra nominale e pre-ammortamento, potrebbe essere regolare o meno: dipende da come e' stato strutturato il contratto. Puo' -trasmettendo tutti gli atti del caso- inviare all'Ombudsman bancario (Via delle Botteghe Oscure 46, 00187 Roma) una richiesta di valutazione e intervento in merito.
Per quanto concerne la sentenza, si trattava di uno specifico caso che e' stato interpretato da alcuni in modo favorevole, mentre in realta' ha un contenuto piuttosto fumoso. Di quelli precedenti simili al suo -e accolti-, pur se rari ci sono: valuti se e' il caso di intentare causa e rischiare, visto che il risultato non e' scontato. L'interpretazione che vede la legge del '96 come retroattiva, difatti, non ci sembra corretta rispetto al dettato effettivo della norma. Dunque, e' un rischio.
Per quanto concerne la sentenza, si trattava di uno specifico caso che e' stato interpretato da alcuni in modo favorevole, mentre in realta' ha un contenuto piuttosto fumoso. Di quelli precedenti simili al suo -e accolti-, pur se rari ci sono: valuti se e' il caso di intentare causa e rischiare, visto che il risultato non e' scontato. L'interpretazione che vede la legge del '96 come retroattiva, difatti, non ci sembra corretta rispetto al dettato effettivo della norma. Dunque, e' un rischio.
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