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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 marzo 2005
Domanda 29 marzo 2005
Lunedi' 14 marzo 2005 la mia compagna Beata Krystyna KOZBIAL alle ore 14.15 alla guida di un'auto con targa polacca sulla quale viaggiava insieme alla sorella, al cognato ed ad un ospite e' stata fermata ad un posto di blocco istituito dalla polizia tedesca all'interno di un'area di servizio. Essendo la stessa in viaggio dalla Polonia in Italia trasportava alimentari per uso personale, sia per il viaggio, sia per le proprie personali abitudini alimentari ed in particolare trasportava alcune stecche di sigarette: per la precisione due stecche (400 sigarette) per ciascun passeggero. La pattuglia contestava l'eccesso nel quantitativo di sigarette sostenendo che esisteva la possibilita' di trasporto esclusivamente di 200 sigarette a testa (praticamente come prima dell'adesione della Polonia alla comunita' europea). A seguito di una telefonata da lei fattami durante le procedure relative al sequestro ho telefonato personalmente all'intendenza di finanza di Torino che mi ha confermato che non e' possibile il trasporto all'interno dei paesi della comunita' europea di piu' di 200 sigarette a testa ed il trasporto di qualsiasi merce nuova e' tutto ora soggetto al pagamento dell'IVA nel paese di destinazione, precisando che l'attraversamento di eventuali paesi intermedi pone a rischio di sanzioni per evasione di IVA in ciascun paese attraversato. In pratica pare che per il privato cittadino non sia cambiato assolutamente nulla da quanto prescritto prima dell'esistenza della comunita' europea in particolare per quanto attiene la libera circolazione delle merci. A seguito della risposta ricevuta ho comunicato alla mia compagna in attesa quanto saputo, invitandola ad acconsentire al sequestro. La polizia tedesca in particolare commetteva un ulteriore scorrettezza non ripartendo tra i singoli passeggeri il quantitativo di sigarette contenuto nell'auto affermando esplicitamente di non avere nessuna intenzione di perdere tempo a compilare quattro moduli. Oltre a quanto sopra descritto, per "ammorbidire" le resistenze opposte dalla mia compagna, la polizia tedesca minacciava esplicitamente, in caso di resistenze o complicazioni, di proseguire la perquisizione, tra l'altro eseguita sulla strada appoggiando i bagagli sul terreno, ricercando eventuali derrate alimentari. Si noti in particolare che alla frontiera di Goerlitz dove avviene il controllo dei documenti personali, non esiste alcun cartello che indichi esplicitamente nessuna limitazione. Interrogando uno dei siti ufficiali della comunita' economica europea viene testualmente riportato che: http: //europa. eu. int/comm/publications/archives/booklets/eu_glance/01/txt_it. htm#30 Adesso che c'e' il mercato unico, quale quantitativo di merci acquistate all'estero posso portare nel mio paese? Si puo' portare a casa qualsiasi quantitativo di merci, a meno che non si tratti di merci proibite nel proprio paese, come ad esempio le sostanze stupefacenti. Uno dei grandi vantaggi del mercato unico e' che qualsiasi forma di imposizione supplementare, come il secondo pagamento dell'IVA alla frontiera del proprio paese, appartiene ormai al passato. Tuttavia le merci devono essere state acquistate in ottemperanza del regime fiscale esistente e devono essere destinate all'esclusivo uso personale, mai alla rivendita. A parte cio', non vi sono limiti alla quantita' di beni che si possono portare da un paese della Comunita' all'altro. Sono stati aboliti i limiti per quantitativi di alcool e tabacchi acquistati legalmente (fa eccezione la Danimarca). Attualmente sono in vigore delle quantita' guida; esse possono essere superate solo se si puo' dimostrare che i beni sono destinati al consumo personale: 800 sigarette, 400 cigarillos, 200 sigari, 1 kg di tabacco, 10 litri di superalcolici, 20 litri di porto, sherry o altri vini da aperitivo, 90 litri di vino (di cui non piu' di 60 litri di spumante), 110 litri di birra. http://europa.eu. int/comm/publications/archives/booklets/eu_glance/01/txt_de.htm#30 contraddicendo pesantemente sia il comportamento della polizia tedesca, sia le affermazioni fatte al telefono dalla persona che mi ha risposto alla Guardia di Finanza di Torino. In qualita' di cittadino della comunita' europea mi sento pesantemente truffato dalle affermazioni pubblicitarie e soprattutto ingannevoli che mi inducono a commettere costosi errori nei miei viaggi. Con l'occasione porgo distinti saluti.
Alessandro, da Pecetto

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