Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 novembre 2000
Domanda 9 novembre 2000
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA_TELECOM.............Vi scrivo da Palazzolo Acreide un piccolo centro della provincia di Siracusa per segnalarvi un disservizio alquanto bizzarro della TELECOM ITALIA. La scorsa settimana decido di acquistare un modem da applicare al mio computer per accedere al mondo di internet. Collego il tutto alla linea telefonica ma non riesco a connettermi. Nel dubbio che il modem fosse guasto porto il computer a casa di mio fratello la dove la connessione avviene senza alcuna difficolta’, torno a casa mia ma la connessione e’ impossibile. Telefono al 182, espongo il problema e mi si annuncia che verranno dei tecnici a controllare l’impianto. Dopo due giorni sollecito, ancora al 182 un loro intervento e dopo altri due giorni mi vedo costretto a chiamare al 177 per lamentarmi del ritardato intervento. La centralinista dopo aver acquisito tutti i miei dati e aver ascoltato il problema, mi anticipa che con molte probabilita’ il problema non sara’ risolvibile, poiche’ le linee che sono realizzate fuori dei centri abitati non permettono l’utilizzazione di sistemi tecnologici avanzati, come per esempio il modem. Dopo poche ore arriva il tecnico che mi conferma cio’ che mi aveva anticipato la centralinista, aggiungendo che le centrali che Telecom crea fuori dei centri abitati sono delle centraline MULTIPOINT (sicuramente il termine non sara’ corretto), in sostanza sono dei sistemi che tramite due tre impulsi possono sviluppare trenta o quaranta utenze. In poche parole non mi sara’ possibile collegarmi ad internet (siamo al 9/novembre/2000).
Dopo aver letto il "Regolamento di servizio" dalla voce "Le regole", scritto sull’elenco ufficiale abbonati al telefono di Siracusa e provincia, aggiornato al 29/ottobre/1999 e utilizzando quel poco di logica che si puo’ applicare a queste controversie, credo che la Telecom Italia compia dei reati civili nei confronti di tutti i titolari d’utenze domiciliate fuori dei centri urbani. Premesso che, in nessun articolo del regolamento, e’ specificato che la linea telefonica ubicata fuori del perimetro urbano ha caratteristiche tecniche, nonche’ tecnologiche, diverse dalle stesse che si realizzano nei centri urbani e in piu’ nella sezione "condizioni e prezzi d’abbonamento" sempre delle regole vi e’ un’imposizione che va sotto il nome di: "QUOTE SUPPLEMENTARI PER IMPIANTI OPA (OLTRE PERIMETRRO ABITATO).
Le differenze tecniche degli impianti sono riscontrabili dalle centraline della telecom, per quando concerne le differenze tecnologiche l’evidenza e’ ancora piu’ plausibile dal fatto che le linee OPA non consentono l’utilizzo di un banalissimo modem. C’e’ dell’altro, sull’elenco abbonati alla voce "Telecom Italia per le aziende" ramo "Videocomunicazione", la Telecom afferma che e’ in grado di coprire tutto il territorio nazionale, pero’ grazie all’introduzione della superlinea ISDN (che e’ un servizio a pagamento).
Tutto cio’ premesso, il sottoscritto, vorrebbe un vostro intervento in considerazione del fatto che non ci sono utenze di serie A o B asseconda della loro ubicazione; che le utenze OPA pagano la stessa identica cifra che e’ pagata dalle altre non avendo le stesse caratteristiche; e poi, perche’ un’utente che vive fuori del centro abitato non deve avere lo stesso servizio d’utente che vive in citta’? Aggiungendo che se si vuole affermare che chi vive fuori del centro urbano deve per forza di cose subire maggiori disagi la logica impone che il corrispettivo da spendere sia inferiore, e che non mi si chieda nessuna quota supplementare per l’impianto OPA.

Risposta ADUC
Non sappiamo che cosa siano le centraline "Multipoint", ma e' vero che le centraline analogiche vecchio modello (non perche' fuori dalla citta', come le hanno detto) non sono in grado di sostenere il collegamento Internet. Siccome pero', da contratto, Telecom garantisce solo il servizio di linea telefonica e di fax tutti gli altri servizi sono in piu'. Ne consegue che non c'e' alcuna violazione, dal punto di vista contrattuale.
La valutazione dovrebbe essere spostata su un altro piano: come fare per offrire opportunita' a tutti di usufruire dei nuovi servizi (fermo restando che non e' un diritto)?
E' il caso di attendere che la liberalizzazione delle linee telefoniche dia -a colpi di concorrenza- la possibilita' per tutti i gestori di offrire i propri servizi. Visto che alla liberalizzazione dell'"ultimo miglio" ci stiamo arrivando (dovrebbero farla entro la fine dell'anno), e che nel frattempo non si puo' fare nulla che sollecitare questo, non le resta che attendere.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →