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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 aprile 2005
Domanda 12 aprile 2005
Circa un anno fa (febbraio 2004) tramite annuncio su un giornale settimanale di Catania, venni contattata da un intermediario che mi prospettò la vendita di una casa terrana, in zona Aci Castello (CT) per un valore di ¤. 105.000,00, accordati per ¤.100.000,00. dopo varie verifiche effettuate da un mio consulente e dal mio notaio, venni a conoscenza dai documenti fornitemi dal mediatore che una parte della costruzione era abusiva, e per la quale i vecchi proprietari (deceduti) avevano iniziato pratica di sanatoria edilizia nel 1986. A seguito della mia richiesta di chiarezza sulla trattativa, complicata da una innumerevole sequela di nominativi in successione per eredità, con il mediatore addivenni alla conclusione che avrei acquistato l'immobile a patto che esso fosse libero da vincoli, soprattutto perchè per l'acquisto avrei dovuto accedere ad un mutuo. Lo stesso che teneva i contatti con i venditori ereditari, abitanti nella provincia di Roma, si prodigò personalmente, sfruttando le sue amicizie nel comune di Aci Castello, ad ottenere la sanatoria edilizia, dopo circa un anno. Nello stesso tempo, tramite il notaio della famiglia venditrice, che negli anni ha seguito l'evolversi delle varie successioni, mi procurò un atto riepilogativo della genealogia ereditaria dell'immobile. Nell'arco dell'anno 2004, tentammo di formulare un incontro con i venditori (eredi) per stilare un compromesso di vendita, ma il mediatore ci comunicò che ormai visto i brevi tempi, per ottenere la sanatoria edilizia, avrebbero preferito fare un unico viaggio e stipulare il contratto di vendita direttamente. Da premettere che all'accordo al mediatore su sua esplicita richiesta lasciai un assegno come acconto della sua parcella di ¤. 1000,00. Oggi dopo aver ottenuto il mutuo di ¤. 50.000,00 dalla banca Unipol e fissato con il notaio l'appuntamento per l'atto, per il 19 di aprile p.v., il mediatore mi comunicava telefonicamente giorno 08/04/2005, che il lunedì successivo avrebbe dovuto incontrarmi per delle comunicazioni importanti. Messo da me alle strette mi anticipa che i venditori (così detto da lui, dato che essi non mi sono mai stati presentati), non intendono più vendere a quel prezzo la casa ma ad un prezzo molto ma molto più elevato, a cui io non potrei mai arrivare. Adesso vi chiedo cosa potrei ottenere legalmente come risarcimento per i danni provocatemi, non solo finanziariamente, ma anche moralmente, visto che sono stata costretta a bloccare per un anno qualsiasi tipo di acquisto congelando la somma per l'acquisto della casa. Ed inoltre tutte le spese da me sostenute per perizie, verifiche notarili, catastali, oltre ad essere iscritta nella crif per richiesta mutuo, oltre all'apertura di un nuovo conto corrente e il mutuo già concessomi? Purtroppo l'unico mio neo è stato quello di fidarmi troppo del mediatore, che tra l'altro pur ricevendo l'assegno come caparra, non lo ha mai versato. Sono in possesso di tutti gli incartamenti della casa, così come il notaio e la banca Unipol che me li avevano richiesti, e che non mi ero potuta inventare, chiaramente! Nelle carte è più volte indicato il nome di Michele, il mediatore, delegato dai venditori per procura al disbrigo di tutti gli atti svincolanti l'immobile. Aspetto con ansia una vostra risposta per meglio gestire questa complicatissima situazione.
Giuseppa, da Catania

Risposta ADUC
Non avendo stipulato un compromesso e' tutto un po' piu' difficile soprattutto per le cifre che lei dovrebbe avere come risarcimento, ma forse non impossibile. Intanto il mediatore le deve quantomeno restituire il doppio della caparra e, quantificato in termini economici il danno che lei ha subito, deve procedere con una messa in mora dello stesso (che poi, se vorra', potra' rifarsi con i proprietari che lo hanno mandato, diciamo, allo sbaraglio). Qui una scheda su come procedere: clicca qui
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