Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 aprile 2005
In data 24/7/2004, dalle 21.15 alle 5.30 del mattino successivo 25/7/2004, l'ENEL interrompeva l'erogazione dell'energia con brevi riallacci inferiori ai 5 minuti. Riaccompagnando la mia ragazza a casa intorno alla mezzanotte ci accorgevamo che nella zona circostante molti erano nelle nostre stesse condizioni ma non era un blackout totale, diciamo a "macchie di leopardo"... In data 16/8/2004 invio il modulo reclami in cui dettagliavo l'accaduto e richiedevo il rimborso forfetario di 25,82 euro in base alle delibere 201/99 e 220/02, specificando che ne richiedevo il conguaglio sulla successiva bolletta e che in caso di ritardo lo stesso doveva essere erogato in misura doppia e reclamando i relativi danni causati dalla citata sospensione come stress e deperimento di alimenti. A chiusura mi riservavo opportuna azione giudiziaria dinanzi all'autorità competente. (Insomma ho seguito i modelli che gentilmente le associazioni offrono). Mi risponde l'ENEL in data 13/9/2004 (con raccomandata) in cui mi comunica che sono stati effettuati gli accertamenti e "non possiamo che escludere qualsiasi nostra responsabilità in merito all'accaduto e pertanto non potremo dare corso ad alcun risarcimento di danni". Ma l'ENEL, in base alla carta dei servizi, non dovrebbe tenere un registro delle interruzioni (programmate e non)? Escludono la loro responsabilità, quindi anche quella di una ditta a loro collegata che magari svolgeva dei lavori? Sono ancora in tempo per reclamare il rimborso magari con il vostro aiuto? Vi assicuro che non è mia abitudine inventare i blackout, che non sono poi cosi' "distratto" da non accorgermi che il mio contatore era scattato e che almeno altre 12 famiglie (utenze) sono rimaste senza luce come me... Non sopporto il comportamento dell'Enel che scarica le sue responsabilità con tre righe di una lettera raccomandata. Ringrazio anticipatamente e vi porgo cordiali saluti.
Roberto, da Pomezia/Roma
Roberto, da Pomezia/Roma
Risposta ADUC
Questo e' il tradizionale comportamento del gestore che, pur davanti alle evidenze "che piu' evidente non si puo'", nega. Per cui, come ha minacciato nella sua messa in mora, dovrebbe ricorrere al giudice di pace, entro un anno dalla data della messa in mora.
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