Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 aprile 2005
Salve, ho una bottega artigiana orafa nel centro di Roma, e da più di un mese non ho l'acqua corrente. Da molto tempo nello stabile in cui mi trovo erano in programma dei lavori per mettere alla portata di tutti finalmente (compresa me), l'acqua "diretta", e cioè passante per i tubi, e nel mio caso non più proveniente dal cassone di raccolta del palazzo. Senonchè con la lentezza di mille lumache hanno prima fatto un foro nel muro dove doveva essere installata la cassetta dei comandi dell'Acea, poi dopo circa un anno si sono decisi a cominciare a mettere questi nuovi tubi e quindi hanno anche smontato il motorino che prelevava l'acqua per me. Così da più di un mese siamo rimasti fermi a quel punto, quando mi avevano assicurato che -dopo già una lunga attesa- martedì 15 marzo avrei riavuto finalmente l'uso dell'acqua grazie all'allaccio dell'Acea, di cui ancora oggi non se ne sa niente. La proprietaria del locale in cui mi trovo alza le braccia poichè anche lei ha una situazione insostenibile in casa sua in attesa della fine di questi lavori, e non si capisce se questo menefreghismo assurdo provenga dall'amministratore di condominio, (tipo alquanto particolare,certo Palladino tanto per non fare nomi) o dall'Acea. Io vorrei sapere cosa posso fare e con chi posso rivalermi visto che la mia attività non può essere assolutamente svolta in queste condizioni! Grazie per l'attenzione, spero possiate aiutarmi in qualche modo.
Giusy, da Roma
Giusy, da Roma
Risposta ADUC
I lavori chi li ha commissionati? Immaginiamo la proprietaria, che sarebbe la sua controparte. Se non vuole mettere in mora la proprietaria perche' il locale che le ha affittato e' in condizioni invivibili rispetto agli accordi contrattuali, suggerisca a questa signora di fare lei una messa in mora a chi e' inadempiente: cioe' una raccomandata A/R in cui intima il dovuto entro 15 giorni e minaccia in alternativa le vie legali con beneplacito di spese e danni (eventualmente giudice di pace).
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