Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 maggio 2005
Non allego i fax, al messaggio aggiungo che da un collega dell'Universita' mi e' stato affidato un altro registratore con i rilievi del quale posso verificare i dati ENEL, se si degneranno di inviarmeli. Saluti.
Furio
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Nella speranza di riuscire a tutelare sia i miei interessi che quelli dei cittadini tutti, sempre più inermi, mi sono trovato costretto a diffidare la Società ENEL, e a comunicare a chi mi legge per conoscenza, la seguente successione di episodi. O dicembre 2004: In seguito a ripetuti inconvenienti occorsi alla caldaia di nuova installazione chiedo telefonicamente la possibilità di effettuare registrazioni delle caratteristiche della tensione che mi viene fornita: dopo diverse chiamate un operatore afferma che verranno fatti controlli sia nella cabina di trasformazione che al contatore. Nei giorni successivi attendo inutilmente un contatto. O febbraio 2005: l'evoluzione della situazione porta alla sostituzione della caldaia da parte del fabbricante, l'immediato ripresentarsi degli stessi problemi mi obbliga a richiedere in modo deciso a ENEL la registrazione della fornitura di energia, soltanto in questo periodo vengo a sapere che devo formalmente chiedere tale registrazione tramite la restituzione via fax di un modulo firmato, in cui mi faccio carico del pagamento dell'importo di 97 euro nell'eventualità che dalla registrazione emergesse la correttezza della fornitura di energia secondo la norma CEI EN50160. O 24/2/2005: avviene il collegamento del registratore. Il 3/3/2005 avviene un primo prelievo di dati, dietro mia richiesta la registrazione prosegue fino al 7/3/05, data in cui viene rimosso il registratore. O 12/3/05: ricevo una lettera, inviata l'8/3/05, in cui si afferma che, vista la regolarità della fornitura, devo pagare i 97 euro di costo della registrazione. O 16/3/05: invio un fax al numero 800900150 in cui faccio notare la prossimità tra la data in cui è avvenuta la rimozione del registratore e quella in cui si è chiesto il pagamento del servizio richiesto. Nello stesso fax chiedo di poter ricevere i dati in possesso di ENEL per confrontarli con quelli in mio possesso registrati con altra strumentazione. O 29/3/05: non ricevendo nessuna notizia telefono al 800900800 chiedendo conferma dell'invio del fax del 16/3/05, l'operatore sostiene che detto fax non è mai arrivato a ENEL. Immediatamente invio il fax di sollecito, da due fax diversi, verificando nei giorni successivi, sempre tramite chiamate ripetute al 800900800, la ricezione del fax, e chiarendo all'operatore la mia precisa volontà di ricevere i dati rilevati da ENEL. In entrambi i fax ho suggerito a ENEL di astenersi dal procedere al prelievo dell'importo di 97 euro prima dell'avvenuto confronto tra le due diverse serie di dati. Ad oggi i problemi presenti sulla caldaia a causa delle variazioni della tensione di alimentazione sono stati risolti dal costruttore, non da ENEL. Concludendo faccio notare che un normale cittadino non può essere in possesso degli strumenti che ho utilizzato io, difficilmente può essere in possesso delle informazioni che ho utilizzato io, non necessariamente ha le conoscenze tecniche che ho io, in quanto lavoro in un ambiente dove si fa ricerca a livello universitario. E' quindi molto semplice essere portati a pensare che ENEL, visto che misura con strumenti di sua proprietà, installati da personale da essa dipendente, una fornitura di cui è essa stessa responsabile, "tenda" a ritenere che detta fornitura sia sempre e comunque rispondente alle normative. Il normale cittadino non ha nessun mezzo per opporsi a tutto questo. Oltretutto la normativa vigente (in parte giustamente, per motivi tecnicamente validi), sembra fatta apposta per tutelare il fornitore di energia, ma troppo poco l'utente, decisamente assimilabile, in presenza di episodi di questo genere, a un suddito. Grazie.
Furio
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Nella speranza di riuscire a tutelare sia i miei interessi che quelli dei cittadini tutti, sempre più inermi, mi sono trovato costretto a diffidare la Società ENEL, e a comunicare a chi mi legge per conoscenza, la seguente successione di episodi. O dicembre 2004: In seguito a ripetuti inconvenienti occorsi alla caldaia di nuova installazione chiedo telefonicamente la possibilità di effettuare registrazioni delle caratteristiche della tensione che mi viene fornita: dopo diverse chiamate un operatore afferma che verranno fatti controlli sia nella cabina di trasformazione che al contatore. Nei giorni successivi attendo inutilmente un contatto. O febbraio 2005: l'evoluzione della situazione porta alla sostituzione della caldaia da parte del fabbricante, l'immediato ripresentarsi degli stessi problemi mi obbliga a richiedere in modo deciso a ENEL la registrazione della fornitura di energia, soltanto in questo periodo vengo a sapere che devo formalmente chiedere tale registrazione tramite la restituzione via fax di un modulo firmato, in cui mi faccio carico del pagamento dell'importo di 97 euro nell'eventualità che dalla registrazione emergesse la correttezza della fornitura di energia secondo la norma CEI EN50160. O 24/2/2005: avviene il collegamento del registratore. Il 3/3/2005 avviene un primo prelievo di dati, dietro mia richiesta la registrazione prosegue fino al 7/3/05, data in cui viene rimosso il registratore. O 12/3/05: ricevo una lettera, inviata l'8/3/05, in cui si afferma che, vista la regolarità della fornitura, devo pagare i 97 euro di costo della registrazione. O 16/3/05: invio un fax al numero 800900150 in cui faccio notare la prossimità tra la data in cui è avvenuta la rimozione del registratore e quella in cui si è chiesto il pagamento del servizio richiesto. Nello stesso fax chiedo di poter ricevere i dati in possesso di ENEL per confrontarli con quelli in mio possesso registrati con altra strumentazione. O 29/3/05: non ricevendo nessuna notizia telefono al 800900800 chiedendo conferma dell'invio del fax del 16/3/05, l'operatore sostiene che detto fax non è mai arrivato a ENEL. Immediatamente invio il fax di sollecito, da due fax diversi, verificando nei giorni successivi, sempre tramite chiamate ripetute al 800900800, la ricezione del fax, e chiarendo all'operatore la mia precisa volontà di ricevere i dati rilevati da ENEL. In entrambi i fax ho suggerito a ENEL di astenersi dal procedere al prelievo dell'importo di 97 euro prima dell'avvenuto confronto tra le due diverse serie di dati. Ad oggi i problemi presenti sulla caldaia a causa delle variazioni della tensione di alimentazione sono stati risolti dal costruttore, non da ENEL. Concludendo faccio notare che un normale cittadino non può essere in possesso degli strumenti che ho utilizzato io, difficilmente può essere in possesso delle informazioni che ho utilizzato io, non necessariamente ha le conoscenze tecniche che ho io, in quanto lavoro in un ambiente dove si fa ricerca a livello universitario. E' quindi molto semplice essere portati a pensare che ENEL, visto che misura con strumenti di sua proprietà, installati da personale da essa dipendente, una fornitura di cui è essa stessa responsabile, "tenda" a ritenere che detta fornitura sia sempre e comunque rispondente alle normative. Il normale cittadino non ha nessun mezzo per opporsi a tutto questo. Oltretutto la normativa vigente (in parte giustamente, per motivi tecnicamente validi), sembra fatta apposta per tutelare il fornitore di energia, ma troppo poco l'utente, decisamente assimilabile, in presenza di episodi di questo genere, a un suddito. Grazie.
Risposta ADUC
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