Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 novembre 2000
Domanda 12 novembre 2000
Vorrei tornare, se lo permettete, su un argomento gia’ ampiamente trattato in "Cara Aduc". Sto parlando della societa’ di vendita di fondi pensione che aggancia clienti utilizzando una particolare tecnica di marketing che consiste nel contatto personale tra un "mediatore" ed il possibile cliente, al quale viene prospettata la possibilita’ di ottenere consistenti guadagni entrando nella rete di distribuzione della societa’. Seguono i "seminari di formazione" a pagamento, l'eventuale acquisto di un fondo, etc.
A questo proposito, vorrei chiedere:
- non esistono, al di la’ della normale correttezza, norme che impongono al mediatore di avvisare il "cliente" che gli sara’ offerto un prodotto previdenziale? E' corretto giuridicamente "mescolare" la tentata vendita di un prodotto con una "offerta di lavoro"?
- Esistono in giurisprudenza sentenze sui famigerati "multilevel" o sui "marketing networks" che possano fare chiarezza su cosa e’ lecito fare e dire in queste circostanze da parte del "mediatore"?
- Vorrei segnalare, inoltre, su come sia difficile estorcere alle persone "entrate nel giro" qualche informazione su come sia organizzato e di che tipo di inquadramento offra il network in questione. Mi sembra di capire che, dopo un periodo di inquadramento come collaboratore occasionale, sia richiesta al "mediatore" l'apertura di una partita IVA; in caso contrario, mi e’ sembrato di capire che viene bloccato il versamento delle provvigioni. Sara’ vero o falso? E soprattutto, e’ legale farlo? Benche’ il vostro sito non si occupi di diritto del lavoro, mi sembra giusto segnalare anche questa "voce" che ho raccolto, del quale mi auguro la non veridicita’.
Spero che, in futuro, emergano tramite il vostro sito, testimonianze ed analisi piu’ obiettive dei messaggi inviati dai "soldatini" addestrati alle conventions, ai quali mi permetto di consigliare il laico esercizio del dubbio.

Risposta ADUC
La ringraziamo per averci contattato e aver espresso dubbi, sicuramente fondati. Per quanto concerne la liceita' o meno di "mischiare" offerta di lavoro e offerta di vendita, tutto sta in cosa effettivamente risulta. Il sistema sviluppato sembra strutturato, per la societa', in modo sufficientemente tutelativo. Anche se non si possono escludere altri pareri -su casi specifici e non in astratto- di eventuali organi giudicanti. Non conosciamo la situazione del multilevel: possiamo solo dirle che dal punto di vista civile, non ci sembra ci sia una gran giurisprudenza: di solito queste storie, se affrontate a livello giudiziario, ci sembra finiscano in penale. Per cio' che concerne il collaboratore, in alcuni casi neppure la partita Iva e' essere sufficiente a far percepire il dovuto. Ma, anche qui, tutto varia da caso a caso.
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