Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 settembre 1999
2-Sett-99
Spett.le A.D.U.C. il mio nome e' Enzo e sto scrivendovi questa e-mail in quanto presumo di essere vittima di una serie di raggiri fatti dalla Telecom. In data 14/05/1999 ho fatto installare in casa una linea telefonica ISDN, approfittando della promozione fatta da tale societa', la quale non richiedeva alcun costo di attivazione. Non volendo acquistare i costosissimi apparecchi digitali previsti per tale linea telefonica, mi veniva concesso l'uso di un adattatore che permette l'utilizzo di un qualunque telefono e modem analogico. Dopo circa 10 giorni, riscontravo alcuni difetti sulla linea in quanto non riuscivo a mantenere una conversazione telefonica o un collegamento ad Internet per piu' di 5 minuti. Telefonai allora al 182, per segnalare il mio guasto, e l'operatore mi riferiva che non vi erano guasti sulla linea, ma comunque mi mandava un tecnico a casa per controllare il mio adattatore; alche' fu fissato un appuntamento per la mattina del 01/06/1999, data in cui il tecnico doveva presentarsi tra le ore 08:00 e le ore 10:00. Quella mattina io non mi allontanai da casa, ma nonostante cio' non mi accorsi che qualcuno suono' al citofono. Verso le ore 12:00, quando decisi di andar via di casa perche' certo che non sarebbe venuto piu' nessuno, trovavo nella cassetta della posta un messaggio che attestava il passaggio del tecnico alle ore 09:00, allegato ad una fattura priva di importo che riportava la seguente dicitura: "PER MANCATO APPUNTAMENTO ADDEBITO QUOTA ACCESSO + TEMPO APP. ORE 08:00-10:00". Contattai nuovamente il 182 e fu preso un nuovo appuntamento per il giorno 03/06/1999, quando finalmente fu riparato il danno o, per meglio dire, mi fu sostituito l'adattatore difettoso. Ieri, 01/09/1999 mi fu recapitata la bolletta telefonica relativa al periodo LUGLIO-AGOSTO '99 dove erano riportate le seguenti voci:" LAVORI VARI - periodo 09/07/1999- £ 48400+IVA; INTERVENTO PER MANUTANZIONE - periodo 09/07/1999 - £ 50000+IVA, per un totale di £ 118080". Entrambi le voci riportavano la postilla A TALI ADDEBITI NON SI APPLICA IL REGOLAMENTO DI SERVIZIO PREVISTO DAL D.M. 197/97.
Immediatamente mi sono rivolto al 188 (servizio telefonico attivo per le delucidazioni sulle bollette) e, dopo aver parlato con due diversi operatori e avergli esposto il mio problema, mi veniva prima detto che tali voci si riferivano al mancato appuntamento, poi che l'importo era dovuto per la sostituzione dell'apparecchio, per giunta di proprieta' della Telecom.
Adirato per cio' che era successo, ho chiesto di poter disattivare la linea, ma mi e' stato detto che il contratto prevede una durata minima di un anno e che cio' e' possibile solo dietro il pagamento, in un unica soluzione, del canone mensile relativo al restante periodo contrattuale. A tal punto ho obbiettato dicendo che non ho mai preso visione del contratto e che per giunta tutto e' avvenuto per telefono; mi e' stato risposto che le condizioni contrattuali sono riportate sull'elenco telefonico, ma questo non mi e' stato mai recapitato.
A questo punto chiedo a Voi se e' giusto che io paghi l'importo £ 118080, sia se esso si riferisca alla sostituzione dell'apparecchio, sia se si riferisca al tempo impiegato dal tecnico per imbucare due bigliettini nella cassetta della posta, inoltre vorrei sapere se e' giusto dover sottostare a delle clausole di un contratto mai firmato. Nel caso in cui dovessi aver ragione, Vi chiedo gentilmente di fornirmi le indicazione per un eventuale ricorso.
Certo della Vostra attenzione, Vi ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
Spett.le A.D.U.C. il mio nome e' Enzo e sto scrivendovi questa e-mail in quanto presumo di essere vittima di una serie di raggiri fatti dalla Telecom. In data 14/05/1999 ho fatto installare in casa una linea telefonica ISDN, approfittando della promozione fatta da tale societa', la quale non richiedeva alcun costo di attivazione. Non volendo acquistare i costosissimi apparecchi digitali previsti per tale linea telefonica, mi veniva concesso l'uso di un adattatore che permette l'utilizzo di un qualunque telefono e modem analogico. Dopo circa 10 giorni, riscontravo alcuni difetti sulla linea in quanto non riuscivo a mantenere una conversazione telefonica o un collegamento ad Internet per piu' di 5 minuti. Telefonai allora al 182, per segnalare il mio guasto, e l'operatore mi riferiva che non vi erano guasti sulla linea, ma comunque mi mandava un tecnico a casa per controllare il mio adattatore; alche' fu fissato un appuntamento per la mattina del 01/06/1999, data in cui il tecnico doveva presentarsi tra le ore 08:00 e le ore 10:00. Quella mattina io non mi allontanai da casa, ma nonostante cio' non mi accorsi che qualcuno suono' al citofono. Verso le ore 12:00, quando decisi di andar via di casa perche' certo che non sarebbe venuto piu' nessuno, trovavo nella cassetta della posta un messaggio che attestava il passaggio del tecnico alle ore 09:00, allegato ad una fattura priva di importo che riportava la seguente dicitura: "PER MANCATO APPUNTAMENTO ADDEBITO QUOTA ACCESSO + TEMPO APP. ORE 08:00-10:00". Contattai nuovamente il 182 e fu preso un nuovo appuntamento per il giorno 03/06/1999, quando finalmente fu riparato il danno o, per meglio dire, mi fu sostituito l'adattatore difettoso. Ieri, 01/09/1999 mi fu recapitata la bolletta telefonica relativa al periodo LUGLIO-AGOSTO '99 dove erano riportate le seguenti voci:" LAVORI VARI - periodo 09/07/1999- £ 48400+IVA; INTERVENTO PER MANUTANZIONE - periodo 09/07/1999 - £ 50000+IVA, per un totale di £ 118080". Entrambi le voci riportavano la postilla A TALI ADDEBITI NON SI APPLICA IL REGOLAMENTO DI SERVIZIO PREVISTO DAL D.M. 197/97.
Immediatamente mi sono rivolto al 188 (servizio telefonico attivo per le delucidazioni sulle bollette) e, dopo aver parlato con due diversi operatori e avergli esposto il mio problema, mi veniva prima detto che tali voci si riferivano al mancato appuntamento, poi che l'importo era dovuto per la sostituzione dell'apparecchio, per giunta di proprieta' della Telecom.
Adirato per cio' che era successo, ho chiesto di poter disattivare la linea, ma mi e' stato detto che il contratto prevede una durata minima di un anno e che cio' e' possibile solo dietro il pagamento, in un unica soluzione, del canone mensile relativo al restante periodo contrattuale. A tal punto ho obbiettato dicendo che non ho mai preso visione del contratto e che per giunta tutto e' avvenuto per telefono; mi e' stato risposto che le condizioni contrattuali sono riportate sull'elenco telefonico, ma questo non mi e' stato mai recapitato.
A questo punto chiedo a Voi se e' giusto che io paghi l'importo £ 118080, sia se esso si riferisca alla sostituzione dell'apparecchio, sia se si riferisca al tempo impiegato dal tecnico per imbucare due bigliettini nella cassetta della posta, inoltre vorrei sapere se e' giusto dover sottostare a delle clausole di un contratto mai firmato. Nel caso in cui dovessi aver ragione, Vi chiedo gentilmente di fornirmi le indicazione per un eventuale ricorso.
Certo della Vostra attenzione, Vi ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
Risposta ADUC
Le spese vengono imputate a lei, perche' si tratta di interventi di adattamento e di modifica da lei richiesti. Ci sarebbe pero' una possibilita' di contestazione: se fosse palese e dimostrabile che la responsabilita' del cattivo funzionamento era attribuibile totalmente a Telecom (ad esempio facendo presente che sin dal primo momento la linea ha presentato un difetto intrinseco). Semmai non possono pretendere la richiesta di pagamento dell'intervento da loro non andato a buon esito: glielo contesti specificando di essere stato sempre in casa (apposta) e di non essere stato contattato da nessuno, trovando poi nella cassetta il relativo avviso.
Il consiglio e' pero' di separare tale posizione "debitoria" dal resto della bolletta, poiche' rischia di avere brutte conseguenze sulla sua fornitura (non pagando l'intera cifra indicata in fattura, rischia di subire un distacco della luce. Non stiamo a discutere sull'illegittimita' di questo comportamento: limitiamoci a tenere presente che loro possono farlo). Pertanto, puo' forse essere opportuno pagare la bolletta e poi -mettendosi cosi' in posizione di forza- fare loro una raccomandata di contestazione, spiegando perche' si e' provveduto a pagare (rischio distacco) nonostante la convinzione di non dovere loro tali cifre e richiedendo il rimborso entro 15 giorni, facendo presente che in caso contrario si vedra' costretto ad adire le vie legali (potra' andare dal giudice di pace, chiedendo di fissare l'udienza per una conciliazione -non richieda il contenzioso!-). Non ci sono spese e non c'e' necessita' di avvocato (non per queste cifre).
Il consiglio e' pero' di separare tale posizione "debitoria" dal resto della bolletta, poiche' rischia di avere brutte conseguenze sulla sua fornitura (non pagando l'intera cifra indicata in fattura, rischia di subire un distacco della luce. Non stiamo a discutere sull'illegittimita' di questo comportamento: limitiamoci a tenere presente che loro possono farlo). Pertanto, puo' forse essere opportuno pagare la bolletta e poi -mettendosi cosi' in posizione di forza- fare loro una raccomandata di contestazione, spiegando perche' si e' provveduto a pagare (rischio distacco) nonostante la convinzione di non dovere loro tali cifre e richiedendo il rimborso entro 15 giorni, facendo presente che in caso contrario si vedra' costretto ad adire le vie legali (potra' andare dal giudice di pace, chiedendo di fissare l'udienza per una conciliazione -non richieda il contenzioso!-). Non ci sono spese e non c'e' necessita' di avvocato (non per queste cifre).
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