Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 marzo 2005
Domanda 14 marzo 2005
Aduc buon giorno, avrei bisogno di un consiglio. In data 29/09/2004 verso le ore 12:00, stavo facendo footing e mentre percorrevo un marciapiede, il cui fondo e' costituito da terra, a causa di una buca colma di acqua piovana mi procuravo una infrazione al cotile. Dell'accaduto informavo il Comune, che apriva un sinistro presso la propria compagnia di assicurazione. Successivamente mi perveniva una lettera della compagnia di assicurazione con la quale mi si chiedeva di fornire eventuali deposizioni testimoniali relative all'accaduto. Dopo qualche giorno inviavo una lettera con la quale informavo che l'unica testimonianza relativa al sinistro occorsomi era riportata sia nella mia lettera inviata al Comune di Venezia, sia nella dichiarazione rilasciata al personale del Pronto Soccorso del Policlinico S. Marco, poco dopo il fatto, all'interno nel documento di primo soccorso nella sezione "Circostanze". Nella stessa lettera consideravo il Comune responsabile di quanto accadutomi in quanto aveva lasciato in una condizione di fatiscenza il marciapiede oggetto del sinistro, senza preoccuparsi ne di provvedere ad una seria manutenzione ne tanto meno ad indicare con idonea segnaletica stradale il pericolo generato e che a causa delle intense piogge cadute in data 24/09/2004, le buche del marciapiede, colme di acqua piovana, determinavano un insidia ed inganno nonche' trabocchetto, causando alla mia persona lesioni. Inoltre precisavo che verso le ore 12:00 del 29/09/2004 la giornata si presentava nuvolosa. Alla lettera ho allegato foto e video che riportavano la situazione del marciapiede e documenti sulle precipitazioni del 24/09 e sulla situazione meteo del 29/09. In data 04/03/2005 la compagnia di assicurazione mi inoltrava una lettera che riporto: "tralasciando la mancanza di dichiarazioni testimoniali a conferma dello svolgersi dei fatti, Le comunichiamo che vista l'ora di accadimento (ore 12:00) eventuali sconnessioni del marciapiede non possono considerare insidia e/o trabocchetto in quanto visibili". Tengo a precisare che mai nessuno mi ha contattato via filo o chiesto di recarmi sul luogo del fatto o di fare una relazione su quanto accaduto. So solo che mentre percorrevo il marciapiede nel tratto in cui il fondo non e' di materiale bituminoso ma costituito da terra, il sottoscritto mentre faceva footing appoggiava il piede vicino ad una buca. Il terreno adiacente la buca, diventato fango per le piogge del 24/09/2004, franava. Sentitomi mancare il terreno da sotto il piede mi sono buttato dal lato della buca (mt. 1,80xmt 1,60) senza rendermi conto della profondita' a causa dell'acqua stagnante. La risposta pervenutami dalla compagnia di assicurazione mi sembra assurda in quanto anche se la buca era eventualmente visibile non lo era la sua profondita'. Cosa mi consigliate di fare?
Alberto, da Santa Maria di Sala

Risposta ADUC
Alla fine non abbiamo capito se un testimone dell'accaduto c'e' o no. Se ci fosse sarebbe meglio, anche se la compagnia non disconosce la presenza di una buca, dice che era visibile. Sono situazioni opinabili che richiedono la valutazione di un terzo: un giudice. Se non abbiamo capito male le argomentazioni dell'assicurazione implicano un rifiuto alla sua richiesta di risarcimento danni. Non essendo d'accordo, inutile fare tira e molla, per darci un taglio invii una raccomandata A/R all'assicurazione e al comune in cui intima che procedano a risarcirle X euro entro 15 giorni il danno subito, avvertendo che in difetto adira' le vie legali. Senza riscontri, deve rivolgersi al giudice di pace (fino a 500 euro) o al tribunale.
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