Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 marzo 2005
Domanda 26 marzo 2005
Nel mese di dicembre 2004 sono stato contattato presso la mia abitazione da un operatore Telecom per l'attivazione del servizio di Alice Adsl. Al telefono ha risposto mia madre che, per non perdere troppo tempo, alle continue "insistenze" dell'operatore sulla completa gratuita' del servizio ha accettato l'installazione. Da premettere a questo sarebbe il fatto che io gia' possedevo un collegamento Adsl con altra compagnia (Wind-Infostrada) di cui ero soddisfatto ma, questo, mia madre non lo sapeva ne' tantomeno glielo riferi' l'operatore Telecom, cosi' come il fatto che fosse necessario disdire l'una per installare l'altra. Dopo solo DUE giorni un altro operatore mi chiama per informarmi che era gia' stato effettuato il passaggio e che in giornata avrei ricevuto il modem previsto dal servizio in comodato d'uso. Trovatomi a cose fatte, a malincuore, ho pensato di provare il servizio. Ebbene il servizio non mi ha per nulla soddisfatto: piu' lento del precedente e discontinuo. Arrabbiato di pagare di piu' per un servizio peggiore, nel mese di gennaio mi decido a disdire l'abbonamento e lo faccio prima tramite form internet (contatto n. 1355601 del 08/01/2005) sul sito www.187. it da cui mi e' giunta risposta il 27 gennaio che la mia richiesta era gia' in lavorazione poiche' nel frattempo, per sicurezza, avevo utilizzato il servizio telefonico 187 il 10/01/2005. Il 25 gennaio vengo contattato da un operatore Telecom che, con la scusa di accordare il ritiro del modem, mi chiede i motivi della mia disdetta e insistendo su prossime "sicure" promozioni Telecom cerca di convincermi a non disdire l'abbonamento. La mia risposta, chiara, e' che intendo disdire e passare ad altro operatore per il servizio Adsl. Il giorno dopo chiamo il servizio clienti della mia precedente compagnia, espongo la questione e chiedo che, non appena possibile, mi fosse attivata una linea Adsl Flat con Wind-Infostrada. Intorno al 30 gennaio ricevo un telegramma da Telecom con scritto "In seguito alla conversazione telefonica del 25/01/05 si ritiene annullata la sua richiesta di cessazione del contratto"... come??? Lo stesso giorno richiamo il 187 e un ulteriore operatore mi dice che ci sara' stato un errore ma che la mia linea risulta ancora in disattivazione. Nel frattempo mi trovo costretto per lavoro a lasciare la mia residenza per tornarci soltanto l'altro ieri. Intanto giorno 2 marzo ricevo tramite e-mail un messaggio da parte di Wind-Infostrada dove mi si informa dell'avvenuta modifica dell'offerta del servizio Libero ADSL come da me richiesto. Rientrato in sede il 22 marzo, provo a collegarmi al nuovo servizio sicuro di usufruire di Libero per la connessione ma con mia grande sorpresa trovo ancora la maledetta connessione ad Alice. Chiamo cosi' nuovamente il 187 dove un nuovo operatore, per giunta molto sgarbato, mi dice che per la mia linea non e' stata MAI richiesta nessuna disattivazione e che dalla data di richiesta Telecom ha 10 giorni di tempo per disattivare il servizio e altri 30/40 giorni per stabilire una nuova connessione. Ho la sensazione di essere stato preso in giro da una societa' per nulla seria che gestisce un servizio (ormai indispensabile) con i carismi del monopolio arrogante e prepotente. Il passaggio ("ingannevole" tra l'altro perche' effettuato senza le dovute chiarificazioni) dal mio vecchio operatore a loro puo' avvenire in qualche giorno, il contrario, che per regola potrebbe volerne 40, a me e' costato dall'8 di gennaio fino a oggi 74 giorni e forse potrei anche sforare i 114 giorni!!! Per giunta mi ritrovo con l'abbonamento della linea Flat di Wind-Infostrada senza che io abbia la reale possibilita' di usufruirne. A parte inviare una nuova raccomandata con richiesta di disdetta, che vi faro' avere tramite fax allo 0552302452, non so piu' che fare! Ringraziando anticipatamente per il tempo che avrete voluto dedicarmi, porgo cordiali saluti.
Diego, da Siderno

Risposta ADUC
La raccomandata di disdetta la invii A/R intimando di renderle il dovuto entro 7 giorni e minacciando in alternativa le vie legali. Essendo lei in Campania, dovra' poi recarsi dal giudice di pace.
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