Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 novembre 2000
Spett.le Aduc,
Vorrei segnalare anch'io di aver ricevuto una lettera della Telecom in data 17/10/2000, datata 03/10/2000 (le poste ci mettono 14 gg??) con cui si conferma l'attivazione del servizio "teleconomy" a partire dal 01/09/2000 (ci mettono 7 settimane a informare l'utente??) "come da Sua richiesta". Ovviamente non ho mai chiesto l'attivazione, ne’ chiesto informazioni sul servizio. Invece ho fatto attivare la preselezione a linee Infostrade, attiva da meta’ agosto. Coincidenza?
Un mio mail alla telecom e’ rimasto senza risposta (come era da aspettarsi).
Ho telefonato al servizio 187 in data 18/10/2000 e l'operatrice mi ha assicurata che si tratta di un errore e che il servizio sarebbe tolto e che le spese, se non con la prossima bolletta, sarebbero rimborsate in quella dopo.
Personalmente ritengo di non avere l'obbligo di disdire per raccomandata un servizio mai richiesto. Anzi. La Telecom dovra’ dimostrare che e’ stato da me richiesto. Ne’ ritengo giusto, anche se molto divertente, la Vs. proposta di diventare "indagatori di funzionalita’" semplicemente perche’: "non bisogna fare al prossimo, ciò che non vorresti fosse fatto a te’".
Spero, però, che Voi, come Associazioni di utenti, potete fare quello che il singolo utente non può: fare causa alla Telecom per inganno e truffa: il danno al singolo utente e’ sostenuto, ma alla collettivita’ costa miliardi.
Vorrei segnalare anch'io di aver ricevuto una lettera della Telecom in data 17/10/2000, datata 03/10/2000 (le poste ci mettono 14 gg??) con cui si conferma l'attivazione del servizio "teleconomy" a partire dal 01/09/2000 (ci mettono 7 settimane a informare l'utente??) "come da Sua richiesta". Ovviamente non ho mai chiesto l'attivazione, ne’ chiesto informazioni sul servizio. Invece ho fatto attivare la preselezione a linee Infostrade, attiva da meta’ agosto. Coincidenza?
Un mio mail alla telecom e’ rimasto senza risposta (come era da aspettarsi).
Ho telefonato al servizio 187 in data 18/10/2000 e l'operatrice mi ha assicurata che si tratta di un errore e che il servizio sarebbe tolto e che le spese, se non con la prossima bolletta, sarebbero rimborsate in quella dopo.
Personalmente ritengo di non avere l'obbligo di disdire per raccomandata un servizio mai richiesto. Anzi. La Telecom dovra’ dimostrare che e’ stato da me richiesto. Ne’ ritengo giusto, anche se molto divertente, la Vs. proposta di diventare "indagatori di funzionalita’" semplicemente perche’: "non bisogna fare al prossimo, ciò che non vorresti fosse fatto a te’".
Spero, però, che Voi, come Associazioni di utenti, potete fare quello che il singolo utente non può: fare causa alla Telecom per inganno e truffa: il danno al singolo utente e’ sostenuto, ma alla collettivita’ costa miliardi.
Risposta ADUC
Come potremmo pero' far causa noi per un danno subito da lei? La legge non e' un'opinione e non si possono delegare i diritti.
Sicuramente puo' fare a meno di mandare la raccomandata A/R: ma se non le disattivassero il servizio e lei se lo ritrovasse attivo per mesi, quando dovesse decidersi a fargli causa per chiedere il rimborso dell'indebito pagamento, si trovera' un giudice la cui prima domanda sara': ma se lei non lo voleva, perche' non ha protestato? Come puo' dimostrarmi che non ha cambiato adesso idea, rimangiandosi la richiesta ed approfittando dell'assenza di un atto scritto? Infatti, non e' molto corretto dire "io non l'ho richiesto" e stop: la legge vuole che si dimostri la propria volonta', poiche' tacendo si sottintende approvazione ed accordo.
Per cio' che concerne l'iniziativa: ha ragione, non servira' certo a far cambiare il pelo del lupo, pero' non e' una cosa che non debba esser fatta per non doverla subire: poiche' a lei l'hanno gia' fatta, si trattava solo di renderla. Ad ogni modo, non si preoccupi: e' solo un'idea, non deve piacere a tutti.
Sicuramente puo' fare a meno di mandare la raccomandata A/R: ma se non le disattivassero il servizio e lei se lo ritrovasse attivo per mesi, quando dovesse decidersi a fargli causa per chiedere il rimborso dell'indebito pagamento, si trovera' un giudice la cui prima domanda sara': ma se lei non lo voleva, perche' non ha protestato? Come puo' dimostrarmi che non ha cambiato adesso idea, rimangiandosi la richiesta ed approfittando dell'assenza di un atto scritto? Infatti, non e' molto corretto dire "io non l'ho richiesto" e stop: la legge vuole che si dimostri la propria volonta', poiche' tacendo si sottintende approvazione ed accordo.
Per cio' che concerne l'iniziativa: ha ragione, non servira' certo a far cambiare il pelo del lupo, pero' non e' una cosa che non debba esser fatta per non doverla subire: poiche' a lei l'hanno gia' fatta, si trattava solo di renderla. Ad ogni modo, non si preoccupi: e' solo un'idea, non deve piacere a tutti.
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